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Delmonte: “Facs deve essere un organo tecnico”

01 dicembre 2011 – Continuando nel nostro giro di opinioni riguardo gli eventi di questi ultimi giorni, è il turno del consigliere comunale Carlo Delmonte e di Arese Futuro di analizzare la situazione che si è venuta a creare valutando quali potranno essere gli scenari futuri per il centro sportivo. “Gli eventi si susseguono – dice Delmonte – e viste le ultime novità anche sul versante giudiziario, credo che ormai ci stiamo avvicinando al punto di rottura finale sia per la vicenda centro sportivo sia per la maggioranza di governo del paese. Sfruttando quindi la coincidenza noi, che non casualmente ci siamo denominati Arese Futuro, ci spingiamo a formulare qualche ipotesi e delle proposte che a breve possano individuare le risorse per riportare le strutture del centro ad un livello di prestigio degno della nostra città, condizione indispensabile per garantire il futuro dello sport aresino”.

Secondo Delmonte, per fare questo non si può che partire da una valutazione di quanto è stato, per evitare di commettere gli stessi errori che hanno portato alla situazione attuale… con una stoccatina finale alla Lega: “Occorre fare attenzione. Credo che per dar vita ad un progetto serio si debba trarre insegnamento dagli errori del passato e quindi vadano ripercorse con obiettività le vicende di questi ultimi anni, individuando responsabilità senza però trascurare, cadendo in un facile qualunquismo, le realtà positive da rivalutare. La cosa più difficile sarà la distribuzione delle colpe e non sono sicuro che gli amici padani ne siano esenti, poi molto dipenderà dall’esito della auspicata consultazione elettorale”. Nella visione di Delmonte non è necessario effettuare nessuna rivoluzione ma semplicemente bisognerebbe strutturare gli organi esistenti in maniera tale da permettere loro di svolgere adeguatamente il compito al quale sono preposti: “Comunque vada penso che, anche in osservanza ad obblighi legislativi, l’attuale schema di gestione del centro andrebbe mantenuto. Fondazione Arese Cultura Sport dovrebbe continuare ad operare, con qualche modifica statutaria e della convenzione per consentire l’allargamento del consiglio d’indirizzo e un ampliamento di poteri, rendendola prevalentemente tecnica ed operativa e, naturalmente, dotandola del personale adeguato per svolgere il suo compito”.

Delmonte, quindi, ritiene auspicabile una minore ingerenza della politica nella gestione di Facs: “Ovviamente Fondazione dovrà seguire gli indirizzi politici dell’amministrazione, che dovranno essere preventivamente concordati e resi pubblici. Va però ripensato il meccanismo di controllo sulla conduzione gestionale dell’ente, che fino al precedente consiglio d’indirizzo era affidato a persone designate dalle forze politiche proporzionalmente alla rappresentanza in Consiglio Comunale (ora è blindato e monocolore). Credo che sarebbe opportuno liberare la nuova gestione da questo fardello e affidare la verifica periodica del suo operato ad un comitato o qualcosa di simile espresso dalla politica ma che lasci libertà d’azione all’istituto. Inoltre, sarebbe saggio garantire la trasparenza sottoponendo in Consiglio Comunale relazioni semestrali a conferma della realizzazione dei programmi stabiliti”.

Delmonte non rinnega la scelta di un partner privato, oggi unica strada per gestire un impianto come il centro sportivo, ma anche in questo caso a suo parere quanto accaduto in passato dovrebbe servire per ricalibrare la proposta: “E’ molto importante anche l’apporto dei privati, a cui oggi non è possibile rinunciare. Forti però della recente esperienza, penso sia abbastanza superfluo suggerirne la limitazione di poteri e la loro individuazione tramite strumenti regolati della normative vigenti. Considerando che gli obiettivi di costi zero e la funzione sociale-educativa spesso non coincidono, servirà anche un po’ di coraggio per adottare qualche scelta impopolare. Ecco perché è preferibile un consiglio sconnesso dalla politica, che dovrà mettere in preventivo anche qualche perdita”. La ricetta per gestire adeguatamente il centro sportivo dunque non può che essere quella individuata due anni fa. Ma il lavoro da fare è molto e, secondo Delmonte, perché si arrivi a una soluzione adeguata non si potrà prescindere da un confronto costruttivo tra tutte le forze politiche: “Le azioni da intraprendere sono ardue e complesse, appesantite dal fardello della pregressa cattiva gestione: l’appianamento dei debiti, il recupero degli utenti, la dismissione del rapporto con Intese, lo stato di abbandono di parte della struttura… È un’importante sfida contro la quale tutti i movimenti politici aresini dovranno confrontarsi, un argomento sul quale si giocherà molta della credibilità di quanti si candidano a governare il nostro paese”.