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Citazione per danni a ex consiglieri Facs

18 giugno 2015 – Torna di attualità una questione che, seppur sottotraccia, è sempre rimasta latente come una mina innescata. Ci riferiamo a Fondazione Arese Cultura e Sport (Facs) e alle vicende collegate all’affidamento del Centro Sportivo Davide Ancilotto a Intese, risalente a metà 2010. La notizia degli ultimi giorni è che il Tribunale di Milano ha notificato un atto di citazione per danni al presidente e ai membri dei consigli di indirizzo e di gestione di Facs che erano in carica all’epoca dei fatti. A queste persone, undici in totale, viene prefigurata una richiesta di danni pari a 487.045 euro complessivi. Danni che sono suddivisi in diverse voci: spese sostenute dal Comune per il ripristino del centro sportivo, danni conseguenti al pignoramento del Csda concesso dal Tribunale a Intese, spese di manutenzione straordinaria e danni morali.

Le tappe chiave che hanno portato alla richiesta del Tribunale di Milano sono fondamentalmente tre e partono, nel 2013, con la decisione dell’allora commissario prefettizio Anna Pavone di richiedere un parere legale per valutare eventuali responsabilità nella gestione della vicenda e nel successivo incarico affidato a uno studio legale per tutelare gli interessi dell’ente. Un’azione che si era temporaneamente interrotta dopo le elezioni amministrative vinte dall’attuale sindaco Michela Palestra. Anche la nuova giunta dava però mandato a uno studio legale per proseguire nell’azione, atto sancito con una delibera di giunta del febbraio 2014. In mezzo a questo si inserisce il parere della Corte dei Conti, che nel ricostruire la vicenda Facs, sulla scorta anche di una precedente valutazione dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (nel 2012), esprime perplessità sull’intero percorso di Fondazione e trasmette gli atti alla Procura Regionale presso la Corte dei Conti, affinché questa valuti se aprire o meno un fascicolo volto ad accertare le eventuali responsabilità (leggi qui).

Ricostruita la storia, arriviamo ai giorni nostri e alle reazioni alle notifiche recapitate dal Tribunale di Milano. Che generano reazioni forti in particolare da parte di quei membri all’epoca in quota al Pd all’interno di Facs. In particolare Armando Calaminici, in un’intervista al Notiziario, ha espresso esplicitamente la sua delusione per una citazione ricevuta tecnicamente a seguito di una delibera di giunta della quale fanno parte tre membri del suo stesso partito. Partito che prende posizione per mezzo del suo segretario Luca Nuvoli: “Credo – dice Nuvoli – che quanto accaduto debba essere valutato su due differenti piani, quello giuridico sul quale ovviamente non entriamo e quello politico, per il quale abbiamo invece un’opinione ben precisa”.

Opinione che suggerisce dei distinguo sulle differenti responsabilità delle persone chiamate in giudizio dal Tribunale Civile di Milano: “I consiglieri di Facs di nomina politica – spiega Nuvoli – rispondevano alla politica. Ed è agli atti che a essere favorevoli all’operazione erano i partiti di maggioranza, con quelli di minoranza che erano fermamente contrari. Tanto che i nostri due rappresentanti negli organi collegiali di Fondazione, Armando Calaminici e Goffredo Scortecci, avevano apertamente criticato l’operazione. Con Calaminici che aveva portato all’estremo le sue riserve dimettendosi, nell’aprile 2011, da consigliere di Facs. Ora, che queste persone, che rappresentano il partito che per primo si è rivolto alla magistratura affinché questa facesse luce sulle vicende che hanno portato all’affidamento del centro sportivo, si trovino in capo una richiesta di danni è paradossale. Riguardo all’azione della giunta sostenuta da una maggioranza della quale facciamo parte, ribadisco quanto detto in apertura. Ovvero che non  è nostro compito entrare in questioni giuridiche. Anche in questo caso facciamo però delle considerazioni politiche, e quello che auspicheremmo è che anche la giunta differenziasse i differenti piano di responsabilità tra chi era in maggioranza all’epoca o rappresentava la maggioranza e chi, invece, dall’opposizione criticava, censurava e si opponeva alle scelte di Facs in merito all’assegnazione del Csda”.

A parlare a nome della giunta è, invece, il sindaco Michela Palestra, che inquadra la questione dal punto di vista dell’amministratore pubblico: “L’attuale maggioranza – premette Palestra – è entrata in carica con già in essere una delibera che conferiva mandato legale per l’accertamento delle responsabilità, firmata dal commissario Pavone. Noi abbiamo proseguito nell’azione commissariale, perché rientra nei doveri di questa amministrazione fare chiarezza sulle vicende di Facs. Necessità rafforzata anche dal parere della Corte dei Conti, che è stato emesso durante la nostra amministrazione”. Palestra analizza anche il risvolto politico della questione, distinguendo da questo il piano amministrativo: “Dal punto di vista umano – dice il sindaco – comprendo le difficoltà di chi si è visto recapitare una citazione per danni di questa entità. E’ però necessario ribadire che c’è una differenza sostanziale tra il ruolo di un amministratore e il ruolo che svolgono i partiti, e questo è un fatto che non deve essere perso di vista. L’amministrazione deve agire nel nome e per conto dell’ente, tutelandone gli interessi e assumendo, a volte, anche decisioni difficili. Non sta poi all’amministrazione il compito di stabilire le responsabilità in base agli elementi che saranno prodotti. Sono però certa che sarà lo stesso svolgimento dei fatti a fare emergere i diversi livelli di responsabilità, di chi magari all’epoca era in maggioranza o all’opposizione”.

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