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CSDA, tutti contro tutti

19 luglio 2011 – Sono state quasi 200 le persone che ieri sera hanno partecipato al consiglio comunale straordinario aperto al pubblico e interamente dedicato alla gestione del centro sportivo Davide Ancilotto. E le sorprese non sono mancate. La Lega Nord ha disertato in massa, assessori compresi, distribuendo un volantino in cui rivendica il desiderio di fare chiarezza, ma con una “analisi adeguata, tranquilla e composta“, cosa non possibile in “cinque minuti di intervento in un consiglio di calda e avanzata estate“. Il punto di vista della Lega, che verrà presentato nel dettaglio in una conferenza stampa il prossimo 21 luglio, è che sia a questo punto necessario revocare la convenzione esistente tra Facs (Fondazione Arese Cultura e Sport) e Comune di Arese.

La sorpresa più grande, anche se parzialmente anticipata con un volantino pubblico distribuito in città nei giorni scorsi, è però arrivata dall’UDC, che per bocca del capogruppo Gino Perferi ha sostenuto che “bisogna accorciare i tempi: è trascorso troppo tempo da quando è stato scelto il partner“. Per poi aggiungere che “non si fanno le nozze con i fichi secchi e oggi è matura la stagione per agire“. Insomma, sembra che il sindaco sia rimasto con il cerino in mano, abbandonato – o quasi – da tutti eccetto il PDL. Anche se va sempre ricordato che tanto la Lega quanto l’UDC sono al governo di questa città da due anni e hanno avuto tutto il tempo (l’UDC in particolare) di comprendere la situazione del CCSA, di fare le loro scelte e – oggi – di verificarne i risultati.

La seduta si era aperta con la lettura, da parte della presidente del consiglio comunale IppolIta Papagno, della relazione con la richiesta di convocazione della seduta, sostenuta dal gruppo consiliare del PD e dal consigliere indipendente Carlo Delmonte.

Il sindaco Gianluigi Fornaro, nella sua lunga relazione, ha prima fatto un dettagliato riassunto di come si è arrivati alla decisione di identificare un partecipante a progetto speciale e poi ha dipinto un quadro sostanzialmente positivo, in cui la società Intese è stata preferita a Insport perché si era detta disponibile a effettuare i lavori di riqualificazione. In questi ultimi dieci mesi Intese sostiene di avere effettuato lavori di manutenzione per 359.000 euro e di essere pronta a spenderne quasi altri 32.000. Intese si impegna anche a concludere il ripianamento del debito di Facs, come previsto dagli accordi del luglio 2010. Nel frattempo si sta lavorando a una complessa trattativa per arrivare a siglare un contratto ricognitivo che rimarrà temporaneamente in vigore fino a quando non verrà emesso un bando di gara per i lavori di riqualificazione, che come già preannunciato dall’amministrazione, non potranno essere automaticamente assegnati a Intese. Tutti i prossimi passi dovranno essere approvati dal consiglio comunale. Secondo Fornaro, a breve verrà rinnovato il consiglio di indirizzo di Facs e verrà modificato lo statuto, per dare maggiore snellezza alle attività della Fondazione. Ci sarà inoltre un bando rivolto a tutte le associazioni sportive presenti sul territorio per dare accesso al centro sportivo.

Guido Demetrio, presidente del CCSA, è stato invece polemico nei confronti di Facs e dell’amministrazione che non avrebbero dato risposte. Questo ha costretto l’associazione a chiudere l’attività del calcio, anche per l’impossibilità di pianificare l’attività sportiva. “Abbiamo solo ricevuto richieste economiche improponibili per un’associazione come la nostra“, ha detto Demetrio. “Altre realtà comunali tendono a incentivare lo sport in modo lontano da logiche squisitamente commerciali. Questo non avviene ad Arese. Nessuno si è impegnato a verificare la regolarità e il rispetto degli impegni assunti da Intese. Nessuno è intervenuto quando ci sono state recapitate fatture per 300.000 euro per un trimestre d’uso degli spazi. In più non c’è stato riconosciuto quanto dovuto in base agli accordi.”

Di tono del tutto opposto è stata la relazione di Pierluigi Pogliani, ex presidente di Facs, non presente in consiglio comunale per motivi di lavoro (il suo punto di vista è stato letto dal segretario comunale). “L’attività non poteva continuare perché la piscina non aveva più i requisiti igienico sanitari per poter essere riaperta“, ha scritto Pogliani, “e la palestra aveva canestri non più a norma da cinque anni. L’accordo non è stato trovato tra CCSA e Intese e i costi d’uso degli impianti non sono mai variati, mentre i prezzi dei corsi dipendono esclusivamente dalle società sportive”.

A proposito delle richieste della Lega, Pogliani ha detto che tutte le fatture fanno parte del contratto ricognitivo non ancora siglato, ma sono già in copia al sindaco. E il bilancio 2010 è già stato redatto in bozza ma non finalizzato e approvato perché manca da imputare la cifra elargita dal Comune e mancano gli organi direttivi di Facs. Viste le molte richieste per l’uso dell’impianto nel nuovo anno sportivo e la non compatibilità delle attuali tariffe con le possibilità di associazioni come il CCSA, anche Pogliani ha confermato la necessità di ricevere da tutti i soggetti interessati dei progetti sportivi, che verranno valutati da Facs appena essa sarà di nuovo in grado di operare tramite il consiglio di indirzzi. “Non ci sono stati cali o gravi diminuzioni nel numero delle persone che frequentano il CSDA“, ha concluso. “Abbiamo più richieste che spazi disponibili”.

Per la prima volta si è poi presentato in pubblico Alessandro Chiappini, procuratore di Intese, che ha tenuto a sottolineare che “le società sportive dilettantistiche (Arese Sport, Arese Nuoto e Arese Basket, ndr) sono senza scopo di lucro, non cedibili a terzi e non limitate da capitale sociale”. Ha poi continuato: “Sono state costituite in ottemperanza a quanto previsto dal progetto e dalla manifestazione di interesse: era un nostro obbligo contrattuale. Definire remunerative queste società è un controsenso. Chi ci ha preceduto ha lavorato sulla base del volontariato, mentre noi lavoriamo sulla base della filantropia. Per questo penso che la relazione iniziale sia viziata da un equivoco”.

In merito al contratto, esiste un progetto depositato agli atti di fondazione. Opere e sfruttamento devono avvenire secondo le norme coerenti. Non è Intese che dovrà eseguire le opere di riqualificazione o aggiudicarsele. Saranno invece imprese che risponderanno a gare pubbliche. Noi auspichiamo che si insedino presto i nuovi organi dirigenti di Facs”.

Dopo gli interventi di Paolo Esposito, responsabile del tennis in Arese Sport, e di Alan Mantegazza per Arese Nuoto, sono intervenuti i capigruppo dei partiti presenti. Per Alessandro Arriciati, capogruppo PDL, “il CCSA ha avuto una gestione privatistica del centro e nonostante numerose riunioni con l’amministrazione comunale la conduzione del CCSA ha generato debiti e una cattiva manutenzione del centro”. Arriciati ha aggiunto che “Fondazione rappresenta un valore per il comune di Arese in quanto unico ente in grado di trovare partner privati e quindi è necessario che Facs abbia una struttura adeguata a questo scopo”.

Visione opposta per Eleonora Gonnella, capogruppo PD, che ha definito “la gestione di questa vicenda totalmente fallimentare, come dimostrato dalla chiusura della piscina per l’interruzione della fornitura di gas”. Secondo la Gonnella, “la responsabilità ultima di tutto questo è del sindaco, che continua a descrivere un libro dei sogni: da mesi si parla dei contratti e degli accordi senza nessuna soluzione. Intese ci ha confermato oggi che non sarà lei a fare gli investimenti che erano previsti nell’avviso pubblico. L’attività di Intese non riguarda più progetti speciali, quindi, ma siamo di fronte a una privatizzazione coatta. E poi quali saranno i criteri con cui verranno valutati i progetti sportivi? e chi farà la loro valutazione?”. Domande che in consiglio non hanno avuto risposta. In chiusura di seduta il gruppo del PD ha presentato una dettagliata relazione sulla vicenda di Facs, CCSA, Intese e CSDA.

Ha chiuso il giro di interventi dei capigruppo Gino Perferi, dell’UDC, che oltre a esortare il sindaco a bruciare le prossime tappe ha sostenuto che “Facs non può fare miracoli: ha bisogno di risorse umane ed economiche e di linee guida da seguire”.

Tra gli intervento del pubblico ha suscitato consensi quello del signor Crippa. “Dobbiamo smetterla di considerare il centro sportivo solo per lo sport, ma anche per la cultura e il tempo libero”, ha detto. “Oggi corriamo il rischio di discutere su un cimitero, se non smetteremo di disquisire in termini legali. E in questo caso ci rimetterebbe tutta la cittadinanza. Ci vorrebbe quindi un passo indietro da parte di tutti.”

Molto applaudito, infine, l’intervento di Giuseppe Augurusa, ex candidato sindaco alle elezioni 2009 ed esponente del PD. “Una polisportiva da 2.500 persone si prepara a entrare nel nuovo anno con meno di meta degli iscritti e i praticanti dovranno andare in altri comuni,” ha detto. “La città è priva di uno dei due principali centri di aggregazione cittadina, che si stimava fosse frequentato da circa 5.000 persone. Nell’avviso pubblico non vi erano obblighi per la costituzione delle società sportive, mentre erano un obbligo gli interventi di riqualificazione. L’assessore allo sport, il vostro assessore allo sport, vuole vederci chiaro… Questa è la descrizione di un fallimento. Ora si pone il problema di cosa fare. La gestione diretta è improbabile, anche per motivi giuridici ed economici. Il bando di gara per l’intera gestione è ormai tardivo. Il bando di gara per la sola riqualificazione non risolverebbe il problema della gestione dello sport. In questo contesto che fine fa Intese? Noi chiediamo il commissariamento di Fondazione, l’uscita concordata di Intese, un periodo transitorio per la gestione temporanea dello sport con le diverse associazioni e un nuovo bando per l’ingresso di un privato.”

Dopo qualche altro intervento da parte di alcuni cittadini e di diversi consiglieri la chiusura della serata è stata affidata al sindaco, che però non ha potuto aggiungere elementi nuovi alla discussione.

Riassumendo, la posizione del PDL è quella di nominare a breve il nuovo consiglio direttivo di Facs, siglare il contratto ricognitivo con Intese, aprire una valutazione dei piani sportivi presentati dalle associazioni e poi proporre una gara pubblica per la riqualificazione degli impianti.

La Lega chiede invece di revocare la convenzione con Facs e ripartire da zero, mentre l’UDC mette fretta perché comunque si agisca in tempi brevi. Il PD chiede infine il commissariamento di Fondazione, l’uscita di Intese e una gestione temporanea dello sport in attesa di trovare un altro partner privato su nuove basi. In pratica, la soluzione è ancora lontana, mentre la nuova stagione sportiva è alle porte.