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Fornaro si avvale della facoltà di non rispondere

27 settembre 2011 – Si è tenuto ieri l’interrogatorio di garanzia del sindaco Fornaro e di altri due accusati di truffa nella vicenda del gas, che ha portato nei giorni scorsi al fermo cautelare di cinque persone (leggi qui). Diverso l’atteggiamento degli accusati: mentre Mauro Cattaneo, consigliere comunale di Lainate, ha risposto alle domande e rigettato le tesi dei pubblici ministeri, Carlo Enrico Brambilla (rappresentante di Sige Srl, società di cui – secondo l’accusa – Fornaro e Cattaneo sarebbero soci occulti) e Gianluigi Fornaro si sono invece avvalsi della facoltà di non rispondere. Il fermo degli indagati, essendo stato richiesto direttamente dal giudice per le indagini preliminari Micaela Curami, non richiede alcuna convalida.

In attesa di sviluppi dell’inchiesta, dell’eventuale rinvio a giudizio o di possibili azioni di commissariamento da parte del prefetto, la palla passa ora su un terreno prettamente politico. Questa sera, a partire dalle 20, si terrà all’auditorium Aldo Moro una seduta del consiglio comunale in cui – tra l’altro – si prenderà atto delle dimissioni dell’assessore Salvatore Crisafulli, autosospesosi lo scorso marzo a seguito di un avviso di garanzia ricevuto in merito all’inchiesta sul rifacimento delle coperture scolastiche (leggi qui).

La situazione della giunta è ora paradossale: tre assessori (i leghisti Bartolini e Seregni, a seguito della mancata approvazione di una mozione sulla convenzione Comune-FACS – leggi qui – oltre al già citato Crisafulli) hanno lasciato l’incarico e tutte le più importanti deleghe (tra cui lavori pubblici, urbanistica, sport, ambiente e servizi sociali), oltre a quelle proprie del sindaco, sono finite nelle mani del vice-sindaco Carlo Giudici, dell’UDC. Giudici era stato sconfitto come candidato sindaco nel 2009 ed è stato eletto con un partito che non si era apparentato con Pdl e Lega (quest’ultima ormai estromessa), ma nonostante questo si trova oggi a governare la città con un’influenza superiore a quella di chi le elezioni le ha invece vinte. Questo ha scatenato le opposizioni, che chiedono a gran voce le dimissioni della giunta, oggi ridotta a quattro componenti. Il consiglio comunale di questa sera si preannuncia quindi piuttosto “caldo”.

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