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Candidati a confronto 2: urbanizzazione

22 marzo 2012 – Proseguiamo con l’iniziativa delle sette domande ai sette candidati, che arriva oggi al secondo appuntamento. Dopo avere affrontato, con il primo articolo di giovedì scorso, il tema della scuola (leggi qui), abbiamo posto ai sette candidati sindaco una domanda relativa al territorio. Eccone il testo e di seguito le risposte ricevute.
Malgrado la percezione di città “verde”, Arese è una delle località che registra il maggior consumo di territorio nella provincia di Milano. Quali saranno le vostre politiche in tema di territorio e urbanizzazione? Che ne pensa del “Piano Arese Sud”?

Erika Seeber (Unione Italiana e Gente di Arese)
L’Amministrazione di Arese deve approvare il nuovo PGT entro il 31.12.2012, salvo proroga. Il PGT è lo strumento urbanistico che regolamenta il corretto utilizzo del territorio e disciplina le destinazioni d’uso del suolo e dei fabbricati in coerenza con gli obiettivi di sviluppo economico e sociali. E’ nostra intenzione approvare un PGT che abbia l’obiettivo di salvaguardare le aree verdi, evitando in questo modo un ulteriore consumo del suolo. Va ricordato comunque che ai fini del calcolo del verde pubblico vengono considerati soltanto i parchi con superficie superiore ai 5.000 mq (Parco Europa), mentre le aree verdi di quartiere, i parchi piccoli, i viali alberati, le aiuole vengono considerati urbanizzati. Incentiveremo, quindi, il recupero dei sottotetti, la riqualificazione degli edifici in degrado e delle eventuali aree industriali dimesse per cessata attività produttiva. Promuoveremo attraverso incentivi la bioediliza e le nuove tecnologie riguardanti l’energia rinnovabile e il risparmio energetico. Presteremo la massima attenzione alla qualità architettonica e proporremo di istituire un’apposita commissione che valuterà i progetti edilizi. Per quanto riguarda il Programma Integrato d’Intervento di Arese Sud è stato adottato in Consiglio Comunale il 21.07.2010 e nel 2011 è stata sottoscritta la convenzione con l’operatore. Pertanto la volumetria è già stata definita, anche se vi è la possibilità di spostarla all’interno del progetto che verrà realizzato nei prossimi 10/15 anni. Naturalmente una eventuale variazione deve essere concordata con l’operatore. Chiederemo invece una diversa destinazione degli oneri di urbanizzazione a scomputo, da utilizzare prioritariamente per le manutenzioni straordinarie delle scuole e per interventi nel sociale. Sicuramente rivedremo le opere a scomputo da realizzare, ma confermeremo tutti gli interventi tesi a migliorare la qualità dell’ambiente come le mitigazioni ambientali, le piste ciclabili, gli interventi a favore del risparmio energetico e un parco urbano di circa 50.000 metri quadri.

Laura Antimiani (Movimento 5 Stelle – Grilliaresini)
Nel Dna del M5S c’è il verde (vogliamo rimboscare Arese dove possibile per migliorare l’aria) e c’è un fermo “no al cemento”. Il territorio è un bene, una risorsa, che non deve essere sommerso da edifici; ogni area libera, giardino o zolla è il capitale che dobbiamo lasciare alle generazioni future. Ringraziamo il caso che i bellissimi terreni agricoli che ci circondano non siano di Arese poiché sarebbero già cementificati. Fino a oggi, in modo ossessivo, ogni area libera o fabbrica dismessa è stata “occupata” da speculazioni e destinato a residenza. E ora il territorio è finito! L’ultima area di una certa dimensione è proprio AreseSud. Le precedenti amministrazioni hanno riconosciuto edificabile uno squallido posto, circondato da canale scolmatore, discariche, industrie, eliporto e due linee di alta tensione. Ci siamo sempre opposti al PII AreseSud con numerosi post e la presentazione in agosto 2010 di due istanze, una sull’inquinamento elettromagnetico, in parte accolta. Se la Regione di Formigoni, per i nuovi insediamenti, anziché 2 microTesla di soglia avesse adottato quella più prudente di 0,2 prescritto in Veneto e in Emilia, la fascia di rispetto, molto più ampia degli attuali 72 metri, avrebbe compromesso l’edificabilità della zona. Già nel 2009 avevamo presentato alla Giunta i risultati di un nostro sondaggio sul PGT: il 96% degli intervistati non gradiva che il cemento consumasse territorio a scapito del verde. La risposta dell’allora Sindaco Perferi fu che gli oneri di urbanizzazione erano indispensabili per la gestione ordinaria. Alcune le nostre proposte:
* seguire la strada tracciata da comuni come Cassinetta
* incremento zero della popolazione
* uso della “rete” per raccolta e pubblicazione dati, censimento del cemento;
* riutilizzo di edifici e strutture esistenti e manutenzioni ecosostenibili, incentivando interventi volti al risparmio energetico.
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Massimiliano Seregni (Lega Nord)
Il verde rimasto, tale deve rimanere. Arese deve tornare ad essere percepita come la “Città Giardino” che tutti noi amiamo. Il verde non deve essere inteso solo in termini quantitativi, ma anche dal punto di vista della reale fruizione che ciascuno può farne, per migliorare la qualità della vita. Studieremo un nuovo “progetto del verde” in grado di fissare un disegno coerente degli spazi pubblici per renderli realmente fruibili. La manutenzione, la pulizia, l’arredo ed una buona illuminazione, saranno parte integrante di questa programmazione. In merito all’urbanizzazione, gli interventi non devono essere considerati come un metodo per fare “cassa”. Mi sono stupito quando ho saputo che un candidato, durante un incontro pubblico, ha considerato gli oneri di urbanizzazione dell’AdP per l’area ex Alfa come il metodo per risolvere il problema del centro sportivo. Il Piano Sud, come tutti sappiamo, è già stato votato dal consiglio comunale di Arese. Inoltre, un bando per l’assegnazione delle future abitazioni si è concluso con la redazione di una graduatoria pubblicata ufficialmente sull’albo pretorio del Comune di Arese.Ovviamente si può condividere o meno provvedimenti già adottati dal consiglio comunale ma, per mia natura, preferisco concentrarmi su quello che si può fare, su quello che si deve fare e non su decisioni già assunte. E questo perché credo che la serietà di un’amministrazione la si misuri nella sua capacità di saper analizzare ed organizzare il presente, in modo da poter lavorare realmente e seriamente per costruire il futuro.

Giuseppe Augurusa (Pd, Idv, Sinistra per Arese e Un Forum per la città)
Arese, come la Lombardia, ha subito nell’ultimo decennio una riduzione significativa del proprio territorio agricolo. Tuttavia, mentre la regione ha un rapporto tra consumo e conservazione del territorio intorno al 50%, Arese ha superato quota 60%. Le ragioni principali di tale crescita senza controllo sono da cercare nell’aumento dell’edilizia privata e nello sviluppo di grandi centri commerciali, realizzati sotto il ricatto degli oneri di urbanizzazione: entrambe le ragioni riguardano da vicino anche la nostra città. Alla luce di questo noi pensiamo sia giunto il momento di chiudere il capitolo del consumo del territorio. Abbiamo in mente in proposito una strategia molto chiara: 1) stop a nuove edificazioni sulle aree agricole; 2) recuperare le sole aree già consumate e dismesse; 3) realizzare dorsali verdi come intercapedini tra i parchi del territorio e le città limitrofe. Introdurre quindi queste nostre linee guida nel PGT. A tal proposito è utile ricordare che la regione, oltre ad aver ancora prorogato al 2013 i termini per l’adozione, ha introdotto la pericolosa norma che prevede di sottrarre la materia ai Consigli Comunali e di consegnarla alla sola valutazione delle Giunte. Una modalità, quest’ultima, che piace molto agli operatori immobiliari e che, di fronte a Giunte sprovvedute, decreterebbe il saccheggio del territorio in cui viviamo. Il Piano Arese Sud è stato un errore che abbiamo contrastato, ma che la maggioranza uscente ha approvato senza batter ciglio: la collocazione insalubre dell’area, il prezzo elevato dell’edilizia convenzionata, il mercato depresso avrebbero dovuto indurre decisioni più ponderate. Ora, se saremo eletti alla guida della città, ci impegniamo a gestire al meglio l’impatto della realizzazione del Piano per la città in termini di: servizi alle persone, gestione della viabilità e dei probabili contenziosi futuri sul tema ambientale.

Pietro Ravelli (Arese Futuro)
Il territorio del Comune di Arese risulta urbanizzato per una percentuale superiore al 70%. Se la città appare ancora come una “città giardino”, è perché gran parte degli insediamenti abitativi ha giardini privati e le strade sono costeggiate da verde pubblico. Tuttavia, la nostra urbanizzazione sviluppata in senso longitudinale e non verticale, ha portato lentamente a occupare una significativa parte del territorio comunale. La nostra proposta di gestione del governo del territorio prevede uno sviluppo futuro a metri cubi zero. Impediremo ogni ulteriore sviluppo edilizio oltre i confini del centro abitato esistente. Il nuovo PGT sarà redatto attraverso sistemi di partecipazione effettiva e reale, seguendo l’esempio di altri Comuni virtuosi e le buone pratiche di Agenda 21. Si cercherà di valorizzare il recupero del patrimonio edilizio associando anche un censimento degli alloggi non occupati. Si creeranno degli incentivi per la ristrutturazione o per la riqualificazione delle unità abitative esistenti, per ottenere una classe energetica A). Supporteremo, con convenzioni con il sistema bancario per il microcredito e il prestito d’onore, il mercato delle locazioni, oggi in difficoltà per mancanza di garanzie adeguate. Inoltre sarà utile studiare e stabilire per il futuro la effettiva necessità di abitazioni tenendo conto delle proiezioni sull’andamento demografico e sulle esigenze sociali della popolazione, avendo come obiettivo principale le necessità reali e non gli introiti per le casse comunali. Ribadisco che è prioritario rimettere sul mercato gli appartamenti oggi vuoti. Il nuovo insediamento residenziale al di là del canale scolmatore non fa altro che aumentare la quota di territorio comunale urbanizzato. Noi cercheremo con ogni strumento consentito dalle normative di fermarlo o di mitigarne l’impatto, infatti questa nuova urbanizzazione necessariamente porrà dei problemi per quanto riguarda la gestione dei servizi e della viabilità.

Luigi Muratori (Arese in testa)
Il territorio è un bene preso in prestito ai nostri figli, l’esempio che daremo nel suo utilizzo sarà il metro con cui giudicheranno la nostra generazione. In ambito urbanistico, come risulta anche dal nostro programma, è nostra intenzione invertire la tendenza del consumo del territorio e dell’espansione residenziale; vogliamo dare la precedenza ed incentivare, con incrementi volumetrici, chi ristrutturerà vecchi immobili o siti industriali dismessi o in via di dismissione che sono ormai inseriti nel tessuto urbano residenziale, non consumando, così, ulteriore territorio. La città gode di una struttura urbanistica che privilegia il privato: questa peculiarità deve aprirsi agli spazi comuni. Un parco su una porzione dell’area ex Alfa Romeo con la funzione di realizzare una rete ecologica di collegamento tra il verde aresino ed il parco delle Groane, dando così luogo ad un “sistema verde”, sarebbe un’indicazione concreta al recupero del nostro territorio, in controtendenza proprio all’attuale spinta di urbanizzazione e di consumo del suolo. Daremo, inoltre, particolare attenzione all’efficienza energetica degli edifici e all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. Il consumo di energia è responsabile di oltre il 50% delle emissioni di gas serra. A questo proposito, la Commissione Europea ha lanciato il Patto dei Sindaci (Covenant of Mayors), un’iniziativa volta a coinvolgere attivamente le città europee nel percorso verso la sostenibilità energetica ed ambientale. Nell’ambito del PGT (Piano del Governo Territorio) e dei Piani Attuativi Urbanistici intendiamo, quindi, favorire ed incentivare progetti volti alla riduzione dei consumi energetici in modo da rientrare nel “Patto dei Sindaci” e di avere accesso ai fondi Europei. Infine, per quanto riguarda il piano Arese Sud c’è poco da dire, rappresenta un modo di gestire il territorio che non ci appartiene, su cui purtroppo qualsiasi amministrazione che si succederà difficilmente potrà incidere, modificandone l’assetto; è ora di guardare al futuro e non più al passato.

Gherardo Gherardi (Pdl e Udc)
Il 16 marzo 2012 un giornale locale riporta una affermazione di OSMI – Borsa Immobiliare, Organizzazione Servizi per il Mercato Immobiliare, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano. L’organizzazione, non proprio ignara di ciò che afferma, né poco esperta, dice che solo due Comuni in provincia di Milano, San Donato e Arese, sono quelli in cui vendite immobiliari e prezzi degli immobili “tengono”, a causa di un fattore importante: la concessione di licenze edilizie più bassa della provincia. Questo dato, evidentemente, non collima con l’affermazione che individua Arese come uno dei comuni con il maggior consumo di territorio nella provincia. Quale delle due affermazioni è vera ? Forse ambedue. E’ sufficiente prendere in considerazione parametri diversi e le statistiche si modificano. Una cosa senz’altro vera è che il verde pubblico ad Arese, rispetto al numero di abitanti, è più elevato della media provinciale. Detto ciò, la politica edilizia che intendo governare è quella di COSTRUIRE IL VERDE. Un concetto innovativo che significa, nell’immediato, intervenire sulle costruzioni già deliberate e inevitabili in modo da elevare al massimo grado possibile il tasso di eco-compatibilità e aumentare il verde già previsto e, per il futuro, prevedere interventi che aumentino la sostenibilità ambientale. Un concetto errato è quello di sostenere che il suolo non debba essere “consumato”. Innanzi tutto, in relazione a cosa ? Forse ad Arese ci sono cascine funzionanti nell’ex Alfa ? Forse si sfrattano mandrie di bovini da latte ? Ci sono elementi di fauna protetta che ne soffrirebbero ? Forse che tra i capannoni si svolgono feste campestri e pic-nic quotidiani ? Forse il recupero dell’area non è una cosa comunque positiva anche per l’ambiente ? Invece di bonificare la lasciamo così ? Bisogna essere cauti e cercare bene le vere motivazioni di alcuni, al di là delle posizioni sinceramente ingenue di qualcuno che si oppone per principio. Qui come ovunque sono necessarie nuove case con tariffe agevolate, ma i conservatori pare non vogliano che si mettano a disposizione nuove case a ceti emergenti. Veniamo al “Piano Arese Sud”. E’ inevitabile: ci sono sentenze, due sentenze, non una, che danno ragione alla proprietà e il Comune è sempre stato soccombente, ha sempre perso le cause contro quel progetto. Detto con chiarezza: se si volesse impedire la costruzione di Arese Sud, il Comune dovrebbe tagliare i servizi, le erogazioni e pagare indennizzi per una quindicina di anni, e forse non basterebbe. Chi dice che è contro sta facendo esercizio di disinformazione, perché il piano non si può né fermare né modificare, e distorce la mente dei cittadini.

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