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Comune: le determine di spesa sono online

14 gennaio 2013 – A fine novembre Massimiliano Seregni aveva contestato al Comune la mancata pubblicazione online delle determine di spesa (leggi qui). Da qualche giorno il Comune, come commenta lo stesso Seregni, ha però provveduto a risolvere questa lacuna.

Sul sito del Comune come richiesto, (prescritto da sentenze e anche da recenti normative) sono da ieri (8 gennaio ndr)consultabili liberamente, da parte di tutti i cittadini, le determine di spesa (per esteso).  Le determine (o determinazioni) rappresentano i Provvedimenti emessi dai responsabili del Comune mediante i quali si possono impegnare e spendere i soldi dei cittadini. E grazie a questa importante “novità” chiunque potrà comprendere direttamente da casa sua come il nostro Comune utilizza nello specifico le risorse pubbliche. Sarà anche possibile evitare di assistere annualmente a un’analisi pressapochista dei bilanci e ascoltare le solite generiche dichiarazioni di stupore per le eccessive spese su determinati capitoli di spesa, stupore basato tuttavia sull’assenza di ogni cognizione di quello che si sostiene. Dire che una spesa rappresenta uno spreco non ha senso se non si ha idea di cosa si è acquistato e il perché: 20 euro sono troppi se si sono spesi per un caffè, pochi se sono stati utilizzati per acquistare un bel vestito, giusti se per una cravatta che serve, uno spreco se spesi per una cravatta che non serve.

La pubblicazione delle determine rappresenta uno strumento dunque importante per tutti coloro che intendono occuparsi seriamente della gestione di un comune e di politica a livello locale. La prima determina pubblicata è relativa all’incarico di un legale per la vicenda Fondazione Arese Cultura e Sport. E l’analisi di tale provvedimento ci dice che le consulenze legali si imputano alle prestazioni di servizi del conto 1010203 del bilancio (pari a complessivi 170 mila euro nei bilanci precedenti). Pertanto, quando vedremo a fine anno che sul quel conto sono stati utilizzati ingenti importi, quei numeri acquisteranno anche un significato specifico, sapremo ad esempio che 1.000 euro derivano dall’incarico al legale per verificare le responsabilità dell’amministratore di Fondazione. E così, sommando tutte le determine che impegneranno tale capitolo di spesa nel 2013, sapremo esattamente il motivo della spesa di ogni singolo euro che ha portato a quel totale. Quando qualcuno dirà che 170.000 euro di “prestazioni di servizi” sono troppi… potrà dire e indicare (come il buon senso richiede) quali singole prestazioni e spese potevano essere evitate. E magari, si potrà anche sostenere che forse era meglio spendere qualcosa di più per avere di più.

Applicando lo stesso principio a tutte le spese, si potrà ricostruire interamente il bilancio e comprendere dove si annidano eventuali sprechi. Rendendo così possibile alla politica indicare e valutare realmente come contenere la spesa pubblica, come utilizzare al meglio le risorse disponili per evitare di dover aumentare il prelievo fiscale a carico dei cittadini. Questo è il senso della vera trasparenza che consente il controllo diffuso e reale dell’azione amministrativa. Chiedere non la pubblicazione di dati ai confini del gossip, ma strumenti realmente utilizzabili per rendere cristallina l’azione della pubblica amministrazione e chiudere con il clima di sospetto su tutti.  Questa credo che sia la vera strada da seguire per ottenere un beneficio per l’intera comunità. La trasparenza intesa come accessibilità totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione delle informazioni concernenti ogni aspetto dell’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità. Un ringraziamento al dott. Ceriani, al responsabile dei servizi informatici e a tutti gli uffici che hanno provveduto ad avviare tempestivamente tale importante integrazione.

Massimiliano Seregni

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