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Giudici e Pepe: sede tecnica o politica?

03 febbraio 2015 – Tra le interrogazioni alle quali è stata data risposta nel corso del consiglio comunale di settimana scorsa, c’era anche quella presentata da Arese al Centro in merito “all’esposto-denuncia del 16 aprile 2014, presentato dal sindaco alla Procura della Repubblica” (leggi qui). La vicenda è sempre quella relativa al licenziamento di una dipendente di Smg (leggi qui), con Arese al Centro che, in sostanza, sostiene di non avere ricevuto risposte soddisfacenti e documentazione esauriente dopo la richiesta di accesso agli atti fatta dai centristi. In particolare nella sua interrogazione Arese al Centro chiede “come sia possibile che un’amministrazione pubblica attraverso il sindaco che ne è il responsabile pro-tempore, emetta un esposto-denuncia molto circostanziato e completo di allegati alla Procura della Repubblica, ne dia debita informazione al consiglio comunale e i documenti richiamati non siano stati assunti al protocollo del Comune”.

A rispondere all’interrogazione è stato il sindaco Michela Palestra, che ha confermato e così motivato il fatto che i documenti non sono stati protocollati: “Confermo come da voi affermato – ha detto il sindaco – di avere dato informazione dell’avvenuto esposto al consiglio comunale, per rispetto verso lo stesso, anche se l’atto citato non è mai stato protocollato in quanto ho provveduto personalmente all’avvio della procedura legale e quindi senza oneri a carico dell’amministrazione”. Una risposta che non ha soddisfatto Carlo Giudici di Arese al Centro, che ha cercato di ottenere un parere tecnico-legale dal segretario comunale Paolo Pepe in merito alla procedura adottata dal sindaco, chiedendo “se un documento di questo genere può uscire dal Comune senza che sia stato preventivamente protocollato, se si può ricorrere alle prestazioni di un avvocato senza avere preventivamente formalizzato un atto di affidamento dell’incarico e se non sarebbe giusto che questi documenti fossero trasmessi al consiglio comunale”. Il segretario comunale non è però entrato nel merito della questione, sostenendo che l’ambito delle interrogazioni è politico e che la sua funzione non entra nel merito delle questioni politiche.

Su questa risposta si è però innestata una discussione piuttosto accesa tra Giudici e Pepe, con il consigliere di Arese al Centro a sostenere che la sua richiesta è tecnica, e quindi nella sfera di competenza del segretario: “La sede è questa – ha sostenuto Giudici – perché stiamo parlando di questioni di pubblico interesse e non chiedo un giudizio politico ma un giudizio di legittimità”. Pepe è però stato irremovibile nella sua posizione, dando la piena disponibilità a rispondere alle domande di Giudici ma non durante il consiglio comunale: “In questa sede – ha chiuso il segretario comunale – c’è stato un atto politico, vale a dire l’interrogazione, al quale è seguito un altro atto politico, e cioè la risposta del sindaco. Se il consigliere Giudici vuole parere tecnico, formuli la sua richiesta, la protocolli e io risponderò alle domande che mi verranno poste nella sede che mi compete. Delle risposte che darò potrà poi fare quello che desidera, anche renderle pubbliche”.

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