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Crisi aperta, non passa delibera maggioranza!

26 luglio 2012 – Il consiglio comunale che probabilmente la maggioranza temeva di più era quello aperto agli interventi dei cittadini. Ma il colpo di scena si è invece verificato nel proseguimento dell’assemblea deliberatoria, iniziata il giorno prima e interrotta su richiesta del sindaco Ravelli (leggi qui). Alla ripresa dei lavori, infatti, la maggioranza è andata sotto sul quinto punto all’ordine del giorno, ovvero il Recesso unilaterale della convenzione con il Comune di Busto Garolfo per il servizio di Segreteria Comunale. Che potesse esserci qualche pericolo, la maggioranza lo aveva probabilmente capito quando, rispetto alla prima sessione dell’altro ieri, ha visto presentarsi sui banchi della maggioranza un consigliere comunale in più, e cioè Giovanni Manelli (nella foto) che la sera prima, con Luciana Fossati, Antonio Pavanetto e Livio Braga era assente. Tredici consiglieri comunali presenti dunque (7 di Aresefuturo, 4 del Pd, 1 del Movimento 5 Stelle e 1 del Pdl) più il sindaco, e conseguentemente otto voti necessari per approvare una delibera, che in caso di pareggio viene respinta. Manelli era quindi l’ago della bilancia e probabilmente la maggioranza si è un po’ tranquillizzata quando sul quarto punto all’ordine del giorno, le variazioni di bilancio, il consigliere si è astenuto facendo ipotizzare una sua sfumata posizione di dissenso.

Ma il colpo di scena era in agguato, con Manelli che alla votazione successiva votava contro la delibera di maggioranza, insieme alle opposizioni compatte, facendo finire sette a sette il conteggio e decretando il respingimento della delibera (che per inciso permetterà a Giuseppe Locandro di conservare la posizione di segretario generale del Comune). A questo punto Ravelli chiedeva una sospensione di cinque minuti per valutare con il suo gruppo consiliare quella che ormai è una crisi palese. Una sospensione che di fatto interrompeva anche il consiglio comunale deliberatorio per lasciare temporaneamente spazio a quello aperto. Alla ripresa dei lavori (ne parleremo in un altro articolo), iniziava il consiglio comunale aperto, con l’intervento del sindaco Ravelli che, sulla scorta di quanto successo pochi minuti prima, riconosceva con molta onestà che la crisi era aperta e che le sue cause non andavano ricercate in manovre della minoranza, estranea alle dinamiche in corso, ma bensì nella situazione che si è venuta a creare all’interno del gruppo consiliare di Aresefuturo subito dopo le elezioni. Il primo cittadino non traeva però ancora conclusioni definitive dal fatto di non disporre più dei numeri per governare ma, in virtù di quelle che definiva le emergenze che deve affrontare Arese, chiedeva tempo per analizzare la situazione e per tentare di trovare una nuova maggioranza a sostegno della sua azione di governo cittadino.

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