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Augurusa risponde sul Centro Sportivo

12 marzo 2012 – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento del candidato del centrosinistra Giuseppe Augurusa in risposta alla lettera di un nostro lettore (leggi qui) che chiedeva chiarimenti in merito alle posizioni in tema di centro sportivo.

Caro Sig. o Sig.ra ? (lettera firmata)
la ringrazio della sollecitazione che mi permette di tornare sul tema Csda che, come saprà, affronto da oltre un anno in tutte le sedi possibili e che QuiArese ha ben documentato nel corso di questo periodo.Tenterò quindi di non ricominciare da capo rimandandola sulle varie questioni di dettaglio, ai numerosi articoli disponibili sulle pagine della stessa testata on line. Mi pare utile tuttavia precisare alcune questioni: confermo che la necessità di risolvere il rapporto con Intese è conditio sine qua non per riprendere il controllo del centro (pubblico), lasciato da troppo tempo alla gestione di un privato che non ha sottoscritto alcun contratto (almeno pubblicamente disponibile), che prevedesse le obbligazioni reciproche dei contraenti. Il rapporto è regolamentato solamente da una convenzione in vigore fino al 2014 tra Comune e Facs, e non cioè con il suo “partner speciale”, Intese appunto, che in realtà svolge il ruolo di amministratore unico senza averne le facoltà.

A tal proposito ho letto di miei competitor che pensano ad una soluzione transativa con Intese per convincerla ad abbandonare il centro, faccio tuttavia presente che il caso di specie non tratta di rapporti tra soggetti privati, bensì tra un privato ed un ente pubblico (e soldi pubblici) o, se si preferisce, tra un privato ed una fondazione partecipata da un maggioranza relativa (ma estremamente significativa), dall’ente locale. Questo complica ulteriormente le cose ed è per questa ragione che, nei giorni scorsi, ho chiesto che il Commissario prefettizio potesse intervenire con un’azione possessoria come previsto dal codice civile. L’uscita di Intese tuttavia se riconsegna la gestione degli impianti al legittimo proprietario, non risolve la gestione delle attività sportive (almeno di quelle rimaste) che oggi, come lei ha giustamente detto, sono gestite dalle società sportive che se pur chiaramente collegate a persone fisiche di Intese, formano insieme ad altri le compagini sociale delle SSD (lei ha letto bene le visure camerali). Non sembrano quindi essere giuridicamente riconducibili all’impresa “madre”, nel senso che non fanno parte del bilancio consolidato della stessa. Almeno questo è ciò che sembra. Nel mio ultimo intervento io ho semplicemente detto, e lo ribadisco, che a quest’ultime (non a Intese), anche nel tentativo di trovare una soluzione bonaria senza interrompere completamente lo sport per i nostri ragazzi, è possibile chiedere di proseguire la loro attività per il tempo necessario a trovare una soluzione a condizione che siano disponibili a regolare tutti i rapporti contrattuali, utenze comprese.

La mia proposta infine l’ho detta più volte ma, per maggiore chiarezza,posso ovviamente ripeterla:
1 – Il giorno dopo le elezioni è necessario aprire un tavolo con il Coni (sono convinto che lo stesso Comitato Olimpico possa essere interessato), al fine di verificare le possibilità esistenti tanto in termini di gestione delle attività (attraverso le federazioni o/e gli enti di promozione sportiva), tanto in termini di accesso al credito sportivo per gli investimenti sulle strutture.
2 – L’assegnazione delle attività sportive ad associazioni sportive affiliate, non può che avvenire attraverso un bando pubblico che, a differenza dell’avviso come accaduto sotto l’amministrazione Pdl/Udc, ha come caratteristica principale di accesso il curriculum (Intese non avrebbe potuto parteciparvi per capirci).
3 – L’obiettivo è quello di ricostruire una polisportiva che abbia come priorità lo sport diffuso (per tutti), dove gli sport più remunerativi (tennis, nuoto e ginnastica), finanzio quelli meno remunerativi, per semplificare gli sport di squadra.

Giuseppe Augurusa