Home Politica

Gente di Arese: “E la giunta va al mare…”

30 luglio 2012 – Anche Adriano Ferrio e Gente di Arese, la lista civica che aveva partecipato alle ultime amministrative con Unione Italiana, prendono posizione sulle recenti vicende aresine. E lo fanno esprimendo solidarietà al Pietro Ravelli persona ma criticando, in parte, il Pietro Ravelli sindaco e, soprattutto, Aresefuturo: “Gente di Arese prende atto delle dimissioni del Sindaco Pietro Ravelli e desidera esprimere la propria solidarietà al medesimo per la vicenda che di sicuro l’avrà provato umanamente, viste le pressioni subite in questo periodo e le delusioni che avrà dovuto vivere. Analizzando però la questione dal punto di vista politico non possiamo che restare esterrefatti dal susseguirsi degli eventi e dalla loro velocità. Sicuramente per Arese si è stabilito un nuovo record di brevità di mandato, ma non crediamo ci sia molto da esser fieri. Nonostante la comprovata esperienza di alcuni membri di Aresefuturo è incredibile come il movimento stesso e il suo candidato sindaco siano arrivati impreparati al momento in cui avrebbero dovuto governare, prova ne sia il fatto che i nomi dei componenti della giunta sono usciti dopo l’elezione, e non prima, come invece avvenuto per altri candidati”.

A pagare le conseguenze di quanto sta accadendo, secondo la civica saranno Arese e gli aresini: “Purtroppo, anche questa volta, ingenuità, disattenzioni e i soliti insopportabili e miopi interessi personali, hanno prevalso sul bene comune. Le conseguenze di scelte sbagliate di pochi ricadranno sulle spalle di tutti, tutti i cittadini di Arese. Sì, perché un governo tecnico, il probabile commissariamento nel nostro caso, non è mai una scelta buona, ma una scelta obbligata che porta alla sospensione temporanea della Democrazia. Il governo Monti in un certo modo ne è l’esempio più lampante. Solitamente i problemi non si risolvono da soli, e come le malattie gravi, hanno questa inesorabile tendenza ad ingigantirsi  e a diventare irrisolvibili. Certo molti problemi potranno essere risolti successivamente, ma a quale costo? E anche in questo caso l’Italia stessa, dove ora si tenta di risolvere in pochi mesi i problemi che ci trasciniamo da 30 anni, ne è un buon esempio”. Ferrio esprime poi preoccupazione per l’eventuale arrivo di un commissario prefettizio: “Ad Arese i problemi sono tanti e si chiamano: Adp area ex-Alfa Romeo, Csda, scuole di via Col di Lana, tanto per citarne alcuni. Le decisioni più importanti saranno prese ora da un commissario prefettizio, che non dovrà rispondere del proprio operato a nessun cittadino, che probabilmente non vive su questo territorio, e che in ogni caso non subirà le conseguenze delle proprie decisioni, giuste o sbagliate che siano. Quello che manca inevitabilmente ad un commissario è appunto il senso di responsabilità, e purtroppo lo stesso si più dire delle persone che hanno governato Arese in questi due mesi”.

Ferrio conclude manifestando la sua delusione nei confronti di Aresefuturo che, come Gente di Arese, si presentava come lista civica senza poi esserlo stata all’atto pratico: “Vorrei dire al dottor Ravelli che la sua scelta di dimissioni, probabilmente inevitabile, è giunta nel momento peggiore ed è frutto di precedenti decisioni sbagliate, opinabili, guidate anche da cattivi consiglieri. Gente di Arese è una lista civica, e come tale ha visto con speranza la vittoria di una lista civica, un segno di rinascita non solo per Arese ma per tutta la nazione: i cittadini, la gente, che prende finalmente in mano il timone del proprio futuro, senza più delegare tale lavoro a professionisti della politica. Ma per essere una lista civica non basta una etichetta, bisogna esserlo nelle persone, perché le organizzazioni in sé non esistono, sono solo un agglomerato di uomini e donne che agiscono con uno scopo e seguendo dei principi. E l’attività politica, nonostante interpreti spesso inadeguati, resta uno scopo nobile. Purtroppo ad Arese anche questa lista civica ha fallito: troppi interessi, troppi personalismi. A questo punto l’iter di legge è abbastanza chiaro, il Sindaco ha tempo venti giorni per confermare le proprie dimissioni, sempre che nel frattempo non si inventi una nuova maggioranza. Poi sarà nominato un commissario che ci porterà a nuove, logoranti e soprattutto dispendiose elezioni. E per parafrasare il grande statista Winston Churchill, nella nostra “Finest hour” al posto di essere forti e farci carico delle nostre responsabilità, ce ne siamo andati al mare”.

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese.