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Delmonte: “Era maggioranza illegittima”

05 dicembre 2011 – Scelgono il basso profilo il consigliere Carlo Delmonte e Arese Futuro per commentare la notizia delle dimissioni di Gianluigi Fornaro: “Alla fine quello che ai più sembrava inevitabile è accaduto, il signor Gianluigi Fornaro ha scelto la soluzione probabilmente più adeguata alla sua condizione di imputato: liberandosi dalle responsabilità di amministratore avrà modo di organizzare la strategia difensiva come meglio riterrà opportuno. Sicuramente anche i magistrati terranno in considerazione questo suo nuovo status e alleggeriranno le misure cautelari. Ora la vicenda è diventata un fatto quasi personale ed è giusto spegnere i riflettori sulla figura dell’ex sindaco e, per quanto possibile, cercare di comprendere e rispettare il dramma umano che stanno vivendo lui e soprattutto i suoi famigliari”. Delmonte non fa invece sconti dal punto di vista politico a chi ha deciso di mantenere in vita una maggioranza che definisce zoppa e illegittima: “Noi dell’associazione Arese Futuro ci rammarichiamo per le conseguenze politiche di questo suo gesto. Le dimissioni forzate della giunta, nei modi in cui sono avvenute, verranno annoverate come uno dei fatti più indegni che siano mai accaduti nel nostro paese”.

“Quel che più è peggio però – prosegue Delmonte – è il fatto che lo scioglimento del consiglio sia stato imposto dai magistrati e non, come vorrebbe la logica democratica, per senso di responsabilità verso i cittadini dai superstiti di una maggioranza zoppa e illegittima”. Delmonte fa anche una riflessione personale sul suo percorso politico e ravviva i vecchi rancori, mai sopiti, nei confronti della sezione aresina della Lega Nord dalla quale si è distaccato tempo fa: “Personalmente, sono molto sconfortato dal come si è conclusa questa avventura perché, anche se in minima parte, mi sento in qualche modo responsabile dell’accaduto. Nel periodo elettorale ero segretario cittadino della Lega Nord, l’ultimo ad essere stato delegato a tale carica con il voto unanime dall’ultimo congresso aresino del movimento, e, come noto, il gruppo padano sostenne nella tornata elettorale la candidatura Fornaro. Sembra un secolo fa, ma sono passati solo due anni e mezzo e con il senno di poi non ho alcun problema ad ammettere che il non aver saputo gestire quella scelta, che per amor di precisione ci venne imposta dall’alto per logiche discutibili, fu un passo falso. Non tanto per l’alleanza con il Pdl, cosa sulla quale non era possibile interferire in quanto i vertici del Carroccio la stavano imponendo in tutto il nord Italia, ma per la mia propensione alla correttezza, che in politica è una censurabile ingenuità, dovevo da subito manifestare il dissenso con dei no precisi, ne avevo la possibilità e la forza, invece per non scontentare pseudo-amici e nemici interni li ho sostituiti con dei forse e dei poi vediamo. Poi qualche sassolino me lo sono levato, ma avrei dovuto essere meno accondiscendente e anticipare i tempi. Comunque l’insegnamento, elementare ma non scontato, che ne ho tratto è che quando le persone assumono ruoli di rappresentanza e difendono interessi collettivi non devono avere tentennamenti, devono seguire la strategia democraticamente stabilita e avere il coraggio della coerenza, tenendo sempre presente che quando si trattano cose pubbliche si viene giudicati e giustamente richiamati a risponderne al gruppo di appartenenza e ai cittadini”.

Delmonte getta anche uno sguardo al futuro di Arese che, è questo il suo auspicio, alla fine da tutta questa vicenda potrà anche trarre qualche giovamento dettato dal rinnovamento della classe politica: “A essere ottimisti e scavando in profondità, è possibile trovare nelle disavventure del nostro paese un qualcosa di positivo, come si suol dire nelle peggiori sventure ci si accorge di avere delle risorse inaspettate. L’auspicabile azzeramento dei quadri che hanno governato Arese negli ultimi anni, a mio modo di vedere , farà emergere le potenzialità della nostra gente che probabilmente ridisegnerà una nuova classe amministratrice o perlomeno una che sia meno avida. Questa ventata di novità sicuramente determinerà un nuovo modo di governare, meno legato agli interessi clientelari e partitocratici e più vicino al territorio. Questo sarà la novità, un cambiamento che sicuramente permetterà alla nuova amministrazione della nostra cittadina di affrontare le impegnative decisioni future in modo più adeguato e consapevole”.