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Ieri in consiglio mozione referendum viabilità

04 luglio 2014 – Il consiglio comunale di ieri sera è stato occasione per affrontare nuovamente il tema della viabilità, in virtù del fatto che due delle mozioni all’ordine del giorno, presentate dal Movimento 5 Stelle ed entrambe bocciate, riguardavano questo argomento. La prima chiedeva di indire una consultazione referendaria sul progetto viabilità (leggi qui), mentre la seconda, parzialmente superata dalle modifiche apportate al progetto e rese note nella giornata di mercoledì (leggi qui), riguardava il futuro assetto degli assi Nuvolari e Gran Paradiso (leggi qui). In aula la discussione si è concentrata prevalentemente sull’aspetto politico, con quasi tutti i partiti di minoranza che hanno contestato all’amministrazione il fatto di avere posto come elemento qualificante del proprio programma elettorale i referendum, e la maggioranza che ha dal canto suo sostenuto che il progetto viabilità, per come è stato realizzato, soprattutto nella sua ultima stesura, corrisponde in pieno a quanto prospettato in campagna elettorale sull’argomento.

In particolare il sindaco Michela Palestra ha letto quella parte del programma del Patto Civico dove a proposito di viabilità si sosteneva che in caso di vittoria l’amministrazione si sarebbe impegnata ad “attuare una revisione generale della viabilità comunale ed in particolare degli assi Resegone/Sempione e Gran Paradiso/Nuvolari/Varzi con l’obiettivo di ridurre la velocità, disincentivare il traffico di attraversamento ed aumentare la sicurezza stradale consentendo il recupero di spazio per parcheggi e piste ciclabili”. Il citassimo programma del Patto Civico è però stato ripreso anche dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Ugo Scarparo, che ne ha letto la parte relativa alla partecipazione dei cittadini nella quale si manifestava la volontà di “coinvolgere i cittadini nelle scelte importanti (Urbanistica, Investimenti, Viabilità, Servizi Pubblici) attraverso referendum consultivi”. Un simpatico intermezzo lo ha regalato il consigliere Luigi Muratori di Arese in Testa che, sostenendo che se non era volontà della maggioranza sottoporre effettivamente al giudizio dei cittadini il piano viabilità, allora i suoi esponenti alle passate elezioni avrebbero dovuto votare per lui, che era stato il candidato che in campagna elettorale aveva dichiarato la sua contrarietà all’utilizzo dei referendum per temi complessi.

Al di la di come dovesse votare alle passate elezioni, la maggioranza ha però contestato e rigettato l’accusa di avere fatto dietrofront sul tema della consultazione popolare. Le ragioni portate a sostegno di questa tesi sono che l’ascolto e la consultazione non passano solo per lo strumento del referendum ma possono anche essere attuate in altre forme più funzionali e costruttive. Paola Pandolfi del Pd ha sostenuto questa tesi elencando tutti gli incontri organizzati in questi mesi dalla giunta sul tema viabilità e ha ribadito che proprio in virtù dell’avere ascoltato la città è stato poi presentato un piano viabilità sostanzialmente differente da quello originale, apportandogli modifiche proprio in quelle parti che i cittadini ritenevano critiche.

Prescindendo dall’aspetto politico, il piano viabilità è stato affrontato anche dal punto di vista “tecnico”, con il consigliere Giuseppe Bettinardi di Arese al Centro che ha sostenuto che le modifiche attuate non cambiano la sostanza delle problematiche che la città si troverà ad affrontare in merito al traffico di attraversamento. Secondo Bettinardi, infatti, sistemare le strade interne senza intervenire, come hanno fatto gli altri Comuni della zona, su quelle esterne non permetterà ad Arese di evitare il traffico di attraversamento che deriverà da Expo e dal centro commerciale. Sul tema della viabilità esterna è però intervenuto il sindaco, che ha sostenuto che il completamento di questo progetto non esclude che l’attenzione dell’amministrazione sulla viabilità esterna sia comunque molto alta. Palestra ha però ricordato che se si parla di interventi esterni, per i quali non c’è nessuna preclusione, la discussione si deve allargare necessariamente a livello sovracomunale, in quanto all’interno dei nostri confini comunali non esistono spazi dove realizzare una viabilità periferica. Dal canto suo il Pd, confermando non c’è alcuna preclusione a parlare di viabilità esterna a livello sovracomunale, ha comunque sostenuto che la soluzione non passa necessariamente per la tangenzialina, opera per la quale i democratici hanno ribadito la propria contrarietà.

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