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Augurusa a Ravelli: noi ci siamo ma…

05 marzo 2012 – Il candidato del centrosinistra Giuseppe Augurusa risponde alla proposta avanzata da Pietro Ravelli e da Aresefuturo a tutte le altre forze politiche di riunirsi intorno a un tavolo, già prima delle elezioni, per affrontare i problemi più urgenti per Arese.

Caro dott. Ravelli,
In merito al suo appello affinché tutti i candidati a sindaco si possano incontrare prima delle elezioni per ragionare intorno a quello che definiamo l’interesse comune (anche se non sono convinto che tutti intendano esattamente la stessa cosa!), essendo tra coloro chiamati in causa, mi permetto alcune considerazioni. Ogni proposta di buon senso deve poter essere accolta tra le persone di buon senso e come tale, personalmente ne condivido il principio generale e la finalità a patto che questa non si riduca ad un’operazione di marketing elettorale, che sia riempita di contenuti (fino ad oggi invero un po’ latitanti), che non aggiunga ulteriore confusione alla già complicata offerta politica determinata a seguito della burrascosa gestione Pdl/Udc.

In altri termini è un’operazione sincera se non si limita a recitare la solita mozione dei buoni sentimenti sorvolando deliberatamente sui contenuti. E’ quindi un’operazione necessaria se dice in chiaro su cosa vogliamo confrontarci: le nostre proposte sulle grandi questioni aperte (al momento le uniche in campo mi pare)?  avendole noi esplicitate in chiaro quale a partire dagli incontri pubblici a Voi noti. E’ infine un’operazione utile se ha la capacità di facilitare la comprensione della fase in cui ci troviamo: vede trovo sia stato improprio definire una campagna elettorale come “i polli di Renzo”, salvo ignorare che il gioco della democrazia chiede a chi si candida di esporre la propria faccia, le proprie idee, la propria visione del futuro (che non sempre collimano), affinché i cittadini possano scegliere in modo consapevole, senza pregiudizi, lontani dalle chiacchiere ideologiche per cui c’è sempre qualcuno, privo di idee credibili, pronto ad infilarci tutti quanti pur di non affrontare i problemi aperti; una triste modalità molto diffusa che amo definire armi di distrazione di massa.

Per questa ragione un confronto, a cui sono interessato, non dovrebbe avvenire nel chiuso di qualche stanza, bensì  la mia  proposta  è che sia all’aria aperta, magari in piazza, disponibile alle attente orecchie dei nostri concittadini. Non le sfuggirà che mentre la seconda ipotesi è rivolta ad un’Arese futura, espressione a cui siamo entrambi interessati, la prima, al contrario, ha molto di un’ Arese passata, speriamo per sempre. Spero che qualcuno, indipendente, se ne possa fare carico.
Con stima
Giuseppe Augurusa

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