Home Politica

Aresefuturo ribolle, Giudici lascia il PD

28 giugno 2012 – Fa una strana impressione svegliarsi una mattina, a poco più di un mese dalle elezioni, e scoprire che nel panorama politico aresino, sotto la cenere, cova un incendio di cui non si potevano immaginare le proporzioni. Gli ultimi tre giorni sono stati frenetici e hanno visto alcune novità davvero clamorose. Cerchiamo di riassumerle: Giancarlo Giudici, che si era candidato come segretario al prossimo congresso del circolo del Partito Democratico, previsto a settembre (leggi qui), ha dato le dimissioni – accettate – dal PD; Livio Braga, consigliere di Aresefuturo, ha depositato un’interrogazione sottoponendo all’attenzione del sindaco Ravelli l’opportunità della presenza dell’assessore Serena Manzin in giunta (leggi qui); un esponente di spicco di Aresefuturo (la voce è stata confermata da più fonti) avrebbe chiesto a Pietro Ravelli di togliere le deleghe agli assessori Cattaneo, Manzin e Digirolamo minacciando altrimenti di far saltare la giunta.

Si tratta, per quanto abbiamo potuto ricostruire, di episodi tutti collegati fra loro e che muovono da un conflitto interno ad Aresefuturo. Dell’interrogazione di Braga abbiamo già scritto, mentre il dato di fatto più rilevante è la scelta di Giancarlo Giudici di ritirarsi dal PD. Nei giorni scorsi erano circolate molte voci su un suo possibile coinvolgimento con Aresefuturo, ma la bomba è esplosa quando sono comparse sulla scena le prove di questi sospetti: una serie di email tra lui e Aresefuturo in cui venivano rivelati molti particolari della strategia elettorale di Giuseppe Augurusa. Come conseguenza, in occasione del consiglio direttivo del PD che si è svolto ieri sera, Giancarlo Giudici ha ammesso di avere fatto un grave errore di valutazione e ha rimesso la tessera di partito, rinunciando ovviamente anche alla sua candidatura come segretario.

Mi prendo tutte le responsabilità di questo errore,” ha detto Giudici, sottolineando anche come ieri abbia ricevuto “una lettera di minacce e ricattatoria” da parte di un anonimo che gli chiedeva di rinunciare a candidarsi al congresso del PD altrimenti tutto sarebbe stato svelato. L’episodio è stato segnalato dallo stesso Giudici ai Carabinieri. Giuseppe Augurusa ha così commentato l’accaduto: “Sono triste e costernato per le notizie che ho appreso in queste ore e per il contenuto delle email che sono circolate tra un nostro esponente di punta e il gruppo di Aresefuturo, che configurano una vera e propria operazione di ‘intelligence’ nel corso della campagna elettorale. Al di là dei problemi interni al PD che si sono chiusi nell’unico modo possibile, ovvero l’incompatibilità dell’esponente con i valori della nostra comunità, mi domando se questo è stato il metodo costitutivo della sedicente lista civica, se il sindaco ne fosse consapevole e lo condividesse, se dobbiamo leggere questa come la cifra di una pratica politica e quindi amministrativa. Confesso che un filo di retorica nella mia domanda c’è…”. Anche il Partito Democratico ha voluto commentare con una breve nota la vicenda. “Da ieri sera Giudici è uscito dal partito consegnandoci la tessera: un ultimo gesto di responsabilità che gli riconosciamo,” vi si legge. “Siamo fermamente convinti che il Circolo di Arese manterrà saldi i suoi valori di riferimento: l’onestà, la trasparenza, il rispetto delle regole. Un singolo caso, per quanto doloroso, non può e non deve compromettere quanto di buono il PD di Arese ha fatto finora“.

L’altro aspetto di questa vicenda è la battaglia interna che si sta giocando in Aresefuturo, dove sarebbe stato posto un ultimatum al sindaco Pietro Ravelli chiedendo di fare un passo indietro con i tre assessori “esterni”. L’obiettivo sarebbe quello di riportare Aresefuturo alla sua vera natura originale: quella di lista civica nata da e per la città. Se la richiesta non dovesse essere presa in considerazione, si sarebbe pronti ad andare alla “conta” dei consiglieri e a tentare di far approvare una mozione di sfiducia in occasione del prossimo consiglio comunale, previsto intorno a metà luglio.

Del fermento al nostro interno sicuramente c’è”, ci ha confermato Ravelli, “ma prima di fare dei commenti pubblici sulle vicende di questi giorni dobbiamo chiarirci tra noi. Al momento gli impegni, anche amministrativi, sono numerosi e quindi non so dire quando questo avverrà”. Stessa posizione è stata assunta in via ufficiale dal vice-sindaco Andrea Costantino: “Stiamo discutendo e dobbiamo verificare come stanno le cose. Altro per ora non posso aggiungere”.

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese.