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Il WWF e la riqualificazione dell’area Alfa

3 dicembre 2010 – “Costruiamo la rete ecologica della Lombardia”, è questo l’appello lanciato dal WWF in occasione dell’incontro all’auditorium pubblico organizzato il 27 novembre dal Comitato Difendiamo Arese, da Legambiente e dal Coordinamento Area Alfa – Un altro progetto è possibile, per parlare del futuro dell’area  dopo la bocciatura dell’Accordo di Programma Alfa Romeo del mese scorso.

“L’accordo di programma fallito aveva, quale conseguenza irrimediabile per tutta la rete ecologica della Lombardia, la distruzione di un corridoio ecologico primario, corrispondente al tracciato della Dorsale Verde Nord di Milano, e di importanza primaria per la preservazione delle connessioni tra gli habitat ancora presenti nel nord milanese, pure terribilmente frammentati per colpa di una urbanizzazione senza eguali, che in alcuni Comuni raggiunge punte di consumo di suolo sino

all’85%. A tutela di questa rete ecologica la società civile ha dedicato risorse e cura, come testimoniano i progetti, finanziati da Fondazione Cariplo, e coltivati dal WWF, dai Parchi, e dalle Università, per azioni concrete di ricostruzione delle connessioni ecologiche, tutte ampiamente partecipate dalla popolazione – spiega Paola Brambilla, presidente WWF Lombardia, delegata EXPO 2015 WWF Italia -. E’ questa popolazione matura, consapevole, che sa che più ambiente vuol dire più salute, che ha respinto, con i comitati e con la decisione coraggiosa del Comune di Rho, quell’accordo di programma che speriamo fosse l’ultimo tentativo di svendita del territorio alla lobby del cemento. A sostegno di questa lotta, assicurando un impegno sempre in prima linea per una vera green economy, il WWF Lombardia e il WWF Groane, che in questi luoghi si prende cura di tante piccole ma importanti oasi, rifugio di biodiversità: e il 2010 è l’anno della biodiversità”.

Il WWF, la più grande e diffusa organizzazione non governativa a livello mondiale, ha promosso una strategia di conservazione della biodiversità basata su un nuovo approccio: la conservazione eco regionale, c.d. ERC (eco-regional conservation) che si basa su una mappatura scientifica della biodiversità, sulla valorizzazione dei patrimoni locali e su un approccio partecipativo. Tale metodo, tra l’altro in linea con i principi della Dichiarazione di Rio, è stato oramai internalizzato dalla comunità scientifica

A seguito della mappatura internazionale della biodiversità, condotta dagli scienziati del WWF, sono state classificate 200 ecoregioni prioritarie a livello mondiale, di cui ben due si trovano in Italia: l’ecoregione alpina e l’ecoregione mediterranea. E l’Italia è lo stato con maggiore biodiversità di tutti i paesi europei: 57.468 specie animali (8,6% endemiche) e 12.000 specie floristiche (13,5% endemiche).

I singoli WWF nazionali hanno poi proseguito l’azione di individuazione delle ecoregioni a livello nazionale e regionale; così in Italia, in particolare in Lombardia, grazie al supporto di FLA (Fondazione Lombardia per l’Ambiente) e di Regione Lombardia, sono state individuate due ecoregioni: l’Ecoregione Alpina e l’Ecoregione pianura padana, in cui sono localizzate oltre cinquanta aree prioritarie: aree straordinarie per la biodiversità che attualmente vi è stata censita, legate tra loro da corridoi ecologici, varchi da mantenere, da ricostruire deframmentando altri varchi, connettere la biodiversità.