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Il sindaco risponde alle domande del PD

03 agosto 2011 – “Buongiorno, sono Fornaro. Ho letto la lettera che vi ha inviato il PD (leggi qui) in merito all’intervista che vi ho rilasciato (leggi qui) e credo che una mia risposta alle loro dieci domande sia dovuta. Ha da scrivere?”. Lo confessiamo, qualche secondo dopo aver risposto al telefono abbiamo alzato gli occhi al cielo pensando che la nostra redazione balneare si allontanava ancora di qualche ora! Comunque riponiamo le pinne e prendiamo la penna. “Innanzitutto – dice Fornaro – vi ringrazio nuovamente per avere riportato correttamente la nostra conversazione ma mi dispiaccio che le mie affermazioni siano state evidentemente e palesemente strumentalizzate dal PD. E questo non è un buon segnale circa la reale volontà dei democratici di arrivare a una soluzione per il CSDA, visto che il PD strumentalizza ogni iniziativa intrapresa dall’amministrazione comunale a fini politici e senza tenere in considerazione che alla fine lo sta facendo sulla pelle dei cittadini. Comunque procediamo analiticamente e risponderò a tutte le dieci domande contenute nella lettera”. Bene, pensiamo, almeno una parte del lavoro, quella di preparare le domande, l’abbiamo evitata! E quindi via con le domande contenute nella lettera dei democratici e con le risposte del sindaco.

1. Il 18 luglio scorso si è tenuto un consiglio comunale aperto sullo specifico tema del CSDA. Perché l’ipotesi dell’avviso pubblico non è stata comunicata agli oltre duecento cittadini intervenuti, dal momento che il Sindaco dichiara che la “soluzione” è in predicato da almeno due mesi?
Come avete fatto notare anche voi, io nel consiglio comunale del 18 luglio la questione l’ho affrontata e non solo nella mia relazione. Credo che tutti i presenti si ricordino, infatti, di come al termine delle domande del pubblico io ho sollecitato l’intervento dell’avvocato Muratori (il portavoce del Comitato Spontaneo Genitori ndr) presente all’assemblea e che nel farlo ho proprio espressamente detto in aula che al suo Comitato era stata prospettata la soluzione degli ambiti sportivi chiedendogli se fossero stati eventualmente interessati a partecipare al bando per la gestione del calcio che era il settore di maggiore interesse per loro. Al di la di quanto detto nella mia relazione ho quindi proprio comunicato all’assemblea la soluzione di cui si parla nell’intervista. E’ quindi totalmente falso quanto afferma il PD nella prima domanda. Voglio poi aggiungere che tutte le associazioni sportive aresine erano da tempo al corrente di questa opportunità visto che l’avevo loro illustrata nel corso di numerosi incontri. Tra queste associazioni c’è naturalmente anche il CCSA per il quale, come per tutte le altre associazioni, nel rispetto dei ruoli istituzionali il mio interlocutore è stato il suo presidente Guido De Metrio.

2. Il nuovo presunto avviso pubblico rivolto alle associazioni sportive da chi verrà emesso in considerazione del fatto che FACS, il naturale gestore convenzionato degli impianti, non dispone oggi degli organismi statutari?
Il nuovo avviso pubblico viene emesso proprio da FACS. Quando Fondazione è decaduta il suo presidente Pogliani è rimasto in carica per il disbrigo della gestione ordinaria e l’ultimo suo atto, prima delle dimissioni, è proprio stato quello, nel pieno rispetto delle sue prerogative, di deliberare l’emissione dell’avviso pubblico di interesse.

3. Gli obblighi derivanti dal precedente avviso pubblico del luglio 2010, vinto da Intese, come si conciliano rispetto alla nuova iniziativa?
Non vedo come c’entrino gli obblighi di Intese con l’avviso pubblico rivolto alle associazioni sportive del territorio. Nella manifestazione di interesse dello scorso anno, gli obblighi del partner a progetto speciale riguardavano la gestione e la riqualificazione del Centro Sportivo e non la gestione dello sport che era demandata alle associazioni. La costituzione di Arese Sport e delle altre associazioni riconducibili a Intese non era un obbligo derivante dalla manifestazione di interesse ma un’operazione del partner a progetto speciale supplementare rispetto alle cose che sarebbe stato necessariamente tenuto a fare.

4. Perché dopo aver provveduto in tutta fretta, a metà giugno, all’avviso pubblico per il rinnovo del consiglio d’indirizzo di FACS, nonostante sia pervenuto un numero elevato di candidature, il Sindaco non ha dato corso alle nomine?
Perché, mi verrebbe da dire, sarei stato accusato di fare nomine balneari! Al di la della facile ironia, alle nomine di FACS ci voglio pensare bene anche perché, contrariamente a quanto afferma il PD, all’interno della maggioranza c’è dialogo e, proprio su suggerimento della Lega, stiamo valutando una ristrutturazione di FACS che possa rendere Fondazione più funzionale ed efficace allo scopo che le abbiamo assegnato. In questo contesto di riorganizzazione non voglio procedere a nomine affrettate e non escludo nemmeno di riaprire il bando per la nomina dei consiglieri.

5. Perché nell’intervista a QuiArese si evoca la presenza di Intese nel ruolo di investitore privilegiato non avendo ancora sottoscritto alcun contratto per il conferimento della gestione degli impianti? Ed a che titolo quest’ultimo incasserebbe i canoni di affitto da parte delle società sportive in violazione della convenzione Comune –Facs esistente? Quale è il ritorno dell’investimento del partner privato che ora, a differenza del primo avviso pubblico del luglio 2010, non gestirebbe neppure direttamente le attività sportive? E quali garanzie avrebbero le società sportive nel versare canoni ad un intermediario sprovvisto di regolare contratto?
Nell’intervista a QuiArese non ci si riferisce in alcuna sua parte a Intese come a un investitore privilegiato ma la si definisce come gestore del centro sportivo.
Per quanto riguarda la parte contrattuale, la convenzione con il Comune stabilisce chiaramente all’articolo 5 comma 3 che FACS può affidare in toto o in parte i suoi obblighi a un’altra società da lei individuata, come si può chiaramente leggere nella terza pagina della mia relazione al consiglio comunale del 18 luglio che voi avete pubblicato integralmente (leggi qui). Ed è questo il rapporto contrattuale vigente tra FACS e Intese con quest’ultima che, come da convenzione, agisce per conto di Fondazione, tra le altre cose, nella riscossione dei canoni, nella manutenzione del centro sportivo e nell’assunzione degli obblighi derivanti dalla sua attività.
Per quanto riguarda la gestione diretta delle attività sportive da parte di Intese, ribadisco che la manifestazione di interesse non vincolava Intese a farsene necessariamente carico. Trovo però curioso che prima il PD si scagli contro quello che definisce un conflitto di interessi del gestore che controlla società sportive e poi affermi che ci sarebbe stato un obbligo in tale senso nella manifestazione di interesse. Sono francamente perplesso…
Per quanto riguarda le garanzie alle società sportive che pagheranno il canone a Intese, devo anche in questo caso ribadire che Intese agisce in surroga a FACS e che quindi tutte le garanzie di potere svolgere l’attività sportiva verrebbero, come è sempre stato da FACS. Io credo che da questo punto di vista sarebbero forse più FACS e Intese a dovere essere preoccupate, visto che, al di la di tutto, nessuno garantisce loro i pagamenti da parte delle associazioni sportive operanti nel centro.

6. Il Comune ha verificato la sostenibilità economica da parte delle società/associazioni sportive che chiama ad avviso pubblico sulla base dei canoni già richiesti ad ugual titolo solo pochi mesi fa, quali ad esempio quelle prospettate al CCSA, rivelatesi immediatamente insostenibili?
La suddivisione in ambiti è stata fatta proprio per rendere più sostenibili le tariffe di locazione. Quelle attualmente in vigore tengono infatti conto di numerose voci di spesa tra le quali una delle più rilevanti è data dall’incorporazione delle utenze nel canone di affitto degli spazi. Le porto l’esempio pratico dei costi relativi al piano sportivo presentato dal CCSA per l’anno 2011/12 che in base alle tariffe vigenti si assestavano intorno ai 180.000 euro. E’ chiaro che questa cifra è difficilmente sostenibile perché la tariffazione incorpora il costo delle utenze che è complessivamente di circa 280.000 euro all’anno. La suddivisione del centro sportivo in ambiti, con l’obbligo per le associazioni di farsi carico direttamente delle utenze, permetterà al gestore di ridurre drasticamente il canone d’uso degli impianti. E’ altrettanto chiaro che scorporare non comporta un risparmio diretto perché comunque la somma di canone e utenze sarebbe sempre la stessa. Se non fosse per il fatto che, noi ne siamo convinti, una responsabilizzazione diretta delle associazioni che hanno in uso gli impianti sul pagamento delle utenze, non potrà che portare a una drastica riduzione dei consumi derivante da una maggiore attenzione all’efficienza e a evitare gli sprechi. E’ il classico esempio che viene definito la condotta del buon padre di famiglia e cioè un atteggiamento più responsabile che ha per risultato una maggiore efficienza e un risparmio economico.

7. Non ritiene il Sindaco che sia quantomeno inopportuno dichiarare l’individuazione di un potenziale gestore del calcio, il GSO, prima ancora di procedere alla pubblicazione dell’avviso? E’ così certo il primo cittadino che lo stesso gruppo sportivo abbia deliberato la partecipazione al prossimo avviso pubblico?
Lo avete già puntualizzato voi di QuiArese nella prefazione alla lettera del PD. Quello del GSO era semplicemente un esempio che avevo portato per dire che l’interesse che il progetto aveva generato nelle associazioni era stato notevole. Il sindaco non solo non ha parlato esclusivamente con il GSO ma non ha nemmeno la facoltà di prendere decisioni in merito a chi assegnare gli spazi. Io, come ho già detto, ho parlato con tutte le associazioni, dal CCSA al GSO a quelle più piccole. E proprio a queste ultime, ne sono convinto, il progetto offrirà tutte quelle opportunità di trovare spazi nel centro che non hanno mai avuto, non lo scorso anno ma storicamente; e le spiego perché. Se un’associazione sportiva prende in gestione, poniamo, l’ambito palestra e non lo occupa integralmente, non potrà che valutare con interesse qualunque proposta di una piccola realtà interessata a usufruire di una parte delle ore disponibili contribuendo alle spese che sono in carico direttamente a chi gestisce l’ambito. E questo avrà come conseguenza la pluralità dell’offerta e conseguentemente un miglior livello del servizio. Senza contare che lo sfruttamento intensivo della palestra genererebbe quel fatturato necessario per condurre l’attività.

8. Come si concilia questa iniziativa con la forte presa di posizione pubblica della Lega nord, partito di maggioranza, che solo pochi giorni fa ha richiesto la revoca della convenzione tra Amministrazione comunale e FACS e l’estromissione di Intese?
La Lega Nord ha più volte ribadito che fa parte di questa maggioranza e che con questa maggioranza vuole trovare una soluzione alla vicenda del centro sportivo. La Lega, tramite l’assessore Bartolini, ha anche confermato in un’intervista uscita oggi sul Giorno che ha condiviso in toto il progetto degli ambiti sportivi con la responsabilizzazione delle associazioni sul pagamento delle utenze. Con loro abbiamo ancora una visione diversa sul punto C della convenzione ma stiamo lavorando insieme per arrivare a una sintesi dei nostri punti di vista. Le dicevo poca fa, ad esempio, che stiamo pensando di ridefinire il ruolo di FACS, andando nella direzione auspicata dalla Lega. Io capisco che il PD possa sperare che tra noi e i leghisti ci siano contrasti ma non è così. C’è un confronto, magari anche duro ma sereno, tra le componenti di una maggioranza che continua a essere forte e che vuole trovare al suo interno una soluzione definitiva in grado di accontentare non il PD ma i cittadini di Arese.

9. Non ritiene il Sindaco che sia giunto il momento di fare chiarezza sul costo complessivo dell’operazione inopinatamente avviata nel luglio scorso, determinando gli oneri reali a carico del pubblico, gli oneri sostenuti ed introitati dal partner privato, i contenziosi aperti dal gestore privato, nonché la regolarità delle numerose iniziative intraprese all’interno della struttura?
Mi perdoni ma trovo questa domanda pretestuosa. Voglio comunque tranquillizzare il PD circa il fatto che l’amministrazione sta conducendo tutte le verifiche del caso. E non solo sul 2010/11 ma anche sugli anni precedenti.

10. In questo quadro chi si occuperà del cospicuo volume di investimenti annunciato di cui al p.to C) del precedente avviso pubblico?
Anche questa è una domanda pretestuosa. Ho più volte detto in consiglio comunale e a tutte le parti politiche che, in base a quanto richiesto dalla manifestazione di interesse, Intese ha avanzato una proposta per interventi di riqualificazione che potrebbero raggiungere un massimo di 12 milioni di euro. Quegli investimenti dovranno però essere valutati e approvati dalla giunta e dal consiglio comunale dove, ce lo auguriamo, potrebbero anche raccogliere il consenso della minoranza. In pratica, come la minoranza dovrebbe sapere, il partner a progetto speciale si è detto disponibile a investire 12 milioni di euro ma la decisione finale sugli interventi da eseguire e sulla loro entità spetterà all’amministrazione e al consiglio comunale. Riguardo alla riqualificazione posso anche dire di avere avuto numerosi incontri con il presidente del CONI lombardo con il quale stiamo valutando tutte le possibilità esistenti in ambito non solo tecnico ma anche economico.

Dopo avere dato la sua risposta alle dieci domande del PD, Fornaro ha però ancora qualche cosa da aggiungere: “Come dicevo, questa lettera del PD non è stata un bel segnale circa le reali intenzioni della minoranza. Se avessero voluto, avrebbero potuto prenderla come un’offerta di mediazione e un’opportunità per iniziare a parlare tutti insieme e concretamente di soluzioni, visto che l’avviso di interesse risolve proprio quello che era uno dei loro rilievi principali e cioè il conflitto di interessi del gestore che controllava anche le società sportive. Un conflitto di interessi che a mio parere non c’era ma che comunque questa iniziativa va a risolvere. Il PD ha invece preferito strumentalizzare anche questa proposta, rendendo chiaro quello che è il loro reale e unico interesse nella vicenda del centro sportivo e cioè strumentalizzarla a fini politici. Non tenendo in considerazione quelle che sono le legittime esigenze dei cittadini che hanno tutti i diritti di potere praticare sport. Me ne rammarico perché io avevo fatto un passo che andava incontro alle loro richieste e mi sarei aspettato che venisse interpretato come un’opportunità di lavorare insieme a una soluzione. E invece, lo ribadisco, ancora una volta questa opportunità è stata sprecata a fini politici e opportunistici. Tanto che mi viene da pensare che ai democratici, della gestione dello sport e dei cittadini che lo praticano non interessi nulla e che nella vicenda del CSDA vedono solo la vana speranza di mettere in difficoltà la maggioranza. E con questo chiudo e, se me lo consente, vorrei approfittare dell’occasione per inviare a tutti i lettori di QuiArese i miei auguri di felici e serene vacanze”.