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Da Augurusa appello alla politica aresina

27 agosto 2012 – Il rientro dalle ferie di agosto ha coinciso con la nomina del nuovo commissario prefettizio che, dopo le dimissioni di Pietro Ravelli, accompagnerà Arese alle elezioni delle prossima primavera. E con la ripresa delle attività arrivano anche i primo commenti politici su questa vicenda. Dopo quelle di Pdl (leggi qui) e Udc (leggi qui) arrivano anche le considerazioni del Pd, che con Giuseppe Augurusa analizza quanto successo e quello che accadrà ad Arese nei prossimi mesi. E il discorso inizia proprio dalle dimissioni di Ravelli, delle quali l’esponente del Partito Democratico era stato informato qualche ora prima della loro ufficializzazione dallo stesso ex sindaco. Un Ravelli che, secondo Augurusa, è stato usato da qualcuno che ha approfittato del suo prestigio personale e professionale, che si è rivelato l’arma vincente alle passate elezioni amministrative.

“Con le dimissioni del sindaco Ravelli – valuta Augurusa – la politica aresina esce dalla fisiologia dell’aspro confronto tra le forze politiche per entrare in una sorta di patologia rappresentata da un’infinita fase di transizione. Imboccata nel 2009, auspicabilmente, si potrà concludere solo nel 2013, al prossimo, l’ennesimo, confronto elettorale. A Pietro Ravelli che ha avuto la cortesia di informarmi della sua decisione poche ore prima che l’assumesse, vanno i miei più sinceri auguri affinché possa ritrovare una serenità che, temo, abbia temporaneamente perduto anche e soprattutto, per responsabilità di chi ha voluto abusare del suo prestigio personale costruito in anni di onorata professione, ragione principale della sua vittoria elettorale. Credo che una scelta come quella ch’egli ha fatto sia stato un atto doloroso ma nell’interesse di una città che, in emergenza, ha bisogno ora di trovare una fase di stabilità e di buon governo che neppure la sua compagine, con tutta evidenza, è stata in grado di garantire. Credo però anche che quest’ultima vicenda possa aiutarci a riflettere sul concetto di improvvisazione in politica”.

Il discorso di Augurusa si fa poi più ampio e va ad analizzare le ragioni per le quali gli aresini nel 2013 si dovranno recare, per la terza volta in quattro anni, nuovamente alle urne: “Tre elezioni in quattro anni – dice l’esponente del Pd – ci devono preoccupare al di la delle differenti ragioni che hanno determinato le due crisi politiche, che vanno forse ancora comprese fino in fondo. Esse rappresentano la crisi di sistema per una città che, in nome della tutela dei tanti interessi articolati intorno alla particolare, se non unica, conformazione sociale, ben rappresentati da altrettanti gruppi clientelari in perenne contesa, ha per troppo tempo tollerato la pratica delle pubbliche virtù e dei vizi privati del proprio personale politico. Ci parlano cioè dell’incapacità che questa città sembra avere di costruire una nuova classe dirigente adeguata, non semplicemente mediocre ed autoreferenziale. Capace di distinguere chiaramente il bene pubblico dall’interesse privato. Al contrario da anni assistiamo al perpetuarsi di una classe politica scelta si in libere elezioni, ma attraverso il velo della conservazione ideologica, delle antiche certezze riposte nell’uomo della provvidenza di turno. Una modalità che ha, tra l’altro, determinato quella conventio ad escludendum del centro sinistra al governo. Prima o poi, guardando a questi ultimi quattro anni con un po’ di onestà intellettuale, bisognerà quantificare il costo per la nostra città di questa reiterata scelta”.

E secondo Augurusa il futuro prossimo di Arese non si prospetta molto roseo: “Arese – è la sua analisi – rischia ora una lunga fase di stallo o peggio ancora, una lunga interminabile campagna elettorale. La paralisi amministrativa che da qualche anno ci avvolge rischia così di proseguire per altri nove mesi. Avendo avuto un qualche ruolo nelle vicende politiche locali mi permetto alcune personali considerazioni in merito, al solo scopo di aprire una discussione, spero proficua, sul nostro futuro prossimo formulando una proposta. Partendo tuttavia dall’assunto che le fasi di emergenza si superano con la responsabilità e non con l’improvvisazione: a tal proposito l’improbabile alleanza tra chi ha vinto e chi ha perso le elezioni che taluni invocavano quale antidoto alla crisi, avrebbe appunto rappresentato l’improvvisazione travestita da responsabilità. Penso che le forze politiche e sociali disponibili dovrebbero aprire un confronto sulla fase del commissariamento individuando ipotesi di soluzioni condivise sui temi che sono stati elemento catalizzatore delle stesse crisi, che diversamente dovremo limitarci a subire, da sottoporre al commissario”.

I temi che l’esponente del Pd individua come prioritari sono tre, ai quali si aggiunge l’emergenza della scuola Silvio Pellico della quale si era parlato in un altro articolo (leggi qui): “La prima emergenza – elenca Augurusa – riguarda la revisione delle possibilità di spesa per investimenti e manutenzioni attraverso l’impiego di risorse aggiuntive, disponibili ma vincolate dal patto di stabilità, assolutamente necessarie in primis per l’intervento non più rinviabile sulle strutture scolastiche e sportive. Ciò è possibile anche attraverso un’azione decisa nei confronti del Ministero dell’Economia finalizzato all’iscrizione di Arese tra i Comuni virtuosi, partendo dai buoni fondamentali certificati del nostro Comune”. Altro capitolo prioritario è quello relativo all’Accordo di Programma per l’area ex Alfa: “E’ necessaria – prosegue Augurusa – un’operazione verità sui rischi e sulle opportunità dell’Adp ex Alfa, provando ad uscire dalla discussione tutta ideologica di questi anni. Su questo tema, se non vogliamo limitarci a stare a guardare, dobbiamo chiedere alle proprietà delle aree di interloquire con il territorio anche nel periodo di commissariamento. La possibilità poi di una consultazione popolare informata, da più parti evocata, in primis dall’associazione Un Forum per la Città, è un’ipotesi interessante da approfondire”. La terza priorità è quella relativa al Centro Sportivo Davide Ancilotto: “Occorre individuare – dice Augurusa – una via d’uscita per la riapertura del centro sportivo a cominciare dai suoi spazi verdi per finire alla ripresa delle attività sportive, affinché torni al più presto nelle disponibilità dei nostri concittadini”.

La conclusione dell’esponente del Pd è un invito rivolto a tutte le altre forze politiche affinché si possa aprire un dibattito costruttivo su questi temi: “Tutti abbiamo idee in merito – è la conclusione di Augurusa – ed è giunto forse il momento di metterle a fattor comune. Nelle nuova situazione data, dove non esistono per definizione maggioranze e minoranze, su questi temi siamo in grado di individuare una sintesi comune? Possiamo insieme presentarci al commissario prefettizio con un’idea simile sulla città? Possiamo anche per questa via dare un fattivo contributo alla ricostruzione della dignità della politica locale? Chi è d’accordo batta un colpo, chi no pensi fin da subito alle coalizioni, ai candidati, alla nuova contesa elettorale insomma, avrà comunque un sacco di tempo per farlo”.

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