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Augurusa: tre anni di lavoro a favore della città

01 giugno 2012 – Sono passate quasi due settimane dal ballottaggio per l’elezione del nuovo sindaco. L’esito della competizione elettorale ha visto prevalere Pietro Ravelli, sostenuto dalle liste civiche AreseFuturo e Insieme per Arese, su Giuseppe Augurusa, candidato di Pd, Idv, Sinistra per Arese e della lista civica Un forum per la città. Ieri Ravelli ha annunciato la sua giunta (leggi qui), che verrà formalizzata nel corso del consiglio comunale previsto per lunedì 4 giugno. Augurusa fino a oggi ha scelto un basso profilo, ma ora ha deciso di concedere a QuiArese un’intervista per commentare quanto successo e il nuovo panorama politico aresino.

Nel centro-sinistra la sensazione che una vittoria fosse possibile era molto diffusa. La sconfitta elettorale al ballottaggio è stata invece di dimensioni inaspettate, con 650 voti di scarto. A cosa attribuisci questo risultato?

Le sconfitte, esattamente come le vittorie, hanno sempre molte ragioni: ritengo che il buon clima che si è creato intorno alla nostra proposta politica, la grande partecipazione, i consensi pubblicamente dichiarati (e certamente inaspettati) da parte di autorevoli esponenti del centro destra, non malati come altri di ideologismo, ci hanno fatto pensare alla concreta possibilità di vincere queste elezioni. Tuttavia questa percezione ci ha forse distratti dall’aria di antipolitica contro i partiti, a prescindere da contenuti e responsabilità passate, che soffiava anche sulla nostra città e che i nostri avversari, pur provenendo da quello stesso mondo, hanno cavalcato in modo spregiudicato. Il combinato disposto di pregiudizio ideologico, denigrazione personale, paura del cambiamento e uso a piene mani della demagogia, con il ruolo fin troppo determinante della funzione dei medici di famiglia, ha completato l’opera. Ad Arese non ha vinto il centro destra, bensì la conservazione, che – com’è noto – appartiene a tutti gli schieramenti politici perché è un abito mentale, una condizione pre-politica. D’altra parte, se solo 301 di quei 600 voti circa fossero finiti a noi non credo che nessuno sano di mente avrebbe potuto sostenere che Arese  improvvisamente fosse diventata una città di sinistra. La geometria (così come la matematica) non è sufficiente per spiegare la politica.

Pensi che siano stati commessi degli errori durante questa campagna elettorale?

Credo di poter dire che abbiamo fatto tutto il possibile attraverso una campagna elettorale di grande valore umano, e tuttavia degli errori li avremo certamente commessi. Non ho certezze in merito, ma temo che da un lato abbiamo sottovalutato le potenzialità della sedicente lista civica nella strategia del rapporto porta a porta e il ruolo dei Grillini, e dall’altro, forse, avremmo dovuto osare di più sul fronte degli apparentamenti, avendone avuta la possibilità concreta: se da un lato questa strategia ci avrebbe esposto ulteriormente alle strumentalizzazione dell’antipolitica che considera tutto, anche i legittimi e trasparenti accordi tra le forze politiche, come un inciucio, dall’altro avrebbe ridicolizzato il pregiudizio ideologico nei miei confronti, infondato, come Unione Italiana ed Arese in Testa, che approfitto per ringraziare ancora una volta, avrebbero certamente potuto dimostrare.

Pensi che con Ravelli e la sua squadra sia possibile impostare dei rapporti politici più proficui di quanto non sia avvenuto in passato con il centro-destra?

Lo abbiamo fatto con Fornaro fino a che è stato possibile, non vedo perché non dovremmo farlo con Ravelli. La nostra filosofia non cambia: radicali sui principi (specialmente sulla legalità), pragmatici sui problemi. Ciò che però va chiarito è che l’opposizione ha il ruolo di controllare l’operato della maggioranza, non ha quello di fungere da stampella della stessa. Come sempre, senza pregiudizi, saremo propositivi: diremo “sì” alle cose che ci convincono e “no” a quelle che riterremo sbagliate, ma eviteremo ogni forma di consociativismo nell’interesse esclusivo della nostra città che, lo voglio ricordare, continua a essere di tutti e non solo di chi vince. A tal proposito devo dire che ho trovato particolarmente sgradevole, perché temo che sia la cifra della maggioranza, l’ultimo manifesto del mio avversario al ballottaggio: “Ha vinto Arese” arrivato dopo un eloquente, ma contraddittori: “Soli contro tutti”. Dei due, almeno uno è di troppo

Che cosa ti aspetti per Arese sui grandi temi di cui si è parlato in campagna elettorale?

Che si passi dalle parole ai fatti, dalla demagogia dei volantini alle soluzioni. Sull’area ex Alfa avevamo proposto un percorso attraverso il documento del gruppo di lavoro di esperti costituito fin dal mese di febbraio, contenente nuove linee guida per un progetto di più alto profilo rispetto al destino di quell’immensa area che ho presentato pochi giorni prima del ballottaggio e che riproporremo al sindaco e agli interlocutori individuati nel frattempo. Spero ne tengano conto. Attendiamo a giorni la positiva risposta sulle nostre osservazioni alla VAS per la cancellazione della “tangenzialina” e la proroga dell’adozione del piano oltre settembre: sono fiducioso. Infine, è di mercoledì la notizia che aspettavamo da tempo secondo cui l’Autorità di vigilanza dei contratti pubblici, ha accolto il nostro ricorso sul CSDA decretando che l’affidamento diretto per la concessione della gestione degli impianti sportivi presenta profili di illegittimità, mettendo in discussione, e questa è una novità, addirittura la legittimità stessa della Fondazione fin dal 2005. In altri termini, negli ultimi tre anni, mentre la nuova maggioranza era in altre faccende affaccendata, noi lavoravamo per la città ponendo le basi perché oggi si possa procedere verso soluzioni praticabili. Non tutti i cittadini l’hanno compreso, ma spero che la Giunta Ravelli abbia almeno l’onestà intellettuale per ammetterlo.

Subito dopo avere appreso i risultati del voto hai detto a caldo di dover riflettere sul tuo ruolo politico nel prossimo futuro. Hai preso una decisione? Farai parte del consiglio comunale e continuerai a militare nel Pd?

Ho vissuto quattro anni politicamente molto complicati, credo di aver contribuito con un lavoro costante e “disinteressato” alla vita pubblica della nostra città. Ho avuto l’onore per ben due volte di rappresentare le aspirazioni al cambiamento di oltre quattromila persone, una cosa più unica che rara del quale sono grato ai tanti che l’hanno consentito. Ora è giusto che il ruolo di attore protagonista sia riservato ad altri, è giusto che io collabori con la rinnovata classe dirigente  cresciuta in questi anni d’impegno, alla costruzione del futuro politico della città e che però lo faccia anche attraverso un adeguato passo indietro. Graduale, ma deciso. Ho sempre pensato che la buona  politica, come le buone idee, viaggi sulle gambe delle persone solo se quest’ultime sanno distinguere l’interesse collettivo da quello personale.

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