Home Politica

Costantino serve l’antipasto, per ora…

30 giugno 2012 – Un antipasto legato alla stretta attualità, e cioè alle ragioni per le quali, secondo il presidente di Aresefuturo, il sindaco Ravelli gli avrebbe ritirato le deleghe assessoriali. Questo è ciò che è stata la conferenza stampa convocata ieri da Andrea Costantino. Che ha però rinnovato l’appuntamento alla prossima settimana quando, in una seconda conferenza stampa, dovrebbe offrire il piatto forte, e cioè del materiale documentale che potrebbe risultare clamoroso e spiegare tutti gli intrecci che hanno portato alla vittoria elettorale la lista che aveva candidato Pietro Ravelli alla carica di sindaco. Anche l’antipasto è però stato interessante e ha fornito diversi spunti. Come quando Ombretta Rinieri, per commentare una mail resa pubblica da Costantino e inviata dallo stesso presidente di Aresefuturo al sindaco, ha fatto ascoltare la registrazione di un’intervista a Ravelli nella quale il sindaco sostiene tesi opposte rispetto al contenuto della mail circa le cause che hanno causato il ritiro delle deleghe.

Ma andiamo con ordine. Costantino ha spiegato che le ragioni che lo hanno portato alla sua presa di posizione, che ha poi avuto come effetto il ritiro delle deleghe, sono state essenzialmente tre. La prima è la constatazione da parte del presidente dell’associazione che, a un solo mese dalle elezioni, erano stati traditi i principi cardine sui quali Aresefuturo aveva basato la sua campagna elettorale. Questo sarebbe risultato in tutta la sua evidenza dalla scelta degli assessori “che avrebbero dovuto essere selezionati all’interno di Aresefuturo e Insieme per Arese e non imposti dall’esterno”. Per questa ragione Costantino aveva chiesto a Ravelli, nella mail datata 27 giugno che è stata consegnata alla stampa dal presidente di Aresefuturo, un azzeramento della giunta: “Caro Pietro – si legge nel messaggio di posta elettronica – nella riunione che avremo venerdì mattina alla luce delle difficoltà che stiamo affrontando e delle cose che mi sono state dette dagli assessori e dai consiglieri e visto che il nostro primo punto era legalità e trasparenza e meritocrazia, ti chiedo sin da ora di affrontare il problema politico Manzin e di azzerare la giunta includendo nella giunta stessa solo persone provenienti dalle liste Aresefuturo e Insieme per Arese, con al massimo un solo esterno con attiva militanza in Aresefuturo”. Questo passaggio è però in netto contrasto con la registrazione dell’intervista a Ravelli, nella quale il sindaco afferma che Costantino è stato sfiduciato perché gli aveva chiesto di sostituire solamente i tre assessori esterni, la cui scelta Ravelli, nella registrazione, rivendica come sua, facendo quindi venire meno il rapporto di fiducia. Ravelli, nel colloquio con la Rinieri, afferma anche che la situazione di tensione tra lui e Costantino può essere fatta risalire a tre o quattro settimane fa, e cioè al periodo nel quale erano stati scelti gli assessori.

La seconda ragione del ritiro delle deleghe, quella che per le tempistiche Costantino reputa come scatenante, ha a che vedere con l’Accordo di Programma per l’area ex Alfa: “Inoltre – si legge sempre nella mail – visto quello che ho sentito ieri (martedì 26 giugno ndr) a più riprese durante la visita all’area ex Alfa (alla quale hanno partecipato sindaco, presidente del consiglio comunale e giunta al completo tranne l’assessore Turconi che aveva altri impegni ndr), della quale peraltro sono stato messo a conoscenza essere segreta senza motivo, ti chiedo la revoca immediata della delibera commissariale relativa all’accordo di programma con Lainate, chiediamo al segretario comunale tempi e modi ma è punto cardinale del nostro programma niente centro commerciale e va assolutamente rispettato”. Costantino fa notare come alla sua mail, nella quale chiedeva un impegno forte al rispetto di quanto scritto nel programma elettorale, e cioè il no all’AdP, sia seguito nel giro di 24 ore il ritiro delle sue deleghe e la sua estromissione dalla giunta Ravelli. “Ho giudicato quella visita inopportuna – spiega in conferenza stampa Costantino – perché siamo stati guidati nel tour a bordo di un pulmino da Brunelli di Iper e da Pasquarelli di Euromilano, che ci hanno anche mostrato un plastico della struttura commerciale che avrebbero realizzato e del grande complesso edilizio che sarebbe sorto per due terzi circa su Arese e per un terzo su Garbagnate”. Secondo Costantino l’opportunità della visita, unita al timore che potesse cambiare l’orientamento della giunta nei confronti dell’AdP, lo hanno poi spinto a chiedere nella mail al sindaco un preciso impegno al rispetto del programma.

La terza ragione del ritiro delle deleghe è invece legata all’ultimo passaggio della mail, quello nel quale il presidente di Aresefuturo si dice preoccupato del danno di immagine che stava derivando all’associazione dalla vicenda che ha visto coinvolto suo malgrado, anche il Pd: “Ti informo poi – termina la mail – che il Pd ha scoperto chi era Carla e che era in combutta con Sarto con uno pseudonimo dava indicazioni, questo ci mette in grandissimo ridicolo noi e tutte le persone di AreseFuturo”. A questa mail, come più volte sottolineato da Costantino, non è seguita la riunione chiesta da presidente di Aresefuturo per affrontare le questioni da lui sollevate, bensì il ritiro delle deleghe. Cosa succederà ora nell’associazione della quale Costantino è presidente e che è anche gruppo di maggioranza in consiglio comunale? “Noi come Aresefuturo – dice Costantino – abbiamo un programma elettorale che sindaco e gruppo consiliare devono rispettare. Perché è su quel programma che siamo stati votati e non possiamo tradire gli elettori che ci hanno dato la loro fiducia e tutte le persone che hanno lavorato in Aresefuturo e Insieme per Arese per raggiungere il risultato che abbiamo raggiunto.

Costantino ha anche risposto a una domanda sul suo rapporto con Alessandro Nasi, suo socio di minoranza in Eidon e con diverse cariche nel gruppo Fiat: “Nasi – ha detto Costantino – è mio amico di lunga data, tanto che è stato mio testimone di nozze e padrino al battesimo di mio figlio. In Eidon non ha alcun ruolo operativo e, a prescindere da questo, non vedo perché dovrei rinnegare un’amicizia che è ben precedente e non ha nulla a che vedere con il mio impegno politico. Vorrei anche confermare che Fiat non è cliente di Eidon e che questo attacco mi sembra proprio possa essere inquadrato nella cultura del sospetto e nell’utilizzo della macchina del fango di cui tanto si parla in questi giorni”. Questo quanto emerso dalla conferenza stampa di ieri sera e, in attesa di quella annunciata per settimana prossima, non possiamo che ripeterci: rimanete sintonizzati!

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese.