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Costantino: “Ecco la mia verità”

01 agosto 2012 – Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta di Andrea Costantino, presidente dell’associazione Aresefuturo, che offre la sua ricostruzione dei fatti su quanto accaduto dall’elezione del sindaco a oggi.

Caro QuiArese,
ti scrivo a seguito delle “dimissioni” di Ravelli per fare della necessaria chiarezza, sia in merito a quanto è stato espresso in questi giorni nei consigli comunali, sia per quanto riguarda i post di Facebook di questi giorni che meritano risposta. Iniziamo col dire che Ravelli ha usato AreseFuturo e il suo programma per vincere le elezioni, sfruttando sia le persone che l’organizzazione stessa, una volta ottenuto il suo risultato ha cercato di prendersi anche l’associazione e il movimento stesso. Questo è stato fatto con una manovra da consumato politico della vecchia scuola Dc, cercando di imporre un coordinatore politico per poter parlare con lui e la giunta, questa persona era Franco Sarto. A seguito della rivolta e frustrazione del movimento nei confronti sia di Sarto che della manovra di Ravelli, lo stesso neoSindaco decideva con i suoi intimi di cancellare AF dalla sua visuale.

Infatti immediatamente a seguito della vittoria, come il Sindaco ha ovviamente confermato, nominava di sua (e degli intimi) sponte tutti gli assessori. Quindi dopo aver nominato me ViceSindaco ed Assessore al Bilancio, con insistenza al limite della supplica (perché come mi disse aveva disperato bisogno che entrassi in giunta), in un mese scarso e una riunione di giunta decideva che non godevo più della sua fiducia. E non godevo più della stessa nel momento stesso in cui gli rammentavo che c’era un programma da seguire e che le persone di AF che avevano lavorato meritavano e possedevano tutti i requisisti per entrare in giunta. Quindi sempre con i suoi sodali completava il suo disegno ovvero eliminare il Presidente di AF dalla giunta e mettere il programma ed AF nel dimenticatoio stesso. Proseguendo a lavorare con i suoi intimi decideva di imporre un segretario comunale inopportuno e di dettarlo dapprima (mentre ero in giunta) a me e poi ai consiglieri. E qui in una riunione di maggioranza molto concitata (in effetti il Presidente di AF era stato eliminato) imponeva la figura di Giammarusti ai consiglieri, dei quali i quattro che sono stati ingiustamente accusati di essere dissidenti, ma mi permetto definirei coerenti, respingevano questa imposizione portando una serie di documenti che l’opinione pubblica ben conosce in quanto disponibili in Internet che riportavano la condanna della Corte dei Conti (Sezione Giurisdizionale per la Regione Lombardia sentenza 228/11) e un avviso di garanzia in merito all’ipotesi di abuso di potere nel comune di Garbagnate Milanese. Ora, dopo aver appreso questo, dal punto di vista della stretta pertinenza politica sembrava non opportuno.

A quel punto iniziavano una serie di inviti  di dimissioni e di pressioni, se non lo votate finite fuori dalla maggioranza. E qui si completava il disegno di Ravelli e intimi ovvero eliminare ogni presenza di AF e del programma. Ma nonostante il loro disegno la politica si fa contando i numeri e qui cominciano Ravelli e intimi a perdere presa sul consiglio. Quindi per recuperare invia Sarto a blandire e a proporre posti in casa di riposo, assessorati etc… Tutto questo viene sempre fatto tramite la cerchia dei suoi intimi che in Sarto ha uno dei suoi esponenti, ma ti voglio segnalare che durante tutto questo souk il Ravelli non solo evita il confronto ma evita soprattutto di parlare con i consiglieri (parlo dei quattro ovviamente) da solo. Inoltre a una riunione di maggioranza invita non il Presidente della associazione AF ma tre dei suoi osannanti (come efficacemente li definisce Piva) con lo scopo di sostenerlo e aiutarlo a spiegare la sua posizione. Posizione che in soldoni è io decido su tutto voi vi adeguate e votate se non siete d’accordo me ne vado. Esempio che tutte le persone hanno potuto vedere è il blitz tentato sul segretario comunale con la revoca dell’accordo con Busto Garolfo propedeutico al cambio di Locandro con Giammarusti. Con serietà ancora i consiglieri ed AF non erano assolutamente d’accordo con questa iniziativa e quindi grazie a Manelli votano contro. Questa posizione la avevano ribadita anche agli osannanti che avevano chiesto solo obbedienza dicendo che non spettava a loro decidere ma al Sindaco.

E arriviamo al consiglio comunale aperto dove Ravelli come suo solito non risponde a nessuna delle domande, pronuncia poi un discorso che sembra dica da un momento all’altro mi dimetto ma dice vado avanti. La sua intenzione evidentemente era quella di andare avanti con una maggioranza diversa, visto che aveva detto che la frattura aveva deciso fosse insanabile e considerato che non ha mai parlato con nessuno eccetto gli intimi, infatti prova dapprima con il Pd con cui tenta l’inciucio che viene rispedito al mittente. Infine trova l’inciucio con il M5S e con l’Antimiani campioni di trasformismo e di manifesti elettorali. Ma un inciucio solo non basta, allora ecco la manovra da pokerista consumato: all in! Ed eccoci alle “dimissioni” bufala, se e’ vero che pubblicamente dice mi dimetto con la faccia contrita suppongo e la sua famiglia lancia grida di dolore su quanto ha sofferto (ma non ha mai lavorato e sudato Ravelli?) e quanto il mondo sia ingiusto. Dietro le spalle si muovono su sua precisa indicazione i suoi sodali, che tengono a far presente che hanno ricevuto preciso mandato dal sindaco. Bene questi sodali però parlano con i consiglieri di AF dicendo che la cosa più giusta è che visto che non si vuole obbedire allora è bene dimettersi, sic! Oppure si mandano garbate lettere dove si dice che non si risponderà a una interrogazione ma si fa presente che si e’ sporta querela. Ora noi di AF siamo da sempre corretti e onesti, centrati sul programma e abbiamo ribadito che per governare questa città bisogna rispettare il programma sul quale gli elettori ci hanno dato mandato, e infine ci vuole un azzeramento della giunta.

Andrea Costantino
Presidente Aresefuturo

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