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Fiorito e la “calda estate aresina”

14 agosto 2012 – Pippo Fiorito, segretario del circolo cittadino di Rifondazione Comunista, interviene su quello che definisce come il caldo agosto aresino: “Gli aresini si ricorderanno bene dell’agosto 2012, non solo per le elevate temperature, ma anche per l’esplosione delle crisi politica, amministrativa e sociale che si sono profondamente incrociate. Dal mio punto di vista si può sintetizzare una situazione, ben più complessa, in due capitoli principali: le dimissioni del sindaco Ravelli e l’esplosione del caso amianto nella scuola Silvio Pellico di via Col di Lana. Due capitoli inseriti nel contesto dell’area ex Alfa Romeo, con tutto il suo carico di dolore e sofferenza dei lavoratori rimasti disoccupati”. Ed è proprio dalla scuola che inizia l’analisi di Fiorito: “Parto dal secondo capitolo, il caso amianto alla scuola Silvio Pellico, che può essere a mio parere assunto come paradigma di una gestione sbagliata e burocratica da parte della Direzione Didattica e del Comune di Arese. Attorniati da funzionari e addetti che hanno sublimato la loro arroganza nel non informare famiglie e ragazzi per tempo, con molti di loro ancora non sanno che non rientreranno nella loro scuola a settembre, hanno permesso che i lavori nella scuola fossero effettuati in modo non appropriato proprio quando, nel contempo, i ragazzi giocavano nei giardini confinanti. Ora, a pagare saranno gli studenti, le famiglie, le casse del Comune (300 mila euro solo per il trasporto a Pero). E’ singolare che nessuno parli dei lavoratori, sia di quelli che hanno messo sottosopra parte della scuola per poter effettuare le ripetute analisi, che, pare, ora siano monitorati, sia di coloro che per anni hanno lavorato in quella scuola, insegnanti, Ata, dirigenti scolastici che è possibile abbiano respirato, con gli studenti, fibre d’amianto degradato e volatile. Questi lavoratori dovranno essere tutelati ed essere sottoposti a controlli periodici”.

Pur partendo da questa critica, il segretario di Rifondazione non è però convinto della bontà di alcune soluzioni alternative proposte in questi giorni: “A coloro che indicano l’area ex-Ancifap come la soluzione aresina meno disagiata, vorrei suggerire di visitare l’area all’interno, prima di fare simili affermazioni, ciò per evitare di fare la classica figura dei dilettanti allo sbaraglio. Io frequento l’area nelle domeniche di apertura dell’Associazione Mato Grosso e posso dire che, per rendere utilizzabile tale area come scuola, ci vorrebbero ingenti investimenti e almeno un anno di lavoro. Non basterebbe certo il tempo che ci separa dall’inizio dell’anno scolastico, a meno che non si vogliano mettere dei container o dei prefabbricati stile terremotati nel cosiddetto campo di calcio”.

Dopo la scuola è quindi il turno della crisi di maggioranza: “Veniamo ora al primo capitolo – prosegue Fiorito – quello delle dimissioni del sindaco Ravelli. Sulla vostra pagine Facebook si sono duellate tre scuole di pensiero: quelli che sostengono la teoria della manovra tattica, affermando che le dimissioni siano unicamente finalizzate alla ricerca di una nuova maggioranza per poi essere ritirate, tesi che io non condivido; quelli che sostengono che Ravelli non farà marcia indietro, teoria alla quale anch’io m’iscrivo per la semplice constatazione che la maggioranza è implosa e che nemmeno l’attaccatutto potrà reincollarla. Poi ci sono, a mio parere i più pericolosi, che propongono una maggioranza a tempo di Ravelli, dandosi pochi e urgenti obiettivi per poi votare una volta raggiunti”. Il riferimento al Movimento 5 Stelle non è assolutamente casuale, anche se il discorso di Fiorito è più ampio: Quest’ultima teoria ha avuto la sua massima espressione nel Movimento 5 Stelle, rappresentato dalla consigliera Laura Antimiani, ma trova consenso in una parte di elettori, sia del centro destra, che del centro sinistra. Siamo dentro alla più vecchia e radicata tradizione italiana del trasformismo. Mi chiedo come sia possibile che la rappresentante del Movimento 5 Stelle possa pensare di poter dettare i tempi e i temi di cosa debba fare il sindaco. Mi chiedo anche come sia possibile che, una parte dei cittadini di Arese, pensi ad un governo di salute pubblica, cioè a una sospensione della democrazia. Guardare la realtà in faccia può fare male, ma a essa non si sfugge”.

Secondo il segretario di Rifondazione la soluzione percorribile per uscire dalla crisi è una sola, il commissario prefettizio, al quale sarà però necessario ricordare sempre cosa hanno scelto gli aresini per la loro città: “Ad Arese arriverà sicuramente un commissario prefettizio, che spero non sia il già noto dottor Chiodi, e si tornerà a votare quanto prima. E’ indispensabile e prioritario prepararsi a far sentire tutti i giorni il fiato sul collo al commissario, affinché rispetti i punti dei programmi dei partiti maggiormente votati dai cittadini, ad esempio, il no al Centro Commerciale e il no alla Tangenzialina e alle speculazioni edilizie, ma anche controllando l’operato dei tecnici comunali che saranno i veri artefici di ciò che si farà, spesso nel silenzio assoluto. E poi al voto e, questa volta, senza carte truccate e senza uomini della Provvidenza…”.

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