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Dal Pd una lettera aperta al commissario

21 febbraio 2013 – Dopo il comunicato stampa del Patto Civico diffuso ieri, oggi è il Partito Democratico a intervenire sul tema della viabilità cittadina. Il Pd lo fa con una lettera aperta, indirizzata al commissario prefettizio Anna Pavone e a tutti i cittadini di Arese, che pubblichiamo qui di seguito.

Gentile Commissario,
intendiamo esprimere con questa lettera aperta rivolta a Lei ed estesa a tutta la cittadinanza la nostra posizione nettamente contraria in merito alla Sua recente delibera n° 22 del 29 gennaio 2013 riguardante il nuovo piano di viabilità del Comune di Arese. Nel corso degli ultimi mesi, già a partire dalla precipitosa approvazione dell’A.d.P. dell’area ex- Alfa Romeo, la città di Arese ha dovuto subire tutta una serie di decisioni e provvedimenti, sempre più rilevanti e vincolanti per il suo futuro, senza che vi fosse la possibilità di un’ampia consultazione pubblica. La recente, nonché improvvisa, delibera in questione piomba come un vero colpo a tradimento sulla nostra città.

L’argomento è complesso, e ci riserviamo quindi di approfondire il tema e di formulare una proposta più articolata in seguito. Tuttavia vi sono alcuni punti che necessitano di un chiarimento immediato:

• Un anno fa, alla fila dei detrattori della “tangenzialina” si accodavano più o meno tutti, nel tentativo di accaparrarsi i voti dei cittadini contrari a quella strada. Il Partito Democratico fin dal 2009 era, ed è, contrario alla tangenzialina, per varie ragioni: eccessivo impatto su una delle poche aree verdi, con anche una valenza naturalistica, rimaste a cuscinetto tra Arese ed i comuni limitrofi; costituzione delle premesse per una nuova urbanizzazione, già prevista, tra la nuova strada e la A8; ridondanza rispetto all’allargamento della 5° corsia dell’A8; eccessiva vicinanza alle case esistenti su Arese. Un altro e diverso A.d.P. non avrebbe richiesto la realizzazione di quella strada.

• C’è ora chi accusa la politica di essersi distratta, presa com’era dalle elezioni amministrative del maggio 2012, e di non aver prestato attenzione all’approvazione del Piano Urbano della Mobilità (P.U.M.) e del Piano Generale del Traffico Urbano (P.G.T.U.) da parte del Commissario Chiodi. Vorremmo ricordarle che alla base della normativa urbanistica regionale vi sono concetti come: partecipazione dei soggetti che subiscono gli effetti delle scelte urbanistiche al processo decisionale, obbligo da parte dell’Amministrazione di informare adeguatamente i cittadini, trasparenza degli atti amministrativi. Nonostante la pubblicazione sul sito comunale, non sembra che P.U.M. e P.G.T.U. siano stati condotti in porto secondo questi criteri, ma piuttosto che siano stati licenziati in fretta e volutamente in sordina.

• Lei, Commissario, afferma che “uno dei presupposti che ha indotto il Comune di Arese ad approvare in tempi rapidi il P.G.T.U., in data 27.4.2012”, era stato il fatto che “solo attraverso l’approvazione di detto strumento si possano dare i necessari e cogenti indirizzi ai soggetti attuatori della trasformazione dell’area dismessa dello stabilimento ex Fiat-Alfa Romeo”. In realtà, è parso il contrario, ossia che la gran fretta fosse quella di approvare l’A.d.P. prima di trovarsi con una Giunta Regionale dimissionaria ed un Piano del Governo del Territorio non approvato, combinazione micidiale che avrebbe bloccato l’Accordo di Programma per molti mesi. L’instabilità del governo regionale e l’inefficienza delle amministrazioni comunali degli ultimi tredici anni vengono in questo modo fatte pagare ai cittadini. Lei inoltre sostiene che “la proposta del Comune di Arese non sarebbe altro che quanto già previsto nel vigente P.G.T.U. che oggi viene inserito in un organico e più puntuale processo temporale e finanziario”.

È vero che nel P.G.T.U., riferendosi agli assi Sempione/Resegone e Gran Paradiso/Nuvolari, si prevede l’adeguamento, con l’eliminazione dei semafori, la formazione di rotonde e la razionalizzazione di emissioni ed immissioni, tuttavia la classificazione resta quella di “Strade principali di quartiere” (sulle tavole sono indicate come “strade urbane di quartiere”) intendendo come tali gli “assi di accesso alla città, di collegamento tra i quartieri e destinati ad assorbire la quota di traffico di attraversamento (leggeri e pesanti)”. Non necessariamente quella quota di traffico deve tradursi nella realizzazione di un “Sistema viario di attraversamento” che tagli in due parti, letteralmente, la città. Questa è una scelta che non condividiamo e riteniamo da contrastare. Nel programma del centrosinistra per le amministrative del 2012 si parlava espressamente di una riduzione di larghezza (e quindi della velocità) delle carreggiate dell’asse Sempione/Resegone, per ricavarne una pista ciclabile radiale verso il centro. In linea generale le città lottano per spostare assi di attraversamento che tagliano in due il loro territorio: pensare che il nuovo P.G.T.U. di Arese preveda il contrario non è accettabile.

Infine, le decisioni precipitose (e forse un po’ troppo silenziose) contrastano con l’imminente tornata elettorale che deciderà la prossima amministrazione aresina. Sarà quello il momento in cui la popolazione potrà e dovrà esprimersi sulle idee e i progetti che riguardano il suo futuro. Il peggio che possa capitare a una comunità è di essere tagliata fuori dalla possibilità di conoscere e scegliere la propria visione della realtà. Di poter incidere concretamente sul proprio domani.

A ciò si aggiungono le esternazioni, davvero assai poco “istituzionali”, in merito al supposto silenzio della politica aresina sul tema. Ci lasci dire che la contrapposizione, oggi assai di moda, dei tecnici efficienti contro i politici inutili trova in questo caso poco spazio. Per due ragioni molto semplici. La prima, non tutte le forze politiche sono state in silenzio in questi anni. La seconda, che esistono responsabilità precise, tra chi era al governo e ha approvato provvedimenti assai discutibili, e chi stava all’opposizione. Dimenticare, o far finta di non ricordare, come siano andate le cose non è un buon servizio reso ai cittadini.

Ci auguriamo pertanto che Lei possa riflettere su quanto è avvenuto e possa riconsiderare, sulla base della sua esperienza e professionalità, le decisioni prese. Non tanto per favorire un progetto o un’idea politica. Ma per quel rispetto della comunità che il difficile compito assegnatole le impone di portare avanti.

Circolo PD di Arese

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