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Da Pergoli e Buroni un Odg per la Pace

21 luglio 2014 – I consiglieri comunali di maggioranza Ilia Pergoli, del Forum, ed Edoardo Buroni, del Pd, hanno presentato un’ordine del giorno, inserito tra i punti in discussione nell’adunanza del prossimo martedì 22 luglio, “per il riconoscimento internazionale del diritto umano alla pace”. Il documento nasce sotto l’egida del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace e i diritti umani (clicca qui), nato nel 1986 con l’intento di promuovere l’impegno di Comuni, Province e Regioni italiane per la pace, i diritti umani, la solidarietà e la cooperazione internazionale. Tra le principali attività del coordinamento figurano la promozione dell’educazione permanente alla pace e ai diritti umani nella scuola, l’organizzazione della Marcia per la pace Perugia-Assisi e delle Assemblee dell’Onu dei Popoli, la promozione della diplomazia delle città per la pace, il dialogo e la fratellanza tra i popoli, lo sviluppo della solidarietà internazionale e della cooperazione decentrata contro la miseria e la guerra, la promozione di un’informazione e comunicazione di pace, la campagna per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, l’impegno per la pace in Medio Oriente e nel Mediterraneo, la costruzione di un’Europa delle città e dei cittadini, strumento di pace e di giustizia nel mondo.

Questo il testo proposto da Pergoli e Buroni che domani sera il consiglio comunale sarà chiamato a fare proprio:

Ordine del Giorno per il riconoscimento internazionale del diritto umano alla pace.

Il Consiglio Comunale di Arese,
preoccupato per il persistente dilagare di guerre e conflitti violenti in numerose aree del pianeta, a partire dal Mediterraneo, dal Medio Oriente e dall’Africa;

vista l’importante iniziativa assunta dal Consiglio Diritti Umani dell’Onu tesa a predisporre una Dichiarazione delle Nazioni Unite sul Diritto alla Pace quale diritto fondamentale della persona e dei popoli;
condividendo l’auspicio di Papa Francesco affinché «si possa giungere all’effettiva applicazione nel diritto internazionale del diritto alla pace, quale diritto umano fondamentale, pre-condizione necessaria per l’esercizio di tutti gli altri diritti»;

determinato a far sì che la ricorrenza del 100° anniversario dello scoppio della prima guerra mondiale stimoli l’avvio di una capillare mobilitazione per cancellare il funesto diritto degli stati di fare la guerra (ius ad bellum) e inaugurare l’era del diritto alla pace (ius ad pacem);

convinto che il disarmo, lo sviluppo umano e la cooperazione internazionale sono indispensabili per affrontare l’attuale crisi economica nel rispetto dei principi della giustizia sociale e dell’interdipendenza e indivisibilità di tutti i diritti umani: economici, sociali, civili, politici, culturali;

considerato che, una volta adottata dall’Assemblea Generale, la Dichiarazione sul Diritto alla Pace:
• renderà più evidenti e improcrastinabili gli obblighi degli stati a cominciare dal disarmo reale e dal potenziamento e la democratizzazione delle Nazioni Unite e delle altre legittime istituzioni multilaterali;
• darà impulso a nuove iniziative per promuovere il rispetto di tutti i diritti umani per tutti, lo stato di diritto, lo stato sociale e i principi democratici;
• contribuirà allo sviluppo della cultura universale dei diritti umani mediante la realizzazione di adeguati programmi di educazione e formazione, in particolare dei giovani, alla pace, ai diritti umani, alla cittadinanza democratica e al dialogo interculturale;

consapevole che pace sociale e pace internazionale sono fra loro interdipendenti e indissociabili come proclama l’articolo 28 della Dichiarazione universale dei diritti umani: «Ogni individuo ha diritto a un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà fondamentali possono essere pienamente realizzati»;

preso atto della Campagna internazionale per il riconoscimento del diritto umano alla pace promossa dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, dal Centro di Ateneo per i Diritti Umani e dalla Cattedra Unesco Diritti Umani, Democrazia e Pace dell’Università di Padova e dalla Rete della PerugiAssisi che intende tra l’altro contribuire alla messa a punto del testo della Dichiarazione con proposte da trasmettere all’apposito Gruppo di lavoro del Consiglio Diritti Umani e organizzare un incontro a Ginevra presso la sede delle Nazioni Unite per presentare l’esperienza italiana degli enti di governo locale nel campo della pace e dei diritti umani;

agendo in conformità agli articoli 2 e 11 della Costituzione e ai pertinenti principi e norme del diritto internazionale dei diritti umani;

richiamando l’articolo 1 dello Statuto del Comune di Arese il quale al punto 3) prevede quanto segue: «Il Comune si avvale della sua autonomia per l’organizzazione e lo svolgimento della propria attività e il perseguimento dei propri fini istituzionali secondo il principio di sussidiarietà anche attraverso le attività che possono essere adeguatamente esercitate dall’autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali, nel rispetto dei principi previsti dai trattati internazionali, della Costituzione, delle leggi dello Stato, della Regione e del presente Statuto»;

richiamando inoltre l’art. 2 dello Statuto comunale in cui al punto 1) si stabilisce che «nella cura degli interessi della comunità il Comune assicura la difesa e tutela della vita in tutte le sue forme ed espressioni, promuove i valori culturali, sociali, umani e di solidarietà e a tal fine favorisce il superamento delle varie discriminazioni esistenti determinando, con specifiche azioni positive, condizioni di pari opportunità per tutti i cittadini»;

richiamando altresì quanto dispone l’articolo 20 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, ratificato dall’Italia nel 1977: «Qualsiasi propaganda a favore della guerra deve essere vietata dalla legge»;

fermamente determinato a dare puntuale e coerente attuazione alle suddette norme nella piena consapevolezza delle responsabilità che incombono all’ente di governo locale quale polo basilare della sussidiarietà ed erogatore primario di servizi essenziali per i propri cittadini;

riaffermando pertanto il diritto del Comune di Arese a partecipare ai processi decisionali internazionali che più direttamente attengono ai diritti fondamentali della persona e dei popoli, a ciò legittimato dallo Statuto comunale e dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite del 1998 «sul diritto e la responsabilità degli individui, dei gruppi e degli organi della società di promuovere e realizzare i diritti umani e le libertà fondamentali universalmente riconosciuti»;

facendosi interprete delle aspirazioni dei cittadini a che si proceda speditamente nella costruzione di un mondo più giusto, nonviolento, democratico e solidale;

richiamando la Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite 60/123 del 2 marzo 2006, che raccomanda di promuovere la pace «quale requisito vitale per il pieno godimento di tutti i diritti umani di tutti»;

il Consiglio comunale di Arese plaude e sostiene l’iniziativa del Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite tesa a riconoscere la pace quale diritto umano fondamentale della persona e dei popoli;

chiede al Parlamento e al Governo italiano di partecipare attivamente alla messa a punto del testo della Dichiarazione;

chiede altresì al Parlamento e al Governo di attivarsi presso le istituzioni dell’Unione Europea (Premio Nobel per la Pace 2012) e i governi degli Stati membri affinché, in coerenza con i valori proclamati nel Trattato di Lisbona e nella Carta dei Diritti fondamentali dell’UE, adottino una posizione comune favorevole all’iniziativa del Consiglio Diritti Umani e diano un fattivo contributo alla stesura della Dichiarazione sul Diritto alla Pace;

invita le Commissione Diritti Umani del Senato e della Camera ad avviare una udienza conoscitiva riguardante il dibattito in corso sul riconoscimento del diritto alla pace chiedendo al Governo di riferire al Parlamento;

aderisce e si impegna a partecipare attivamente alla Campagna internazionale per il riconoscimento del diritto umano alla pace promossa dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, dal Centro di Ateneo per i Diritti Umani e dalla Cattedra Unesco Diritti Umani, Democrazia e Pace dell’Università di Padova e dalla Rete della PerugiAssisi.

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