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In consiglio comunale Casa di riposo e PGT

18 luglio 2013 – Ieri sera si sono svolti due consigli comunali, il primo dei quali aveva come argomenti principali all’ordine del giorno due punti sulla Casa di riposo Gallazzi-Vismara, mentre il secondo era interamente dedicato alla presentazione della road map che porterà all’approvazione del Piano di Governo del Territorio (PGT). Per quanto riguarda la Casa di riposo, ne è stato presentato il bilancio relativo all’esercizio 2012, l’ultimo disponibile, dal quale si evince che il fatturato dell’azienda speciale è stato di poco superiore ai 5 milioni di euro. L’assessore Augurusa ha spiegato che la Casa di riposo vera e propria comprende nel suo bilancio anche le attività della farmacia comunale e che, dovendo ripartire i rispettivi volumi di affari, la prima genera circa l’80 per cento del fatturato mentre la seconda il 20 per cento. Ipotizzando di suddividere anche il risultato finanziario, risulterebbe che nell’esercizio 2012 la Casa di riposo ha perso 72.000 euro mentre la farmacia ne ha guadagnati 91.000. A questo proposito il consigliere della Lega Nord Vittorio Turconi si diceva stupito del fatto che le farmacie private generassero profitti importanti mentre quelle pubbliche stentassero ad arrivare a pareggio, e chiedeva che l’amministrazione approfondisse questo aspetto. Un’affermazione contestata però da Augurusa, il quale faceva notare come 91.000 euro annui di utile non potessero essere considerati come un profitto marginale.

Terminato il capitolo bilancio con la sua approvazione, l’assemblea ha affrontato il punto relativo alla richiesta di modifica dello Statuto della Gallazzi-Vismara. “Il consiglio comunale – ha esordito Augurusa – è chiamato ad approvare una modifica sostanziale allo Statuto della Casa di riposo, una modifica che è in netta controtendenza con le recenti variazioni apportate dal commissario”. Augurusa ha spiegato e confermato l’interpretazione normativa data dalla giunta, e cioè che i dirigenti comunali, o comunque le funzioni direttive del Comune, non possono fare parte del CdA della Gallazzi-Vismara, perché si troverebbero in una condizione di conflitto di interessi. Interpretazione differente da quella del commissario Pavone, che solo qualche mese fa aveva stabilito che presidente e CdA della Casa di riposo non dovessero essere nominati all’esterno ma selezionati tra il personale degli uffici del Comune: “Noi riteniamo – ha spiegato Augurusa – che l’articolo 4 del D.L. 95/2012 non sia applicabile alla Casa di riposo, perché questa è un’azienda speciale e non una società privata. Le aziende speciali, infatti, operano in regime pubblico e, pur avendo autonomia gestionale e statuto, sono sottoposte al controllo del consiglio comunale. E si trovano quindi in un regime differente da quello delle società partecipate, che sono, invece, a tutti gli effetti equiparate a quelle private”.

Augurusa ha anche confermato il conflitto di interessi che esisterebbe tra l’essere membro del CdA della Casa di riposo e il ricoprire funzioni direttive in seno all’amministrazione: “Secondo noi questo conflitto di interessi esiste e con questa modifica statutaria lo andiamo a risolvere. Vorrei anche precisare per ricoprire ruoli di carattere dirigenziale non bisogna necessariamente essere dirigenti, e che lo possono fare anche coloro che sono inquadrati come funzionari. E’ chiaro che in questa richiesta di modifica dello statuto ci sia anche un tema politico, ma deve essere altrettanto chiaro che questo non ha nulla a che vedere con gli aspetti normativi, che esistono e sono oggettivi”. Augurusa ha concluso escludendo che tra i requisiti necessari per ricoprire ruoli in seno al Cda possa essere messo il possesso di una laurea: “Mi domando se questa debba essere una condizione necessaria e se sia giusto escludere a priori figure che abbiano una comprovata esperienza in materia, pur non essendo laureate. Noi pensiamo che le scelte vadano fatte sui curriculum e sulle esperienze, e questo è quello che posso garantire faremo nella scelta dei nuovi membri del consiglio di amministrazione”.

Concluso il primo consiglio comunale, è iniziato il secondo, quello relativo al PGT, convocato in seduta aperta. “Gli indirizzi del PGT – ha premesso il presidente dl consiglio Veronica Cerea – sono formalmente questioni di delibera di giunta. Stasera, però, pur non essendo prevista una votazione nel suo merito, la giunta ha deciso di presentare comunque il PGT al consiglio comunale, perché questo documento rappresenta un punto importante per il futuro della città. Per il clima di trasparenza che vogliamo caratterizzi questa amministrazione, abbiamo quindi deciso di indire un consiglio comunale aperto, per parlare del PGT non solo con la minoranza ma anche con tutti i cittadini. E avendolo convocato come consiglio aperto, i cittadini possono intervenire con le loro osservazioni e le loro proposte”. Conclusa l’introduzione di Cerea, ha preso la parola l’assessore Ioli, che così ha esordito: “Stiamo approvando un PGT il cui processo è partito nel 2005 e la cui scadenza è a fine anno. Purtroppo in questi otto anni la politica si è dimostrata assente, perché prima di me l’unica persona ad avere chiesto informazioni sul PGT è stata il commissario Pavone. Fortunatamente i tecnici hanno comunque portato avanti il progetto, a prescindere dall’assenza della politica. E hanno anche fatto un ottimo lavoro”. Un’introduzione, quella di Ioli, che non è piaciuta all’opposizione, e che è stata contestata, nel punto dove l’assessore aveva parlato di assenza della politica, dal consigliere Bettinardi ai Arese al Centro.

Ioli, con il supporto di una serie di slide, ha poi illustrato il percorso che farà il PGT da qui a giugno 2014, data entro la quale dovrà necessariamente essere licenziato in via definitiva, pena il commissariamento dell’attività. Nei prossimi mesi, pur con i tempi ridotti dettati dalla vicinanza della scadenza, il PGT sarà oggetto di presentazione ai cittadini e alle associazioni del territorio, che avranno a disposizione due periodi di 60 giorni durante i quali potranno avanzare osservazioni e proposte di modifica o integrazione. In linea generale il PGT, come è strutturato oggi, prevede una serie di interventi mirati alla salvaguardia del territorio, anche se, come conferma Ioli, gli spazi di manovra non sono ampi: “Sul consumo di territorio – conferma l’assessore – possiamo fare ben poco, perché siamo già a un valore altissimo, il 62 per cento. Dovremo quindi andare a recuperare quello che resta. E in questo contesto la salvaguardia e il recupero dei terreni agricoli, per questa giunta vale tanto quanto qualunque altra opera. Procederemo anche alla riqualificazione delle aree industriali dismesse, cercando di recuperare quei capannoni presenti in aree ormai prevalentemente residenziali”. Tra gli altri enunciati del PGT ci sono l’incentivazione della bioedilizia e della qualità architettonica, la riconnessione delle aree verdi, come ad esempio Valeria, Parco del Lura e Parco delle Groane e, a sud, la connessione della zona del canale scolmatore verso il laghetto Morganda, facendo in modo entrambi si connettano poi con la città. In questo contesto si inserirà anche la sistemazione delle piste ciclabili, dove quella ad anello esistente verrà ricongiunta in tutte le sue parti e potenziata con delle radiali.

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