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Carli: “Nessuna inerzia da parte di Facs”

29 ottobre 2013 – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Stefano Carli, presidente dimissionario di Facs, che ribatte a quanto affermato dal sindaco Michela Palestra nel corso del consiglio comunale del 21 ottobre scorso e da noi pubblicato il 23 ottobre. Precisiamo che le “presunte affermazioni” riportate da QuiArese sono, oltre alla cronaca testuale di quanto letto in consiglio comunale, quello che è scritto nel documento inviato dall’amministrazione comunale a Luciano Schiavone, direttore Area Sistema Produttivo, Lavoro e Welfare della Provincia di Milano e protocollato dal nostro Comune al numero 23246. A quel documento Schiavone dava riscontro con una lettera protocollata dal nostro Comune al numero 23263.

Riteniamo corretto fornire elementi oggettivi per confutare le presunte affermazioni riportate sul Vostro numero del 23/10/13 di QuiArese nel punto in cui il Sindaco, Sig.ra Palestra, riferisce di una rettifica apportata al documento inviato al Comune dalla Provincia: “…E’ stata rilevata da parte del Comune di Arese l’inerzia del Consiglio di Indirizzo di fronte ad azioni giudiziali subite e assenza di iniziative (sino a prova contraria) in tema di deliberazione dello stato di pericolo ed inattività che si protraeva da diversi mesi….”,

1) E’ stata FACS, e non il Comune di Arese, ad aprire per prima i contatti con la Provincia già nel febbraio 2012 lamentando l’inattività del Comune stesso a fronte delle dimissioni del Consiglio di Indirizzo nominato per 5/7 dal Comune di Arese. Tale impasse del Comune di Arese, che non provvedeva a nominare un nuovo organo amministrativo, ha di fatto bloccato l’attività gestionale di FACS (essendo decadute le cariche) e quindi impedendo anche, tra le altre cose, l’approvazione dei bilanci, il cambio di sede legale ed anche lo stesso scioglimento. L’impossibilità per FACS ad operare per la mancata nomina, da parte del socio fondatore, dei nuovi organi amministrativi, ha provocato i danni che vediamo oggi;

2) Ne sono prova le (almeno) 2 lettere di sollecito che la Provincia ha inviato al Comune di Arese (1/03/12, 18/02/13) per risolvere la situazione di non gestibilità di FACS dopo le dimissioni del Consiglio d’indirizzo;

3) Infine è ancora grazie all’incontro tra FACS e la Provincia del’8/10/13 ed all’invio di nostra documentazione il 13/10/13 che si è finalmente arrivati, con nota del 15/10/13, alla conferma scritta dell’apertura del procedimento di estinzione e successiva cancellazione di FACS dal registro delle personalità giuridiche private;

4) A proposito di inattività, forse sarebbe utile ricordare che solo grazie alla revoca dell’accordo con IN.TE.SE. srl deliberata da FACS il 24/11/11, si è potuto iniziare il processo di riappropriazione del CSDA. Processo che si è concluso solo dopo quasi un anno (settembre 2012) grazie alla tardiva applicazione dell’ordinanza Comunale che poteva essere deliberata già a novembre 2011 quando FACS fornì al Comune di Arese, su un piatto d’argento, tutti gli elementi necessari per eseguirla;

5) Per quanto riguarda l’informativa sulle azioni giudiziali, vorremmo far notare che fin dal 23/12/11 FACS informava per scritto il Comune di Arese nella persona del Dr. Locandro della ricezione del primo decreto ingiuntivo emesso da SMG e dei solleciti di Amiacque e Global Power;

6) Che dal 28/5/13 (data di ricezione del primo atto giudiziario di IN.TE.SE. srl) FACS ha prontamente e formalmente avvisato il Comune con mail, lettere ed incontri (formali o no) debitamente poi verbalizzati e protocollati. In tutte le comunicazioni veniva chiaramente evidenziata l’impossibilità per FACS di potere legittimamente fare opposizione al Decreto Ingiuntivo di IN.TE.SE. srl come anche riportato dalla nota della Provincia citata dal Comune di Arese per “..assenza di risorse finanziarie e/o comunque capaci di produrre redditività ..”.

Quindi a fronte di semplici affermazioni, forse varrebbe la pena restare ai fatti pur comprendendo lo stato confusionale in cui, probabilmente, si dibatte il Comune di Arese sul tema FACS per il susseguirsi di ben 4 Amministrazioni Comunali e 2 Commissari prefettizi che, in poco più di due anni, hanno perfino richiesto più volte gli stessi documenti a FACS e spesso si sono contraddette sulle politiche da attuare sul CSDA.

Cordialmente
Stefano Carli
Presidente dimissionario da 20 mesi di FACS

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