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Biblioteca in Csda: “Sinergia cultura e sport”

10 luglio 2014 – Nel consiglio comunale di settimana scorsa si è tornato a parlare della nuova biblioteca, argomento riportato in discussione da un’interrogazione di Forza Italia (leggi qui) e da una mozione di Arese al Centro (leggi qui). Entrambi i documenti nella sostanza contestano non necessariamente la scelta operata dalla giunta in merito alla sua collocazione, quanto piuttosto il fatto che per tale scelta non siano stati consultati i principali fruitori della struttura, e cioè i cittadini. E come accaduto nella stessa serata per la viabilità, la discussione si è concentrata sulle modalità di ascolto degli aresini sulle questioni di primo piano: da attuare tramite consultazione per buona parte delle minoranze mentre la maggioranza ha ribadito il valore del percorso fatto, che è stato quello della costante condivisione attraverso incontri con i cittadini e le associazioni del territorio, metodologia che sarebbe più efficace di un semplice quesito referendario. In buona sostanza è comunque stato ribadito che la nuova biblioteca, che sarà realizzata a carico dell’operatore privato in base a quanto previsto nell’Accordo di programma per l’area ex Alfa, sorgerà all’interno del Centro Sportivo Davide Ancilotto.

“Abbiamo fatto questa scelta – ha spiegato l’assessore Giuseppe Augurusa – perché vogliamo uscire dallo schema tradizionale di biblioteca. Per noi il collocarla nel centro sportivo significa sfruttare le sinergie tra cultura e sport. Non pensiamo sia fondamentale chiedere ai cittadini dove vogliono la biblioteca, ma è fondamentale chiedere loro cosa vogliono trovarci dentro, cosa si aspettano che una biblioteca offra loro. E’ importante il contenuto, non il contenitore. Abbiamo deciso di collocarla nel centro sportivo anche perché questa scelta ci offre l’opportunità di riunire due elementi di eccellenza della città nello stesso luogo, in maniera tale che tramite le sinergie che si creeranno possano rilanciarsi a vicenda. Vi chiedo di uscire dagli schemi, perché oggi una biblioteca è uno spazio di aggregazione, e non solo un posto dove vai a prendere i libri. Nel centro sportivo vogliamo che gli aresini possano trovare due dei tre luoghi di eccellenza che questa città ha. Il terzo, che è altrove, ci auguriamo possa riaprire presto. Ribadisco che non si può ridurre la discussione sulla biblioteca al metodo e non al merito. La consultazione la stiamo facendo dal novembre scorso. Con un utilizzo massivo dei social network, con incontri periodici con cittadini, associazioni e soggetti portatori di interesse quali le scuole e anche, in commissione, con le opposizioni”.

Una spiegazione che ha convinto poco i sostenitori del referendum con Miragoli che ha sostenuto la necessità che “progetti di questa portata siano sottoposti al giudizio dei cittadini, non necessariamente tramite referendum ma comunque attraverso la loro consultazione. Credo anche che una collocazione più centrale farebbe felici tutti, anche perché creerebbe un centro cittadino in grado di aggregare mentre una collocazione così periferica è troppo lontana da alcune aeree di Arese”. Carlo Giudici per Arese al Centro ha detto che il suo gruppo “non è a priori contrario alla realizzazione della biblioteca nel centro sportivo. Diciamo solo che non siamo sicuri che questa sia la scelta più condivisa dai cittadini”. Ugo Scarparo del Movimento 5 Stelle si è detto “anche in questo d’accordo con il programma elettorale del Patto Civico” la dove si parlava di consultazione referendaria. Luigi Muratori di Arese in Testa ha sostenuto che “non è fondamentale fare su qualunque argomento una consultazione popolare. Ma sono d’accordo con Scarparo, se il referendum non lo fai su queste cose, su cosa lo fai?”. Luca Nuvoli del Pd ha, invece, ribadito che “è stato attuato un importante percorso di partecipazione e che la partecipazione dei cittadini non la si ottiene solo con lo strumento referendario. Rivendichiamo con orgoglio la scelta di collocare la biblioteca all’interno del Csda, perché questo crea un connubio tra sport e cultura che valorizza sia il centro in fase di rilancio che la cultura stessa”.

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