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“Caro assessore, le parole non servono più”

26 aprile 2016 – Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta di Arese al Centro, che risponde all’intervento dell’assessore allo sviluppo, all’attività d’impresa ed all’attuazione dell’Adp, Giuseppe Augurusa, pubblicato su QuiArese lo scorso 11 aprile (leggi qui). Tema della discussione sono le misure a favore del commercio locale e la viabilità dopo l’apertura del centro commerciale.

Non possiamo esimerci dal puntualizzare su alcune riflessioni espresse in pieno linguaggio “sindacalpolitichese” dall’assessore Augurusa, riportate in una interminabile lettera pubblicata il 5 aprile, come analisi-sintesi della serata del 4 aprile che l’amministrazione comunale ha tenuto nell’auditorium Aldo Moro per parlare delle problematiche del commercio Aresino alla luce dell’apertura del nuovo centro commerciale.

Riteniamo che parlare solo oggi di misure preventive per la salvaguardia del commercio aresino dal mostro commerciale, caro assessore, sia veramente molto ma molto tardi. Un’amministrazione attenta e non demagogicamente protesa a trovare le colpe nel passato, si sarebbe attrezzata appena insediata al governo della città, perché comunque ben informata di quanto stava prendendo corpo nell’area ex Alfa Romeo, un progetto noto a tutti da tempo. Altre amministrazioni che hanno governato negli anni dal 1999 al 2009, si erano poste il problema della convivenza del centro commerciale con le realtà commerciali di vicinato di Arese, e si sono battute per ottenere dagli operatori del centro commerciale adeguate risorse finanziarie, da inserire negli accordi programmatici e quindi, poter sviluppare un serio progetto di rilancio del tessuto commerciale di vicinato per la nostra città. Dopo aver ottenuto contributi per 4,5 milioni di euro a favore del rilancio del commercio locale, avevano chiesto al mandamento del commercio di Rho, di diventare partner di progetto allo scopo di studiare un vero rilancio commerciale ancora nel 2008, cercando di affidare il problema a strutture specializzate. Progetto purtroppo interrotto per il fine mandato amministrativo.

Giusto per amore di chiarezza, è bene ricordare all’assessore che aderendo all’Accordo di programma, autorizzavamo uno sviluppo commerciale che al massimo rappresentava il 10 per cento della superficie complessiva, mentre il 60 per cento rimaneva con destinazione produttiva. A differenza delle scelte fatte o che state facendo per permettere di accogliere sul sito grandi attività commerciali, come quella annunciata della società Ikea. E proprio perché veramente liberi e lungimiranti avevamo pensato di prolungare il trasporto pubblico anche con mezzi di superficie in prossimità dell’area ex Ancifap. Poi grazie a sindaci del territorio del colore politico identico al suo caro assessore, è stato fatto grande ostruzionismo, fino al punto di far riassorbire nel bilancio dello Stato Centrale gli stanziamenti previsti. Abbiamo affrontato il problema del traffico indotto per la nuova industrializzazione dell’area ex Alfa Romeo, ripensando la viabilità dell’area, sedendoci ad un tavolo territoriale con Regione e Provincia, affrontando il tema anche con gli altri Comuni coinvolti addivenendo alla previsione e progettazione della “Tangenzialina ovest”. E’ in questa circostanza che voi, allora all’opposizione, avete sponsorizzato politicamente l’associazione Difendiamo Arese, per andare contro la proposta di viabilità nota come la Tangenzialina. Di contro i Comuni limitrofi appena avuta l’opportunità si sono fatti realizzare le loro viabilità esterne, lasciando Arese a cullarsi sul progetto ‘rotondopoli’, rovinando le migliori vie aresine, allo scopo di ‘fluidificare’ il traffico indotto.

Noi non abbiamo necessità di ricercare nuove verginità politiche, perché abbiamo sempre usato il parametro della coerenza per lo sviluppo futuro del territorio ancora fin dal lontano 1999, quando con una giunta Provinciale a voi amica, ottenemmo il finanziamento del progetto alla variante della Varesina allora considerata fondamentale per fluidificare il traffico (per noi lo è ancora), ma ancora stiamo aspettando di vederne la concretizzazione, ammesso che il progetto non debba subire modifiche. Da tre anni vi riempite la bocca con l’aspetto progettuale, ma in sostanza, avete contribuito economicamente solo nel 2015 a finanziare quattro luminarie natalizie e tardivamente a indire bandi cervellotici e vuoti di soluzioni plausibili. La disponibilità proclamata a discutere su tutto e a confrontarvi con gli operatori sul tema, la vediamo dello stesso spessore della discussione che avete o non avete fatto, con noi sul progetto viabilistico. A questo proposito ricordiamo che a quella nostra proposta ci avete risposto con enorme ritardo, con un laconico “il vostro progetto non rispecchia le nostre scelte.

Ovviamente se oggi i commercianti sono preoccupati e scontenti per le non convincenti risposte da voi date, faccia e fate, signor assessore, un vero e proprio esame di coscienza sul perché gli interessati disertano i bandi. Forse perché non attuali? Forse perché non vanno nella direzione per cui sono nati quei finanziamenti? Oppure perché rassegnati attendono il prossimo Natale per avere nuove e migliori luminarie. Che i tre bandi rappresentino una esperienza del tutto nuova per l’Ente è una verità, ma che i tre bandi siano serviti solo a far perdere tempo senza approdare a nulla di fatto, è una realtà. Allora meno chiacchiere e più concretezza per recuperare il tempo perduto dannosamente per i commercianti aresini. Si coinvolga chi ha le idee e l’esperienza come il Mandamento di Rho, si coinvolgano a un tavolo i commercianti di arese, si interpellino specialisti del problema e magari si senta il parere anche delle opposizioni politiche per un tema così delicato per il nostro territorio. Servono risposte immediate al disagio, servono aiuti straordinari al commercio: perché, ad esempio, pensare a esoneri su alcune imposte comunali, non vuol dire dare soldi a pioggia, ma si possono aiutare negozianti in difficoltà con le bollette oppure con gli affitti e tanto altro. Basta agire, perché in questo momento le parole non servono caro assessore.

Arese al Centro

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