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Bettinardi: “L’Udc ripartirà così”

08 giugno 2012 – Una delle sorprese dell’ultima tornata elettorale è stato sicuramente il risultato ottenuto dall’Udc che, storicamente, è sempre stato un partito che ad Arese raccoglieva molti più consensi che a livello nazionale. Alle ultime amministrative il partito guidato da Giuseppe Bettinardi ha però incassato una pesante bocciatura, fermandosi al 4 per cento dei consensi e non riuscendo a eleggere nemmeno un consigliere comunale. “L’attuale tornata elettorale – analizza Bettinardi – ha modificato il rapporto di fiducia, faticosamente costruito, dopo tanti anni di buona amministrazione a guida UDC. I cittadini hanno chiesto e voluto un cambiamento di rotta e per questo, con senso di responsabilità, dopo la sconfitta elettorale, ho sentito il dovere di rassegnare le dimissioni da segretario cittadino (dimissioni respinte all’unanimità dall’assemblea degli iscritti dell’UDC ndr) per aprire una nuova stagione, dove esserci, sia sinonimo di cambiamento e non di staticità. Devo molto a questo partito, fatto di uomini liberi, di una comunità umana e politica, dove la politica è passione fredda, lucida e composta. Ma è passione, non interesse. Mai come oggi, credo, ci sia la necessità di un centro politicamente, culturalmente e perfino moralmente impegnato. Spesso siamo stati troppo combattivi a parole, ma troppo remissivi nei fatti”.

Bettinardi, col senno di poi, ha una visione negativa del progetto di coalizione di centrodestra: “Il progetto politico della coalizione PDL-UDC è finito, è fallito rovinosamente. Dobbiamo dire basta all’essere ossequiosi di una coalizione di centro-destra inesistente, perdente che esprime una politica che conduce verso esiti modesti per il timore di fronteggiare esiti più impegnativi. Non credo sia quello che ci hanno chiesto nel passato i nostri elettori, gli elettori ci hanno chiesto di esserci per cambiare e non di esserci per lasciare le cose come erano. Attuale ancora oggi è il pensiero di Luigi Sturzo quando affermava che la funzione nostra, nella vita pubblica è al di sopra di interessi personali e di parti, una funzione integrativa, equilibrata, propulsiva: noi siamo il centro, non nel senso disintegrato di equidistanza tra l’affermazione e la negazione, ma nel senso positivo di sintesi di forze nuove, di valori etici e di programma vitale; ecco perché noi non siamo un partito che si sfalda, né un partito che si fonde, ma un partito che resta. Restare per creare una nuova politica, una politica del fare e bene, dove coagulare le esigenze dei giovani, la sensibilità delle donne e la passione degli uomini, in un progetto comune per Arese del domani dove la diversità dei progetti, delle proposte dei programmi diventi l’unico vero elemento di confronto, di dibattito, basta alla demonizzazione dell’avversario”.

Fatto un bilancio del recente passato, ecco come vede quindi Bettinardi il futuro del suo partito: “Vorrei proporre un nuovo risorgimento della politica locale; ritornare a occuparsi delle istanze dei cittadini, ad ascoltare la voce dei cittadini, tornare a rappresentare i cittadini nelle istituzioni, liberi da condizionamenti, da ruoli amministrativi e certamente ritorneremo ad essere compresi, rispettati e forse un giorno essere premiati. Il ballottaggio ha rappresentato la disfatta vera del centro-destra, grazie anche ad una buona dose di demagogia venduta in campagna elettorale, da entrambi gli schieramenti. Siamo stati puniti e probabilmente con merito, perché non abbiamo sufficientemente spiegato ai cittadini e loro non hanno compreso che, le nostre decisioni scaturivano dalla coerenza nella difesa di un progetto amministrativo impegnativo, poi tradito e naufragato, certamente non per demeriti interni al nostro partito. Ora non ci resta che chiedere scusa e rinascere dalle ceneri, nuovi, propositivi, numerosi e fieri di essere democratici e cristiani. Per gli amici dell’UDC di Arese, sono ancora il loro segretario, ma ciò che mi preme maggiormente è dare continuità alle idee e alle proposte avanzate in campagna elettorale, Arese città della salute, Arese città della cultura e Arese per i giovani”.

Il giudizio di Bettinardi sulla nuova maggioranza è in chiaro scuro, con l’apprezzamento per il neo sindaco Ravelli e qualche frecciata destinata invece alla coalizione che lo ha sostenuto: “Saremo vigili e attenti all’operato della nuova amministrazione, appoggiata da una coalizione che di nuovo ha solo il nome. Del resto basta partecipare alle riunioni per vedere il folto coordinamento di ex politici, navigati che guida il gruppo di giovani mandati in trincea. Al nostro sindaco dottor Ravelli, auguriamo un buon lavoro, saprà certamente creare sani e costruttivi momenti di confronto e sarà certamente il sindaco di tutti i cittadini. Resta però la preoccupazione di alcuni temi programmatici e di proposta, annunciati dalla sua coalizione, il forte rischio, di rimanere penalizzati da scelte amministrative non condivise sui tavoli istituzionali, soluzioni nodali per il nostro territorio che si possono concretizzare con esiti negativi per la nostra città. Anche su questo vigileremo e costruiremo un’opposizione critica ma costruttiva per il bene della nostra Arese”.

Da dove deve quindi ripartire l’UDC per recuperare il consenso dei cittadini che è stato perduto negli ultimi anni? “Ci attende un grande lavoro – analizza Bettinardi –  ora e nei prossimi anni. Deve emergere una nuova politica e starà a tutti noi accettare la sfida e trasformare un fallimento in una nuova stagione. Non è la società che deve ruotare intorno alla politica ed ai partiti, è la politica che deve ruotare intorno alla società, prestando ad essa tutta la necessaria attenzione. Sappiamo di poter attingere quotidianamente da fondamenti irrinunciabili, quali la dottrina sociale della Chiesa e le tesi dell’economia sociale di mercato, che costituiscono il fondamento essenziale dei partiti popolari europei. Ma vogliamo rivolgerci in particolare modo ai giovani, invitandoli a coinvolgersi in una politica fatta di idee, studio, ricerca, percorsi valoriali, dove il leaderismo e il carrierismo politico siano debellati. Ricordiamoci che la demagogia di sinistra, come quella della destra o quella contestatrice della piazza, non hanno mai cambiato nulla. La demagogia non governa, manipola. Noi gente comune impegnata in politica, abbiamo il dovere di non assistere inerti a un ulteriore degrado del nostro paese, consapevoli che nulla sarà più come prima. Toccherà solo a noi creare e portare un contributo di idee che scaturiranno esclusivamente dall’appassionata volontà di esserci per sconfiggere lo scoramento generale che si traduce nel vero vincitore di questa tornata amministrativa: il fortissimo astensionismo al voto. Impediamo che la protesta generi quel populismo che ci condurrebbe a un ulteriore aggravarsi della situazione per l’assenza, da troppo tempo, di una vera e appassionata politica”.

Il lavoro dei centristi è già ripartito e, come spiega Bettinardi, il suo partito è aperto al confronto e alla collaborazione con tutti gli aresini che volessero condividere il percorso scelto dall’UDC: “Queste considerazioni hanno bisogno di un serio e costruttivo confronto, già iniziato nella nostra sede in via Roma, tra gli iscritti e i simpatizzanti ma aperto anche a tutti i cittadini. Questo è il mio e il nostro obbiettivo, condividere con tutte le persone di buona volontà, stanche di vecchi schemi, stanche di subire imposizioni politiche non concertate, ma desiderose di dare vita con il loro contributo, alla rinascita di una nuova visione amministrativa. Chi si riconosce in questi valori e vuole portare il suo contributo al nostro progetto, ci può venire a trovare nella sede di via Roma tutti i giovedì dalle ore 21.00”.

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