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Gherardi spiega il suo no a Seregni

02 aprile 2012 – Gherardo Gherardi, che concorrerà alla carica di primo cittadino per Pdl, Udc e Pensioni & Lavoro, è stato l’unico candidato sindaco a declinare l’invito del candidato leghista Massimiliano Seregni a partecipare al dibattito pubblico sul Centro Sportivo organizzato dalla Lega per il prossimo 12 aprile (leggi qui) all’interno del Csda. Oggi Gherardi spiega le ragioni del suo no: “Preferirei, in tutta sincerità, dover rispondere e commentare altri inviti, con contenuti davvero diversi e utili al dibattito politico. Respingo questa proposta. Non ho paura di sentir insinuare da qualcuno che mi assento perché voglio sottrarmi. Non ne ho paura perché non è così, e mi spiego. Innanzi tutto non è da parte di uno dei candidati che deve venire un invito a dibattere. Non ne ha la veste, non è istituzionalmente autorizzato a farlo”. Una questione di metodo quindi, ma non solo questo, come sottolinea il candidato di centrodestra.

“Secondo punto – continua Gherardi – questo invito di Massimiliano Seregni ha ben poco a che fare con la Politica, nemmeno quella con la p minuscola, la nostra, della nostra cittadina, quella legata alle faccende del territorio. Ha molto a che fare, invece, con un tentativo di proporre una sfida. Vuol dire tentare di usare l’argomento per scaldare la competizione, presumendo di ottenere un vantaggio. A parte che i vantaggi previsti o presunti difficilmente si realizzano nella realtà, il tentativo ha un forte sapore demagogico, in parole povere si sfrutta l’emozione per ottenere un consenso. Sarebbe come invitare un personaggio famoso alla presentazione del programma. Bella figura, ma distoglierebbe dall’obiettivo. Mentre c’è bisogno di ragionare con freddezza mentale, in modo pragmatico, su una cosa che è importante. Questo atteggiamento, invece, alla città può costare molto”. Un’iniziativa come quella leghista, secondo Gherardi può finire per risultare controproducente: “Quello del centro sportivo è un argomento serio, da trattare con lucidità. Possiamo compromettere il futuro del centro sportivo, se facciamo i passi sbagliati. Il tema Csda è importante, ma viene proposto con colpevole superficialità. Un pubblico dibattito su una faccenda che suscita tanto interesse immediato, può essere fatto, ma non certo nel luogo prescelto. In più, invitare i candidati sindaci a dibattere un tema sul quale si pensa di essere forti, per di più in un luogo ritenuto  simbolico, attribuisce all’argomento una importanza eccessiva e un valore che non corrispondono alla realtà. Quello del Centro sportivo è solo uno dei temi, e con ogni probabilità è anche quello con la soluzione più vicina. Non facile, ma vicina”.

Gherardi, infine, critica questo tipo di approccio alla campagna elettorale: “Anche in questo ambito, quello della competizione elettorale, si deve scegliere se speculare su quelli che una volta si definivano i bassi istinti, oppure affrontare con serietà e volontà di soluzione il passaggio critico e arrivare dall’altra parte indenni. Voglio anche dire con chiarezza: per parlare, confrontarsi, dibattere, occorre soprattutto una cosa, la terzietà. Non è qualcosa legato all’invecchiamento, significa che sia il promotore sia il moderatore devono essere imparziali, e aggiungo che lo devono essere tanto nei confronti degli invitati quanto anche dell’argomento. Per queste ragioni non accetto e respingerò anche in futuro questo genere di inviti. Se evitassimo di cercare di segnare punti per noi stessi e cominciassimo a tentare di far segnare punti ad Arese, sarebbe più utile”.

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