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Candidati a confronto 4: AdP area ex Alfa

05 aprile 2012 – La quarta domanda settimanale ai candidati sindaci questa volta ha per oggetto l’Accordo di Programma per l’area ex Alfa. Nelle passate settimane i candidati avevano già esposto le proprie opinioni sui temi della scuola (leggi qui) e dello sviluppo urbanistico di Arese (leggi qui) e della viabilità e dei trasporti (leggi qui). Ecco di seguito la domanda di questa settimana e le risposte fornite dai sette candidati:
L’Accordo di Programma per l’area ex Alfa è probabilmente l’argomento più dibattuto nelle ultime settimane e le posizioni generali sono ormai note. La domanda, quindi, questa settimana è molto diretta: qualora foste eletti sindaco e l’AdP arrivasse sulla vostra scrivania così come è oggi, lo firmereste? In caso di risposta affermativa vi chiediamo di spiegarne le motivazioni; in caso di risposta negativa di illustrarci quali sarebbero i passi successivi che concretamente farebbe l’amministrazione comunale.

Erika Seeber (Unione Italiana e Gente di Arese)
L’Accordo di Programma per l’area ex Alfa Romeo è sicuramente l’argomento più dibattuto in questo momento dai politici, ma non sono così convinta che lo sia anche dalla maggioranza dei cittadini di Arese. Questa campagna elettorale si sta focalizzando, secondo me, troppo su questo tema, anche se non è mia intenzione sottovalutare le ripercussioni che la riqualificazione avrà su Arese. Come ho già avuto modo di dire ribadisco che per prima cosa chiederei alla Regione la proroga dei termini di scadenza del 30.09.2012 per la sottoscrizione dell’accordo, in modo da avere il tempo necessario per valutare il progetto nella sua complessità, possibilmente insieme anche ai Comuni di Rho e di Garbagnate M.se che attualmente sono fuori. Successivamente chiederei un’incontro con la proprietà. Siccome mi sembra di aver capito ormai che la questione ruoti essenzialmente intorno al Centro Commerciale “si” oppure “no”, cercherei di capire quali siano i margini di trattativa, per poi trovare un accordo condiviso. Sappiamo che la decisione finale non potrà essere presa unilateralmente e pertanto è nostro dovere cercare una mediazione costruttiva. Siccome su quest’area è previsto, in parte, il mantenimento della destinazione produttiva e l’insediamento di un mix funzionale, perché non puntare tutti insieme sul Polo Universitario, sul Museo dell’Alfa Romeo, su un Polo tecnologico , su un Centro di Ricerche, su insediamenti nel Settore della Green Economy ed Efficienza Energetica? Possiamo farci promotori presso le istituzioni competenti per portare avanti i progetti in sinergia con la proprietà. In questo modo si creeranno posti di lavoro altamente qualificati; in ogni caso sarà nostro impegno difendere qualunque tipo di lavoro. Come ultimo condivido la preoccupazione legata all’inquinamento ambientale e acustico che potrebbe derivare da un progetto così vasto; sarà nostro dovere e forte impegno cercare di ridurre l’impatto negativo sull’ambiente con tutti gli strumenti a nostra disposizione. Quindi, niente tangenzialina e niente parcheggio su aree agricole.

Laura Antimiani (Movimento 5 Stelle – Grilliaresini)
In qualità di Sindaco non intendo svendere la nostra città per un AdP, come quello che ora prevede il centro commerciale e residenziale al posto di un’area industriale (come descritto QUI). Queste opinioni sono state espresse alla cittadinanza anche durante l’intervento in biblioteca il 27 marzo (QUI il video). E’ imprescindibile la necessità di dialogo coi proprietari dell’area, ma chiedo che la controparte non esprima posizioni di intransigenza, poiché l’area rappresenta un’opportunità irripetibile di sviluppo sostenibile, sia per i cittadini dei comuni coinvolti, sia per i numerosi lavoratori che ancora oggi, chiedono di esercitare con passione e necessità familiari la propria professione. Il nuovo progetto dovrà essere condiviso con le tutte parti interessate cercando di soddisfare le loro legittime esigenze: da una parte la proprietà che mira a ricavare Profitto dall’Investimento, dall’altra i cittadini che hanno scelto di vivere in una città verde, circondata da parchi, sviluppata in orizzontale e che desiderano un progetto orientato a non stravolgere la vivibilità e a preservare la qualità della loro vita. Da sindaco porrò dei paletti chiari e fermi, per non abdicare al mio ruolo istituzionale di portatore di istanze pubbliche (come scritto QUI); lavorerò affinché le scelte che riguardano la nostra città siano trasparenti, condivise e partecipate e appoggerò ogni alternativa a quei modelli di sviluppo che devastano il paesaggio e che non ascoltano la voce dei cittadini. Intraprenderò tutte le azioni percorribili, al fine di tramutare in fatti concreti le proposte che da sempre hanno contraddistinto il Movimento. Ritengo inoltre che dovremo tutti lavorare per non dimenticare di rispettare l’art. 9 della Costituzione (“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”) e per ricordare cosa sia la Bellezza (Video).

Massimiliano Seregni (Lega Nord)
L’attuale impostazione del nuovo accordo di programma, così come emerge nel documento di scoping, non tiene in debita considerazione le necessità del territorio aresino e dei suoi cittadini. Di riflesso, così come per ogni altro provvedimento non in grado di rappresentare concretamente gli interessi di Arese, se non interverranno profonde modifiche, quell’ipotesi di accordo non troverà il mio consenso.
I passi successivi e preventivi:
– Istituzione di una commissione per analizzare le proposte di riqualificazione dell’area incaricata anche di studiare concreti progetti da sottoporre agli altri soggetti interessati, al fine di stimolare la convergenza di tutte le parti coinvolte (tra cui la proprietà dell’area) su tali serie e strutturate proposte di riqualificazione. Parlare oggi di pittoreschi ed inconcludenti “sogni”, in una sorta di gara a chi ha più fantasia, non fa altro che togliere ad Arese la possibilità di iniziare a parlare finalmente e seriamente del suo futuro.
– I rappresentanti di Arese devono sedersi al tavolo dell’AdP con lo scopo di tutelare e rappresentare solo gli interessi di Arese e portare le istanze, le posizioni e le serie considerazioni degli aresini. I cittadini devono sentirsi tutelati da chi siede a quei tavoli per discutere del futuro di Arese.
– Tutti i documenti relativi all’accordo di programma, verranno periodicamente pubblicati in una apposita sezione del sito del comune insieme a video messaggi dove i rappresentanti di Arese spiegheranno direttamente ai cittadini cosa hanno fatto in sede di AdP in loro nome e per loro conto.
– Saranno periodicamente organizzate assemblee pubbliche per spiegare lo stato di avanzamento dell’ADP.
– Concluse le valutazioni e definito un possibile corretto equilibrio degli interessi in gioco, se emergeranno dubbi sulla bontà del suo contenuto, saranno attivati strumenti di democrazia diretta per verificare la reale posizione dei cittadini. Tale posizione verrà poi fatta propria dai ns. consiglieri comunali in sede di ratifica.

Giuseppe Augurusa (Pd, Idv, Sinistra per Arese e Un Forum per la città)
Come ho avuto già modo di dire fin dalla prima iniziativa di gennaio, non firmerò l’AdP se i contenuti saranno quelli attuali, coerentemente con quanto sostenuto quando ero all’opposizione: la versione attuale, quella riperimetrata tra i soli Comuni di Arese e Lainate, dopo la bocciatura di Rho, fa addirittura significativi passi indietro cancellando anche la metrotranvia e lasciando il centro commerciale come fulcro del progetto di “riqualificazione”. Colgo l’occasione per dire che ho trovato quantomeno inopportuno che il Commissario Prefettizio siglasse nei giorni scorsi l’accordo con Lainate e licenziasse la conseguente delibera che “autorizza il (prossimo) Sindaco a firmare il protocollo d’intesa”, una forzatura politica non richiesta su un dibattito così acceso e non certo di ordinaria amministrazione. Coerentemente con quanto dichiarato noi abbiamo già avviato il percorso per un nuovo AdP: presentando due osservazioni alla Vas che chiedono rispettivamente la rimozione della “tangenzialina” utilizzando il progetto esecutivo dell’autostrada dei laghi quale ottimale soluzione viabilistica ed il posticipo della scadenza di settembre per l’adozione del piano al fine di consentire alle nuove amministrazioni di sedersi al tavolo. Pensiamo che entrambe le richieste possano essere accolte perché ragionevoli. Abbiamo richiesto il rientro dei due Comuni nel frattempo estromessi, al fine di ragionare su un’unica area evitando così il rischio di avere tre PGT al posto di un solo AdP. Abbiamo istituito un gruppo di lavoro composto da docenti universitari per elaborare un’ipotesi credibile di reinsediamento industriale da sottoporre al Ministero dello sviluppo economico, che presenteremo nelle prossime settimane pubblicamente: l’idea è quella il spostare il baricentro della discussione ad un tavolo nazionale perché un’area di 2 milioni di metri quadri ai bordi della città metropolitana, non può essere considerata solo una questione locale (dove collezionare fallimenti piuttosto che grandi occasioni di speculazioni edilizie come accaduto finora), ma una grande opportunità per il Paese.

Gherardo Gherardi (Pdl, Udc e Pensioni&Lavoro)
La mia personale posizione e quella di Pdl, Udc e Pensioni & Lavoro è ormai nota e non è maturata in campagna elettorale. Se sarò Sindaco firmerò al più presto l’Accordo di Programma perché questo metterebbe finalmente in moto il concreto processo di rilancio dell’area, fermo da troppi anni. Come detto in altre circostanze, l’AdP definisce la multifunzionalità dell’area che si concretizza in:
Destinazione Produttiva e terziario per circa il 52% dell’area
Destinazione residenziale per circa il 10% dell’area
Destinazione Commerciale per circa il10% come area lorda compresi i parcheggi di pertinenza
Destinazione ludico/ricreativa per circa il 6%
Destinazione museale/ricettivo/terziario per circa il 9%
La differenza sarà suddivisa tra impianti tecnologici, strade interne, direzionale ecc.
Come si evince dai dati, l’area resterà per oltre il 50% a vocazione produttiva, il che mette a tacere tutte le voci che strumentalmente e anche demagogicamente, dipingono un quadro di cementificazione drammatica, senza avere il coraggio di dire che non si tratta di cementificazione, ma di vero rilancio di un’area in parte da bonificare e comunque da oltre 50 anni cementificata. L’urgenza della firma scaturisce dalla volontà di mettere la parola fine ad una questione di mancanza di posti di lavoro, a un processo di bonifica ambientale dell’area che oggi grida vendetta rispetto alla necessità del territorio. Già il 25 marzo del 2009, i quattro Sindaci del territorio formulavano un documento di “linea guida” per lo sviluppo dell’area che si riassume in sei punti efficacissimi ed assolutamente attuali:
-destinare una parte preponderante dell’area ad attività produttive
-valorizzare il sito Museale
-destinare una quota della superficie a residenza di qualità
-valorizzare l’area dal punto di vista ambientale quale cerniera tra Parco Groane e area Nord-Ovest
-tracciare una nuova vera progettualità di infrastrutture viarie del quadrante Rhodense
-valorizzare gli impianti tecnologici esistenti, come il depuratore e la centrale termoelettrica.
Punti fondamentali con i quali intendiamo portare avanti la politica di rilancio dell’area ed ai quali dedicheremo tutte le nostre forze anche in vista della imminente fiera internazionale EXPO 2015. Quindi nessun rinvio della firma ma accelerazione del processo perché i posti di lavoro sono più importanti della demagogia politica ed elettorale.

Luigi Muratori (Arese in testa)
Non lo firmerei e cercherei di procrastinare la firma tentando di trasformare questo AdP in modo da farlo diventare utile per il territorio e soprattutto condiviso da tutti i cittadini. L’AdP così come è progettato, infatti, non è condiviso né dai cittadini, né dai comuni interessati. Al momento salvaguarderebbe in prevalenza solo gli interessi di pochi privati che, avendo comprato un’area industriale, hanno scommesso sulla opportunità di trasformare l’ex Area Alfa in residenziale e commerciale con l’appoggio di alcuni politici. L’esempio più lampante di malgoverno è quanto è accaduto ai comuni di Rho e Garbagnate, che hanno bocciato il progetto nel tentativo di fermarlo e, in tutta risposta, sono stati esautorati dalla Regione e dall’AdP che ha inserito anche il progetto della tangenzialina nelle competenze della Provincia. Pur partendo da una visione pessimistica, poiché difficilmente riusciremo ad impedirlo, il passo successivo sarebbe quello di procrastinare la firma con tutti gli strumenti possibili, al fine di sensibilizzare i cittadini e la stampa con campagne di boicottaggio verso gli enti pubblici e i privati che hanno acquistato il terreno con fini speculativi. La procrastinazione implicherebbe una pubblicità negativa pesante ed il ritorno del loro investimento ad un futuro più incerto e lontano nel tempo. Nel frattempo proporrei agli stessi enti, privati e ai cittadini un progetto condivisibile che da un lato permetterebbe ai privati di mantenere nell’area un interesse economico attraverso il recupero e la bonifica del territorio, e dall’altro consentirebbe ai cittadini di avviare nel medesimo un progetto di sviluppo sostenibile. Tale progetto si orienterebbe su il re-insediamento di imprese virtuose con basso impatto ambientale e con alto valore sociale (offerta di lavoro). Limitare il tasso di urbanizzazione per impedire la tendenza all’aumento della popolazione e il conseguente collasso delle infrastrutture e dei servizi comunali e realizzare un parco su una porzione dell’area ex Alfa Romeo con la funzione di realizzare una rete ecologica di collegamento tra il verde aresino e il parco delle Groane, dando così luogo ad un “sistema verde”: è questa l’indicazione concreta di “Arese in Testa” per il recupero del nostro territorio, in controtendenza proprio all’attuale spinta di urbanizzazione e di consumo del suolo.

Pietro Ravelli (Arese Futuro e Insieme per Arese)
Abbiamo avuto modo di ribadire in un incontro pubblico avvenuto alcuni giorni fa su questo tema, la nostra posizione negativa su questo AdP. Inoltre la abbiamo specificata e dettagliata anche nel nostro programma che abbiamo depositato in questi giorni. La logica conseguenza è che in caso di vittoria elettorale voteremo no a questo accordo. I passi successivi che intendiamo fare sono i seguenti:
1- promuovere e organizzare al più presto degli incontri intercomunali con i Sindaci dei Comuni coinvolti, al fine di ottenere un programma il più possibile condiviso e omogeneo sulla riqualificazione di questa area, accompagnato da proposte e programmi alternativi che prevedano lo sviluppo, nel futuro, di un distretto industriale basato sulla ricerca e sulla innovazione.
2- nello stesso tempo portare il problema della riqualificazione a livelli istituzionali nazionali ed europei, per verificare la possibilità di interventi pubblici rivolti al tema delle energie rinnovabili, della ricerca, della salvaguardia dell’ambiente. Tutto questo dovrà essere fatto in costante ma fermo dialogo con la proprietà dell’area
3- riteniamo inoltre importante un continuo contatto con la popolazione sia del nostro Comune, sia dei Comuni limitrofi e con le associazioni presenti, al fine di informare sullo stato delle trattative e di favorire un continuo dibattito su questo tema. Fondamentale anche il coinvolgimento di tutte le forze politiche aresine, perché una decisione di questo genere deve riguardare tutti, non solo chi vincerà le elezioni.

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