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Il centrodestra presenta la squadra

03 aprile 2012 – Auditorium pieno per circa due terzi ieri sera per la presentazione delle liste della coalizione  guidata da Gherardo Gherardi e della quale fanno parte Pdl, Udc e Pensioni&Lavoro. Ma si sa, l’elettorato tipo del centrodestra è piuttosto “pigro” e poco propenso alla partecipazione, concetto ripreso anche durante la serata quando Giuseppe Bettinardi diceva che il suo principale timore in questo momento era che la gente non andasse a votare, fatto questo che penalizzerebbe in particolar modo la sua coalizione. La prima parte delle serata ha visto i tre rappresentanti dei partiti che fanno parte dell’alleanza elettorale presentare, chiamandoli al centro dell’emiciclo, tutti i componenti delle rispettive liste. Per il Pdl ha parlato Massimo Milani, membro del direttivo del partito che sostituiva il coordinatore Massimo Cormanni assente per motivi di lavoro. Milani identificava i punti chiave del programma elettorale, sottolineando anche il profondo rinnovamento della squadra di persone presenti in lista.

Cesare Valentinuzzi di Pensioni&Lavoro evidenziava come il suo partito fosse la vera novità di questa tornata elettorale, oltre che la dimostrazione tangibile del fatto che i temi di pensioni e lavoro, oggi prioritari, non sono un’esclusiva della sinistra. Per l’Udc interveniva il segretario cittadino Giuseppe Bettinardi che, presentando la lista dell’Unione di Centro, dedicava un saluto particolare a Gino Perferi che ha preferito, con il rammarico della segreteria Udc, non ricandidarsi al consiglio comunale. Dopo i segretari veniva il turno del candidato sindaco Gherardi Gherardi che faceva una rapida carrellata su tutti i punti del programma della coalizione di centrodestra con però una premessa: “Più che di programma questa sera vi parlerò di intenzioni. Perché ho visto bellissime idee nei programmi degli altri che però, troppo spesso, non tengono conto della realtà anche economica. Mi sono candidato per dare una mano, perché ho pensato che senza un volto nuovo avremmo regalato Arese alla sinistra. In tutta la mia vita professionale, come chirurgo e come amministratore del dipartimento di chirurgia del polo ospedaliero Salvini, sono sempre stato per il fare piuttosto che per il parlare. Credo di avere una buona esperienza nella gestione di un ente pubblico, dove mi è capitato anche di dover prendere decisioni scomode ma necessarie per il bene dell’ente”.

Nella carrellata fatta da Gherardi sul programma, particolarmente interessante e netta è stata la posizione sull’AdP per l’area ex Alfa: “Ora dirò una cosa sconvolgente, l’AdP ci va bene così e non siamo particolarmente interessati al recupero dei comuni esclusi dal tavolo. Oggi Arese si trova in una posizione privilegiata e, francamente, più che preoccuparmi per gli altri è questo che mi interessa. Mi piacerebbe chiedere a coloro che criticano con veemenza l’AdP, se sono sicuri che agli aresini non interessi avere, per esempio, un centro commerciale. Sento tante posizioni demagogiche sull’Accordo di Programma, posizioni che mi sembra siano molto di comodo in ottica elettorale. Ma la realtà è un’altra ed è che quell’area è allo sfascio, va bonificata e bisogna agire in fretta. Io credo che anche la peggiore azione sia di gran lunga migliore della situazione attuale”. Gherardi ha poi lanciato anche una frecciatina a qualche concorrente, che non è certo difficile identificare, dicendo: “Qualcuno si vanta essere nato Arese, come se questo fosse garanzia di poter essere un sindaco migliore. Ebbene, io non sono nato qui ma ho scelto di venirci ad abitare 24 anni fa, una scelta fatta con piena consapevolezza perché mi piaceva questa città e quindi mi piacerebbe che rimanesse così. E questo a livello motivazionale vale più che un presunto diritto di nascita”.

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