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Fiorito: “Unica strada le dimissioni Ravelli”

13 luglio 2012 – Nella dibattito sulla tenuta della maggioranza interviene anche Rifondazione Comunista, con un lungo comunicato che verrà distribuito domani nella zona del mercato e che fa una dettagliata ricostruzione di parte di quanto successo dalle elezioni amministrative in poi. “Le recenti elezioni – dice Pippo Fiorito, candidato alle amministrative nelle liste di Sinistra per Arese – hanno visto trionfare la lista civica guidata da Pietro Ravelli. Gli aresini hanno vissuto queste elezioni come l’occasione per punire i vecchi partiti che avevano governato la città negli ultimi 15 anni (Udc, Pdl e Lega), votando una lista non proprio innovativa nella sua composizione, sia per anzianità anagrafica che per passato politico, ma non hanno premiato chi aveva lavorato per una costruttiva opposizione come il Pd, Prc e Sel. La composizione della lista vincente la competizione elettorale, che si era presentata come paladina della trasparenza e della meritocrazia, è davvero interessante; vi hanno trovato posto esponenti provenienti da varie esperienze politiche, lo stesso Pietro Ravelli era stato consigliere comunale democristiano, oltre a Franco Sarto, alla signora Fossati e via dicendo. Il vero regista della campagna elettorale, è stato Andrea Costantino, fondatore dell’Associazione Aresefuturo,  il cui nome è poi diventato anche quello della Lista Civica”.

Fiorito e Rifondazione ricostruiscono quindi tutta le serie di eventi, definendo quanto successo il Watergate aresino. “Probabilmente – dice Fiorito – molti aresini hanno votato Ravelli perché considerato un uomo probo e onesto, un missionario, come definitivo dalla moglie, impegnato nel volontariato che si era donato alla politica dopo essere stato per 30 anni medico di base, durante i quali aveva curato intere generazioni di aresini con amore e disinteresse, e ritenevano che con gli stessi sentimenti potesse curare la politica aresina, da sant’uomo, una specie di Celestino V della città di Arese. Il movimento tellurico è però ormai inarrestabile e tutti noi stiamo assistendo alla messa a nudo di un modo di far politica, a nostro parere non trasparente”.

E Rifondazione Comunista vede una sola strada per uscire da questa situazione: “Noi riteniamo – dice Fiorito – che, per il bene di Arese e per evitare di far sprofondare la città nelle sabbie mobili dei trasformisti della mala politica, resti un’unica via, vale a dire che, proprio come Celestino V, il sindaco Ravelli si presenti dimissionario al prossimo consiglio comunale permettendo che, in primavera, in concomitanza con le elezioni politiche, si torni a votare. Il nostro auspicio è che si torni a votare e siamo fiduciosi che il consenso degli aresini vada a premiare programmi chiari e persone competenti e coerenti, che abbiano come punto fermo il bene comune. Nonostante i recenti tentativi di rilancio, l’epoca dell’uomo della provvidenza, fortunatamente, è finita da tempo.

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