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Bessi: “Mi dissero che non ero incompatibile”

25 luglio 2012 – Come prologo al consiglio comunale di ieri sera, è stata discussa l’ipotizzata incompatibilità con la carica di consigliere di Antonio Bessi (leggi qui) e la lettera protocollata, e inviata in copia al prefetto, da Giuseppe Locandro, nella quale il segretario generale del Comune di Arese dava sostanzialmente ragione al Pd che in una sua interrogazione aveva sollevato il problema di questa incompatibilità (leggi qui). Ed è stato proprio Bessi a intervenire per dire che sin dal primo momento aveva chiesto a Locandro se nel suo impegno professionale alla casa di riposo Gallazzi-Vismara si potesse ravvisare qualche elemento ostativo all’accettazione della carica di consigliere comunale, ricevendo, a detta di Bessi, una risposta negativa in più di un’occasione. “Prendo atto della lettera di Locandro – ha esordito Bessi – e vi racconto i fatti. Io ho chiesto subito se si potesse configurare qualche elemento di incompatibilità e mi è sempre stato risposto di no. Nell’ultima occasione nella quale ho sollevato la questione, Locandro mi disse di attendere venti minuti per dargli il tempo di effettuare una verifica e quando tornò mi disse che l’incompatibilità non si configurava”.

Il passaggio di legge citato da Locandro nella sua lettera sembrerebbe però chiaro su questo punto, lasciando pochi dubbi sul fatto che questa incompatibilità ci sia. Bessi però, ribadendo che comunque lui si era da subito preoccupato di verificare la sua eleggibilità proprio con il segretario generale dal quale aveva in un primo momento ricevuto rassicurazioni, cita un parere ricevuto, dopo che il Pd aveva posto il problema, da parte dell’Anci secondo la quale per alcune particolari attività l’incompatibilità non si configurerebbe: “Nella risposta che ho ricevuto – spiega Bessi – mi viene confermato che per la particolarità della professione di medico, che nello svolgimento delle sue mansioni non ha nessun risvolto di tipo amministrativo, l’eventuale causa di incompatibilità con la carica di consigliere comunale è irrilevante”. Bessi, confermando che comunque ancora nessuna risposta è arrivata dalla prefettura, chiude il suo intervento con una nota polemica nei confronti di Locandro: “Ho trovato strano che il segretario generale, dopo avermi a lungo rassicurato, abbia scritto quella lettera subito dopo che il sindaco Ravelli aveva risposto all’interrogazione del Pd definendo irrilevante l’incompatibilità. Ne prendo atto e mi riservo eventuali azioni a tutela dei miei interessi”.

Il Pd, dal canto suo, si è dichiarato insoddisfatto della risposta, sostenendo che le leggi non vanno interpretate ma applicate e che in questo caso specifico il divieto non è relativo, ma assoluto. Lo stesso Pd ha avviato, lo scorso lunedì, la procedura di decadenza da consigliere comunale per Bessi, che dovrà essere analizzata entro dieci giorni. Bessi intanto, probabilmente per evitare l’eventuale invalidazione di tutti gli atti da lui votati, ieri sera si è astenuto da tutte le votazioni.

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