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“Dovremo svegliare sindaci con i clacson?”

26 febbraio 2015 – Sull’onda lunga della serata pubblica con i sindaci di Arese, Lainate e Rho e della chiusura del ponte di Passirana (leggi qui), si registra un intervento a commento di Gente di Arese. “Premettiamo – esordiscono dalla lista civica – che abbiamo apprezzato molto la scelta dei tre sindaci di presentarsi in prima persona davanti a una platea, agguerrita e a volte feroce, che non ha lesinato critiche e pure qualche insulto. Anche se si è solo parzialmente responsabili non è facile ‘metterci la faccia’, e ci sono molte altre persone corresponsabili nelle varie amministrazioni comunali che, invece, durante la serata si sono limitate a restare sedute in platea ed ad applaudire a comando. Onestamente però il ‘leitmotiv’ dell’incontro, portato avanti fino allo sfinimento dai tre primi cittadini, non ci sembra né adeguato, né corrispondente alla situazione”.

In particolare sono tre le affermazioni dei sindaci alle quali il gruppo pensa che questi abbiano risposto in maniera inadeguata: la prima è il fatto che solo a metà gennaio si sarebbe saputo che Autostrade avrebbe chiuso il ponte per settimane e non per i due giorni previsti; la seconda è l’affermazione che i sindaci non sono controllori dei lavori e che il loro ambito è quello dei tavoli tecnici e istituzionali; la terza il fatto che, vista la prossimità dell’inderogabile apertura di Expo i Comuni non avessero possibilità per modificare il programma dettato da Autostrade. “Ebbene – sostiene Gente di Arese – noi da cittadini ci chiediamo: ma il sindaco cosa ci sta a fare? Va bene quando c’è da consegnare qualche premio o tagliare qualche nastro, invece quando ci sono da difendere il territorio e i diritti delle persone non può fare nulla? Questo gioco dello scaricabarile poi non è serio, ci sembra la difesa durante il processo del comandante Schettino: io sono il comandante, il responsabile assoluto, però la colpa è dei miei ufficiali e della società armatrice. L’equazione quindi è colpa di tutti uguale colpa di nessuno”.

I sindaci, dunque, secondo quanto sostenuto da Gente di Arese avrebbero mancato il loro compito, accettando le condizioni imposte da Autostrade: “Alcuni di noi – sostiene la civica – nel proprio lavoro partecipano a progetti che coinvolgono diverse figure: consulenti, fornitori esterni, project manager, tecnici. Di solito il capo progetto non resta ad ascoltare passivamente annuendo a quello che dicono i vari attori presenti. Il capo progetto tipicamente non ha competenze tecniche però sa che non bisogna fidarsi, e allora verifica i piani di progetto, utilizza tecniche di gestione del rischio, cerca di mettere fiato sul collo alle persone, verifica le scadenze. Tutto questo non ha nulla a che fare con l’attività di un sindaco? Il sindaco non è un capo progetto, ma la legge, e soprattutto la democrazia e il consenso popolare, gli mettono a disposizione diversi strumenti da utilizzare per gestire tali situazioni e per tutelare i cittadini. Tutto questo non è stato fatto o almeno è stato fatto solo parzialmente e con forte ritardo, e qui si apre la porta a un’altra critica che muoviamo in particolare verso il sindaco di Arese, Michela Palestra”.

Critica che va ad abbracciare anche il progetto viabilità e l’ascolto dei cittadini, che sarebbe attuato solo in caso di forti proteste: “Come già nella gestione del caso della viabilità – sostiene Gente di Arese – sembra che la nostra amministrazione si svegli dal torpore solamente quando i cittadini, esasperati da scelte calate dall’alto e che li colpiscono direttamente, si organizzano spontaneamente, raccolgono firme, indicono manifestazioni, insomma, alzano la voce. Ma l’amministrazione comunale non dovrebbe essere leggermente più proattiva? Non sarebbe meglio prevenire certi problemi, utilizzando semplicemente un po’ di buon senso, piuttosto di dover gestire situazioni in cui tutti sono arrabbiati e tutti perdono? O forse si preferisce non alzare troppo la voce tanto oramai la gente può sopportare di tutto, magari per non pestare i piedi a qualcuno di importante che potrebbe mettere in difficoltà gli amministratori stessi?”.

Il finale è ancora dedicato al ponte: “A questo punto – conclude Gente di Arese – sembra che i giochi siano fatti, o almeno così ci dicono. La conquista dei sindaci, nell’incontro con Autostrade per l’Italia e con il Prefetto, è stata ottenere il riempimento di qualche buca sulle strade e qualche giorno anticipato per l’apertura del ponte. Nel nostro piccolo l’esperienza in merito a ‘come funzionano le cose nel nostro Paese’ e vista l’inaffidabilità dimostrata nello specifico dall’interlocutore Autostrade per l’Italia, ci lascia pensare che tali impegni possano tranquillamente non essere rispettati, adducendo chissà quali scuse o cause di forza maggiore. Il giorno 14 marzo vedremo se il ponte sarà effettivamente riaperto o se dovremo ancora scuotere i sindaci dal loro torpore. Eventualmente la sveglia gliela daremo noi con i clacson delle nostre auto in coda”.

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