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Arese in Testa: “Cosa si fa per le startup?”

20 novembre 2014 – Arese in Testa torna a presentare un’interrogazione sul tema lavoro e in particolare sullo sviluppo delle startup nel nostro Comune. Il documento firmato da Luigi Muratori riprende la mozione, sempre di Arese in Testa, discussa lo scorso 25 febbraio, nella quale si chiedeva l’impegno dell’amministrazione a destinare i locali di via Gramsci 63, di proprietà del Comune, proprio alle startup e alle imprese innovative. Mozione che all’epoca era stata respinta dalla maggioranza, con la motivazione che si era scelto di destinare quei locali non all’emergenza lavoro ma a quella abitativa, in quanto il tema lavoro sarebbe stato affrontato con un intervento più organico. Partendo da queste premesse l’interrogazione di Muratori cita quindi un successivo bando di Regione Lombardia rivolto a giovani, donne e soggetti svantaggiati, che si è chiuso per esaurimento delle risorse disponibili, al quale, secondo l’esponente di AiT il nostro Comune non avrebbe partecipato.

“Il programma – spiega Muratori – era volto a presidiare i diversi bisogni dello startup d’impresa: dal momento del concepimento dell’idea fino alla completa gestione imprenditoriale e aveva come focus fondamentale l’investimento sul soggetto imprenditoriale attraverso il trasferimento di risorse economiche, saperi e competenze utili per la gestione di microimprese, in ottica di complementarietà e trasversalità dell’azione regionale. Tale programma si sviluppava quindi in una serie di interventi al fine di agevolare e accompagnare l’impresa nelle varie fasi dello sviluppo, in un’ottica di semplificazione delle iniziative previste dal sistema Regione e di efficienza ed efficacia delle risorse messe in campo, anche a fronte delle riduzioni economiche, riferibili alle recenti disposizioni normative in materia finanziaria). Particolare attenzione era stata riservata ai giovani, alle donne e ai soggetti svantaggiati al fine di contribuire ulteriormente anche al problema della disoccupazione. Il programma complessivo era composto da diverse misure il cui valore complessivo superava i 60 milioni di euro. Attraverso un meccanismo di ‘riserva’ di fondi era possibile accompagnare il nuovo imprenditore lungo tutto il processo, dall’idea di business al consolidamento delle iniziative”.

Detto questo, e ribadito che ormai il bando regionale è chiuso per esaurimento dei fondi a disposizione, Muratori nella sua interrogazione pone due domande, la prima specifica sulla mancata partecipazione al bando, ovvero “quali sono i motivi che hanno impedito al nostro Comune di partecipare al bando” e la seconda più politica e sistemica. Ovvero “quali sono le politiche intraprese o che si vorranno intraprendere da questa giunta per favorire lo sviluppo e la crescita di imprese startup ad Arese in particolare per giovani, donne e soggetti svantaggiati, promuovendo e patrocinando come Comune iniziative imprenditoriali e di lavoro”.

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