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Arese al Centro: “Ma come cambia Arese?”

23 novembre 2015 – Riceviamo e pubblichiamo integralmente questo lungo intervento di Arese al Centro che, prendendo spunto da alcuni articoli apparsi su La Torrazza, il periodico di informazione del Pd di Arese, critica la maggioranza e le scelte da lei effettuate in questa prima metà di mandato.

Due gli articoli giornalistici apparsi sul numero di novembre del periodico di informazione del Partito Democratico di Arese, La Torrazza, che meritano, secondo noi, profonda attenzione e conseguenti chiarimenti, visto il tenore trionfalistico utilizzato nel descrivere l’operato dell’amministrazione comunale di Arese. Il primo articolo proclama che: “E’ finito l’immobilismo”, questa giunta ha dato un impulso alla rinascita di Arese, dopo troppo immobilismo… e via con un elenco di cose fatte e di tante delibere approvate.

Recita un passaggio: “In questi due anni e mezzo di amministrazione, è tangibile come la città stia cambiando volto, cogliendo a pieno le sfide di un contesto socio-economico in progressivo cambiamento”. Ed è proprio su queste affermazioni che vogliamo soffermarci e darne una nostra interpretazione critica. Il cambiamento della nostra città, tanto sbandierato, è stato reso possibile solo e grazie alle abbondanti risorse economiche derivanti dal progetto di rilancio produttivo e commerciale dell’area ex Alfa Romeo. Progetto sempre osteggiato dai partiti dell’attuale maggioranza quando si trovavano all’opposizione e contrastato senza esclusione di colpi nelle varie sedi istituzionali. Ora questa stessa maggioranza con discorsi di encomio e congratulazioni agli operatori, si appresta a tagliarne i nastri partecipando in pompa magna alle inaugurazioni. Ai cittadini invece, viene ripetuto con insistenza uno stucchevole ritornello, “noi abbiamo ereditato quanto approvato da altri e ora non possiamo che gestirne le dinamiche conseguenti”.

A questo punto viene da chiedersi, ma senza quelle approvazioni e i consistenti contributi ricevuti, cosa avrebbe fatto veramente questa amministrazione? Quali i cambiamenti strategici al nostro territorio? Senza fondi a disposizione e senza adeguati trasferimenti statali, l’immobilismo e l’ordinaria gestione avrebbero certamente caratterizzato l’operato di questa giunta. Basta guardare alle realtà di Comuni confinanti e usciti dall’Accordo di Programma, dove oggi mancano le risorse per tutto, dal taglio della vegetazione, alla pulizia delle strade, per segnalare le opere ordinarie. Ad Arese invece, si dà vita a interventi pubblici senza badare a spese ma, cosa ancor più grave per chi ha promesso “partecipazione e coinvolgimento” in campagna elettorale, senza mai confrontarsi con la cittadinanza o con chi poteva offrire un contributo di idee e di approfondimento, decidendo sulle scelte in modo autonomo.

Il riferimento è ovvio: basta pensare a quanto accaduto con il “progetto sulla viabilità”, tanto discusso e addirittura contestato in campagna elettorale dall’attuale amministrazione e poi contrabbandato come la soluzione dei problemi sulla sicurezza delle nostre strade cittadine. La “fluidificazione del traffico”, questo il vero obiettivo raggiunto da questa amministrazione e il vero tema dell’opera realizzata. Esprimiamo pertanto forti dubbi sulla sicurezza generata dell’assetto realizzato. Ricordiamo anche che il sistema non è ancora a regime, molte opere sono ancora da realizzare e per questo auspichiamo un’attenta riflessione sulle scelte sin qui adottate per porre rimedio, prendendo coscienza dell’importanza dei luoghi, dando priorità assoluta alla sicurezza di chi transita quotidianamente sui quei percorsi. Ricordiamo che la responsabilità morale oltre che giuridica, ricadrà su tutti coloro che ciecamente non hanno voluto ascoltare e riflettere.

La nostra proposta sulla viabilità, che è stata scritta e protocollata nel lontano dicembre 2013, non è stata minimamente presa in considerazione dall’amministrazione e liquidata con una laconica risposta scritta dal sindaco, con la quale si affermava di non essere in sintonia con le loro decisioni. Come interpretare poi la risposta ricevuta dal viceprefetto di Milano, in relazione all’esposto presentato e concernente la presunta irregolarità procedurale seguita dalla giunta comunale, nel dare attuazione agli interventi sul sistema viario di attraversamento del centro città. La missiva recita “ Si fa presente che questo ufficio ha interpellato il sindaco di Arese, la quale, nel far presente che quanto segnalato nell’esposto in parola è stato oggetto di mozione discussa in consiglio comunale il 27 novembre 2014, ha riferito che l’amministrazione comunale ritenendo non sussistere un puntuale contrasto con la normativa di Piano né tantomeno nessuna violazione di norma, ha inteso ed intende confermare l’insussistenza contestazione di alcune procedure amministrative eseguite dalla giunta comunale di Arese che portano ad attuazione un importante e strategico intervento sul territorio comunale prefigurato nel Pgt e nel Piano Generale del Traffico Urbano. Alla luce di quanto sopra non si ravvisano profili di competenza della Prefettura. L’esposto prevedeva una circostanziata e dettagliata cronistoria degli atti, data la particolare delicatezza della tematica trattata, ritenendo in particolar modo che ai consiglieri comunali che rappresentano i cittadini spetti il diritto/dovere di valutare e apportare modifiche ad un piano generale del traffico urbano, approvandolo tramite un atto di consiglio comunale e non con una delibera di giunta, come avvenuto. Il viceprefetto anziché controllare gli atti, si è limitato ad una telefonata al sindaco chiedendo spiegazioni per poter rispondere ad un atto così importante. Bene, la prossima volta caro viceprefetto non si scomodi così tanto, perché tale atteggiamento superficiale è analogo a chiedere al proprio macellaio di fiducia se commercializza carne buona.

Il secondo articolo recita:” Arese cambia davvero”. Purtroppo Arese cambia e cambia in peggio, tra rotatorie a raso, collegamenti ciclopedonali pericolosi, l’estirpazione selvaggia di numerose essenze arboree. Vero è che l’amministrazione sta provvedendo alla ripiantumazione, ma quanti anni passeranno, prima di ricreare lo stesso stato vegetativo e goderne della loro bellezza? Anche se l’articolo cui facciamo riferimento non ne parla, vogliamo aggiungere considerazioni su altri fatti che la giunta sta affrontando in modo “originale”, cioè in assoluta assenza di coinvolgimento delle altre forza politiche e che al lettore chiariranno in modo definitivo che le nostre non sono lamentele a prescindere, ma sottolineature sul cattivo procedere della giunta, incurante del contributo positivo che potrebbe scaturire dal confronto di chi, come loro, ha a cuore la nostra città.

Infatti cosa dire della costruzione della faraonica biblioteca, trasformata in Centro Civico Polifunzionale, decentrata e sovradimensionata rispetto alle necessità della nostra città, oltre a un’incerta previsione di spesa. Collocata in quel luogo simbolo dello sport aresino che dopo anni ancora nega l’attività agonistica del calcio ai nostri ragazzi. Bene la scuola calcio Milan, ma l’attività sociale è un’altra cosa. Registriamo la continua e drastica riduzione dei contributi comunali verso le sedi istituzionali storiche: Casa di Riposo Gallazzi Vismara e Scuola materna Sacra Famiglia, con il conseguente e continuo aumento delle rette a carico delle famiglie aresine, giustificandosi dietro presunte necessità normative di parità di bilancio e analisi di costi con altri enti pubblici “laici”. Oppure la Misericordia, importante realtà non solo locale, che ancor oggi è priva di una sede operativa adeguata; o la sezione degli Alpini, che viene oggi minacciata da un’eventuale coabitazione con altre realtà locali.

Cosa dire poi del tanto lodato “Pgt a crescita zero”, simile a tanti altri strumenti urbanistici della nostra provincia e certamente non il frutto del lavoro esclusivo di questa maggioranza. Lo sviluppo del territorio risulta bloccato causa la profonda crisi, in particolare del settore immobiliare e l’inserimento di alcuni vincoli urbanistici che si potevano evitare, tanto da aver innescato alcuni ricorsi al Tar della Lombardia da parte di operatori e cittadini. Conseguenza di tutto ciò è stato l’azzeramento del recupero del patrimonio vecchio e dismesso della nostra città e l’annullamento degli introiti derivanti dagli oneri di urbanizzazione. Nonostante tutto però, ancor oggi, l’amministrazione continua a utilizzare queste risorse derivanti dai pochi oneri di urbanizzazione per compensare i costi sempre crescenti della gestione ordinaria e non destinandoli agli investimenti, dimenticando le acerrime critiche fatte quando al governo della città quando c’erano altre maggioranze. Erano posizioni per partito preso? Crediamo proprio di si.

Alla luce di quanto sopra descritto, ma quale Arese che cambia! Ma quali opere strategiche senza l’eredità lasciata da altri! Si sono inventati un “bilancio partecipativo” per selezionare progetti di parte, hanno inserito i propri rappresentanti all’interno dei Cda delle varie realtà locali, mettendo di fatto il bavaglio a ogni eventuale critica interna nonostante le continue dichiarazioni che la loro volontà era quella di privilegiare il merito delle persone e non l’appartenenza politica. Quante occasioni andate perse… Ad esempio, risparmiando soldi sul sistema viario e coinvolgendo i proprietari delle aree interessate, non si poteva dare attuazione a un tavolo operativo per trovare soluzione definitiva all’interramento dei tralicci dell’alta tensione che sovrastano le nostre teste? Risparmiando soldi sulla faraonica biblioteca, non si poteva dare attuazione al completamento degli arredi della piazza cittadina, dotandola anche di una copertura, visto il successo delle strutture progettate per l’Expo, creando un progetto moderno in un contesto cittadino povero di stili architettonici storici riconoscibili?

L’amministrazione ha la convinzione e la certezza di cambiare le cose. Di questo cambiamento noi e riteniamo molti cittadini, non siamo così certi, e pertanto continueremo a vigilare e svolgere il nostro ruolo di opposizione, pronta al confronto costruttivo per il bene principale: ovvero la nostra città e i nostri cittadini. Non possiamo limitarci a questi discorsi e dimenticarci dei gravi fatti di questi giorni, siamo uniti nel pensiero delle povere famiglie che hanno perso un proprio caro e nella preghiera per tutte le vittime del terrorismo e delle guerre.

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