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Interviene il coordinatore PDL Cormanni

13 ottobre 2011 – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Massimo Cormanni, consigliere comunale e coordinatore del PDL di Arese

Egregio direttore,
mi permetto di intervenire sulla vicenda ‘’mandiamoli a casa‘’ perché ritengo sia opportuno riportare i ragionamenti nell’alveo del buon senso. La campagna elettorale impropriamente avviata sta’ calpestando i fondamentali valori che devono essere osservati per dare senso compiuto al progresso culturale etico e morale senza i quali una società, una comunità quale noi siamo smette di essere tale. Andiamo con ordine: il sindaco è oggetto di indagine, viene sospeso; quindi la giunta deve andare a casa! Questo ragionamento implicitamente porta con sè che si è già alla condanna e che tutti i componenti della maggioranza PdL e UDC siano collusi. Così invece non è poiché ciò che viene contestato al sindaco riguarda atti solo ed esclusivamente suoi. Il provvedimento sospensivo emesso dal prefetto e la conseguente possibilità di far proseguire la giunta lo confermano.

Valutiamo ora i vantaggi per la comunità di un commissariamento prefettizio, cosa che accadrebbe se la giunta dovesse lasciare “le sedie“: immobilismo totale poiché il commissario procederebbe alla sola ordinaria amministrazione. Abbiamo lavorato due anni al fine di rispettare i vincoli imposti dai “tagli verticali”, ingiusti per i comuni virtuosi come il nostro, e ora che siamo in condizione di far finalmente partire le opere più importanti inserite nel programma elettorale votato dalla maggioranza degli aresini e sottoscritto dall’UDC dovremmo abbandonare?! A chi giova? Abbiamo praticamente azzerato i debiti estinguendo i mutui accesi negli anni scorsi, contenuto le spese correnti con grossi sacrifici di tutta la struttura e ora vogliamo dare compimento all’avvio dei lavori per la nuova biblioteca e gli altri investimenti necessari a far ripartire il centro sportivo in modo sostenibile sia dal punto di vista economico che della qualità delle infrastrutture. In una situazione di difficoltà evidente ed incontestabile come questa in una famiglia ci si unisce, ognuno con i suoi ruoli e funzioni, ottimizzando gli sforzi per raggiungere obbiettivi di comune interesse. Al contrario io vedo che si sta’ agendo esclusivamente per un effimero interesse particolare a scapito di quello collettivo.

E’ responsabile tutto ciò? Noi vogliamo dimostrare la nostra responsabilità, a questa responsabilità ci riferiamo, anche se ciò comporta  grossi sacrifici emotivi. Siamo convinti che sarebbe irresponsabile e segno di egoismo individuale “mollare”. Il prezzo politico per il partito che rappresento sarà sicuramente pagato: giustamente in caso di condanna passata in giudicato poiché il principale compito di un partito è selezionare le persone che candida, ingiustamente pagato anche in caso di proscioglimento eventualità nella quale ovviamente noi confidiamo. Io spero, anzi invito, il principale partito di opposizione a non abbandonare il consiglio comunale, sarebbe un gesto sbagliato, miope che alimenta l’odio ingiustificato di chi è giustizialista a prescindere. Pensateci bene cari concittadini perché sabato prossimo non sarà solo un fazzoletto bianco a sventolare ma un nodo scorsoio sul patibolo con buona pace della Giustizia e della Democrazia. Mi permetto di allegare una testimonianza di ciò che intendiamo noi per coerenza: un’intervista recente rilasciata a Milano Italia dal Presidente della Provincia di Milano già coordinatore regionale onorevole Guido Podestà sul caso Penati:

Aree Falck/ Podestà: sono garantista per principio
Giovedì, 1 settembre 2011 – 17:55:00
“Sono garantista per principio e lo resterò, su qualsiasi posizione di chiunque, osservo e leggo con attenzione ma non mi permetto di commentare in questo momento: c’e’ una magistratura inquirente che sta indagando, fa il suo dovere, c’e’ una magistratura giudicante che nel caso sarà chiamata ad esprimersi, io aspetto”. Così il presidente della Provincia Guido Podestà ha risposto interpellato a palazzo Isimbardi, a margine di un incontro con una delegazione cinese, sulla vicenda giudiziaria che coinvolge il suo predecessore, Filippo Penati. Interpellato anche riguardo alla polemica sull’assessore comunale Pierfrancesco Maran, Podestà non ha voluto commentare: “Io non entro in questo tipo di discorsi”.

Massimo Cormanni
PdL Arese