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Arese al Centro interroga su vicenda Facs

28 luglio 2015 – Durante il consiglio comunale di giovedì scorso è stata discussa un’interrogazione di Arese al Centro che chiedeva “alcuni chiarimenti sullo stato odierno dei rapporti in essere tra Facs e amministrazione comunale”. Nel loro documento i centristi, dopo una breve ricostruzione delle vicende di Fondazione, pongono quattro domande alla giunta. Nella prima viene chiesto quale sia oggi lo stato giuridico di Facs; nella seconda quali sono attualmente i rapporti tra Comune e Fondazione e se l’amministrazione “conferma la revoca della Convenzione e l’interruzione dei rapporti con Facs”; nella terza quali siano le comunicazioni intercorse tra il Comune e il Tribunale di Milano per la nomina dei liquidatori e se risultano alla data odierna delle nomine al riguardo; nella quarta domanda, infine, Arese al Centro chiede “se alla luce della sentenza del Tar, l’ultimo presidente di Fondazione è da ritenersi a tutti gli effetti cessato dalla sua carica a far data dal 30 gennaio 2012”.

A rispondere punto per punto ai quesiti è il sindaco Michela Palestra, che alla prima domanda replica che il presidente di Regione Lombardia “ha dichiarato l’estinzione della Fondazione” con decreto n.12756 del 24 dicembre 2013. La risposta alla seconda domanda è conseguenza di questo, con l’amministrazione che risponde dicendo che “in virtù di quanto esposto nel precedente punto 1, il Comune ad oggi non intrattiene rapporti con la Fondazione”. Le comunicazioni intercorse tra Comune e Tribunale riguardano, invece, essenzialmente la nomina del liquidatore di Facs. Dopo tre nomine da parte del Tribunale e altrettante rinunce (Bellora, Del Prete e Dal Moro), l’incarico è stato conferito per la quarta volta lo scorso 1 luglio a Lucia Abati. Alla quarta domanda di Arese al Centro il sindaco replica che “non compete a questa amministrazione comunale interpretare la sentenza del Tar che, comunque, ha respinto le domande svolte nei nostri confronti con loa condanna alle spese a nostro favore. Si evidenzi come, di fatto, l’ultimo presidente di Facs, dopo le proprie dimissioni, ha continuato a convocare assemblee, comportamento che verosimilmente è stato assunto attuando l’orientamento in virtù del quale il presidente dimissionario svolge le proprie funzioni fini alla nomina di un sostituto”.

Le risposte non hanno soddisfatto Arese al Centro, che nella sua replica sostiene che la risposta della giunta “tratta con ingiustificata sufficienza quanto da noi posto; risponde ad esempio che la convenzione con Fondazione non è più in essere dal 16 giugno 2012, allora significa che dal 17 giugno 2012 il responsabile del centro sportivo era il Comune di Arese? Come è possibile che il Comune sostenga prima la necessità della ratifica delle dimissioni e poi l’esatto contrario? Basta leggere con attenzione il verbale del Consiglio Comunale del 26 settembre 2013 per rendersene conto. Le dimissioni hanno avuto effetto immediato o no? Se confermiamo il si, è evidente che sosteniamo quanto sostenuto anche dalla Corte dei Conti, lo ha detto e sostenuto questo Comune ed è pure scritto nella sentenza del Tar. Quindi le dimissioni dell’ultimo presidente di Fondazione e del suo consiglio di indirizzo sono datate 30 gennaio 2012, e hanno avuto efficacia in quell’esatto momento.”.

Arese al Centro sposta poi l’attenzione sull’azione legale intentata nei confronti degli 11 amministratori di Facs in carica all’atto dell’affidamento del centro sportivo a Intese, ai quali viene prefigurata una richiesta complessiva di danni pari a 487.045 euro (leggi qui). “Prendiamo atto – sostengono i centristi – che il Comune non ha dal 24 dicembre 2013 alcun rapporto con Fondazione e allora ci domandiamo a quale titolo si è avviata un’azione di responsabilità nei confronti dei suoi ex amministratori. Quale sarebbe il rapporto che legittima questo Comune ad agire direttamente nei confronti di singole persone, quando l’art. 22 del codice civile dispone che l’azione di responsabilità verso gli amministratori è deliberata dall’assemblea ed esercitata dai nuovi amministratori o dai liquidatori? Ricordando inoltre quanto riportato all’art. 25 comma 3 del codice civile che disciplina e prevede quanto segue: ‘Le azioni contro gli amministratori per fatti riguardanti la loro responsabilità devono essere autorizzate dalle autorità governative e sono esercitate dal commissario straordinario, dai liquidatori o dai nuovi amministratori’. Quindi ci chiediamo: il Comune ha agito impropriamente? Avete utilizzato dei soldi pubblici per intentare una causa citando a giudizio ben 11 persone per 500 mila euro, e in caso di soccombenza del Comune ci preoccupa chi pagherà per le spese di questa lite”.

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