Home Politica

Consiglio comunale: il PD scrive al prefetto

26 maggio 2011 – Rimane decisamente acceso il dibattito politico tra maggioranza e opposizione con il PD che ha inviato al prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi una lettera (inviata in copia anche alla stampa locale) nella quale chiede il suo intervento al fine di “promuovere un chiarimento” tra il gruppo consiliare del Partito Democratico e il presidente del consiglio comunale Ippolita Papagno. All’origine dell’iniziativa del PD ci sono una serie di contestazioni mosse dai democratici alla presidente Papagno che, secondo il PD, non garantirebbe più l’imparzialità propria della sua funzione. Il casus belli si è verificato nel consiglio comunale dello scorso 21 aprile (leggi qui), nel corso del quale si è discussa un’interrogazione del PD e del consigliere indipendente Delmonte sulla vicenda SMG. Le tensioni sono esplose su una serie di questioni procedurali legate alla gestione dei tempi di parola concessi ai consiglieri comunali e sul diniego opposto dalla Papagno alla presentazione di nuove interrogazioni.

In particolare il PD contesta al presidente del consiglio comunale una mail fatta pervenire ai capigruppo di maggioranza nella quale, sostengono i democratici, la Papagno fornirebbe loro indicazioni di voto per la conferenza dei capigruppo antecedente il consiglio comunale in merito alla possibile richiesta di una deroga ai tempi di parola usualmente concessi dal regolamento, una possibilità prevista dal regolamento stesso. Da qui l’accusa del venire meno dei presupposti di imparzialità che lo Statuto del Comune di Arese e il Regolamento del Consiglio Comunale decretano per la figura del presidente. Il PD, sempre nel corso del consiglio comunale del 21 aprile, leggeva quindi un comunicato nel quale sosteneva  che le azioni della Papagno “evidenziano in modo netto e chiaro una confusione di ruoli fra la Presidenza di un‘assemblea, che in base alle norme deve mirare a tutelare e rappresentare in maniera neutra tutti i gruppi indistintamente, e il coordinamento delle azioni politiche della maggioranza”. Il comunicato si concludeva con la richiesta al presidente del consiglio comunale di “porgere scuse formali per quanto accaduto” minacciando, in assenza di tali scuse di “chiedere formalmente le dimissioni della Presidente e rivolgersi alle sedi più opportune per un richiamo al rispetto delle Regole”.

In risposta a quanto letto dal PD, Ippolita Papagno sosteneva di non avere nulla di cui scusarsi, avendo sempre svolto con imparzialità il proprio lavoro e rigettando in toto le accuse del PD. Anche una successiva richiesta verbale del consigliere Giancarlo Giudici non veniva accolta in quanto la Papagno non ravvisava nelle sue azioni una violazione ai doveri della sua figura istituzionale e conseguentemente non aveva nulla di cui scusarsi. Da qui l’ultimo atto della vicenda, con la richiesta del PD al prefetto affinché questi intervenga “per promuovere un chiarimento fra le parti, con il fine di rasserenare i rapporti e rimediare all’episodio”. Un’azione che tutto sommato non sembra esattamente fatta per rasserenare i rapporti!

Dal canto suo Ippolita Papagno, interpellata per avere un commento sull’iniziativa del PD, ha risposto di non avere per il momento intenzione di rilasciare dichiarazioni sulla vicenda.