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Facs, ecco il verbale della Provincia

23 ottobre 2013 – “Il giorno 2 ottobre, alle ore 10,30, i rappresentanti della Provincia di Milano e del Comune di Arese, si sono incontrati presso la direzione del Settore Professioni del Welfare e Terzo Settore della Provincia di Milano al fine di condividere riflessioni e azioni in riferimento alla Fondazione Arese Cultura e Sport”. Inizia così il documento, firmato dell’addetto all’istruttoria Luciano Schiavone, che la Provincia ha inviato all’amministrazione a seguito dell’incontro tra i due enti per la valutazione della situazione di Facs. E si conclude con una frase che non lascia spazio a interpretazioni: “Lo stato di inattività attuale (di Facs ndr) non può che determinare la chiusura della Fondazione in questione”. I punti che hanno portato a questa conclusione sono essenzialmente tre e, scrive la Provincia, hanno permesso di rilevare “la situazione di inattività della Fondazione”.

Al primo punto viene indicata la “precarietà del consiglio di indirizzo, la cui maggioranza dei membri ha presentato proprie dimissioni”. Il secondo rilievo è la “assenza di risorse finanziarie e/o comunque capaci di produrre redditività”. Il terzo punto è il “non interesse del Comune di Arese nel continuare tale esperienza (volontà che si manifesta con la non opportunità di sostituire con altri membri il Consiglio di indirizzo attuale)”. Il primo e il terzo punto della relazione della Provincia vanno, quindi, a convalidare la strategia tenuta dall’amministrazione nella vicenda Facs, visto che proprio il suo non agire ha avvalorato la constatazione di inattività di Fondazione.

L’amministrazione, con una successivo documento del sindaco Michela Palestra ha poi chiesto un’integrazione del documento della Provincia, che è stata accolta dalla Provincia stessa. “Ritengo importante – scriveva Palestra – integrare, poiché corrispondente a quanto effettivamente dichiarato nella circostanza, il verbale dell’incontro del 2 ottobre 2013 con i due punti seguenti”. Il primo di questi punti riguarda la vicenda del pignoramento, e questa è l’integrazione inserita nel verbale: “E’ stata rilevata da parte del Comune di Arese l’inerzia del Consiglio di Indirizzo di fronte ad azioni giudiziali subite e assenza di iniziative (sino a prova contraria) in tema di deliberazione dello stato di pericolo ed inattività che si protraeva da diversi mesi”. La seconda nota integrativa dettaglia, invece, le ragioni del non interesse del Comune: “Il non interesse del Comune di Arese nel continuare tale esperienza – si legge nella nota integrativa – trova fondamento anche nel fatto che, in relazione all’oggetto sociale della Fondazione (cfr Atto Costitutivo e Statuto art. 2 Scopi), il Comune ha già provveduto ad affidare la gestione dei relativi servizi (gestione del Centro Sportivo Davide Ancilotto e della Scuola civica di musica) a soggetti terzi. L’Amministrazione Comunale pertanto, più che la precarietà del Consiglio di indirizzo, ne ha rilevato l’inattività“.

Cosa accadrà ora che Provincia e Comune sono arrivate a una sintesi condivisa su Fondazione? La procedura, in questi casi, prevede che gli atti vengano trasmessi alla Regione, che è il solo Ente che può procedere alla  estinzione e cancellazione delle fondazioni. La Provincia, infatti, agisce con delega e può quindi fornire valutazioni nel merito ma non intraprendere azioni risolutive. “La linea tenuta dall’amministrazione – ha dichiarato in consiglio comunale Michela Palestra – è stata ritenuta corretta dalla Provincia. Malgrado le critiche che ci sono state mosse, questo era l’iter da seguire, perché per poter richiedere alla Regione lo scioglimento di Fondazione era fondamentale ottenere una relazione della Provincia che avvalorasse e validasse tale richiesta, con la constatazione della situazione di inattività di Fondazione”.

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