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La ricetta di Augurusa per il Csda

07 febbraio 2012 – E’ evidente che uno dei temi principali della prossima campagna elettorale sarà la vicenda del Centro Sportivo Davide Ancilotto. Ed è proprio su questo argomento che si registra l’intervento del candidato del centrosinistra Giuseppe Augurusa che, partendo dalle recenti dimissioni di presidente e consiglieri di Facs (leggi qui) esterna il suo punto di vista. Un punto di vista che Augurusa aveva già illustrato nei giorni scorsi al commissario prefettizio e che, partendo dalla situazione di Facs, definisce quella che sarà, in caso di vittoria alle elezioni del maggio prossimo, la strategia del centrosinistra per arrivare alla risoluzione dell’intricata vicenda. La partenza di Augurusa è però retrospettiva e, come dicevamo, prende spunto dall’abbandono di Carli: “Con le seconde dimissioni del gruppo dirigente della Fondazione Arese Cultura e Sport – dice Augurusa – si apre una nuova fase nell’intricata vicenda del Csda. Incerta per troppo tempo se recitare la parte del soggetto privato nelle cui disponibilità vi fosse la possibilità di gestire in proprio ogni tipo di negoziazione, compresa l’assegnazione degli impianti pubblici, e quella di intercapedine, presunta o reale che fosse, tra amministrazione pubblica (azionista di maggioranza relativa) e gestore delle attività sportive, Fondazione è di fatto uscita di scena. Non altrettanto, però, si può dire del suo debito”.

“Il venir meno dell’amministrazione – dice il candidato del centrosinistra – ha certamente rappresentato una delle ragioni, non l’unica e forse non la più importante, che ha reso impossibile l’azione del gruppo dirigente di Facs che, va riconosciuto, a differenza del precedente, ha perlomeno ascoltato le nostre numerosissime segnalazioni in ordine ai gravi problemi della gestione. A tale proposito è utile ricordare che nell’ultimo anno le nostre preoccupazioni si sono concretizzate in una richiesta motivata alla Giunta di revoca dell’assegnazione a Intese, una denuncia circostanziata all’Autorità di vigilanza degli appalti pubblici, una richiesta di commissariamento al Prefetto e in una relazione dettagliata all’autorità giudiziaria. Tutto ciò non ha impedito alla Giunta di procedere con sorprendente pervicacia nella direzione che oramai tutti conosciamo e i cui effetti sono ampiamente visibili. Con le dimissioni di Facs si conclude quindi la fase dell’equivoco ma resta il problema della gestione attuale e soprattutto, futura del centro sportivo”.

Augurusa individua poi i cinque passi che, a parere del candidato del centrosinistra, sarebbe necessario intraprendere per dare un nuovo assetto allo sport aresino per il futuro: “In prima battuta – dice Augurusa – è necessario sollevare il coperchio sui conti di Facs: è a tutti evidente che la funzione dei soci privati nella compagine di Fondazione è poco più che simbolica, perché il contributo economico a sostegno delle perdite, che oggi si aggirerebbero intorno ai 300.000 euro, è sempre stato a carico della Amministrazione pubblica e quindi dei cittadini. A tal proposito, sarà necessario una volta accertati gli eventuali danni erariali, verificare con la Corte dei Conti il loro ammontare e valutare le responsabilità. Mi si consenta senza polemica di dire che fare l’amministratore pubblico non può essere solo un operazione di autostima, ma comporta l’assunzione di responsabilità. Sarà forse per questa ragione che il danno erariale è ricondotto dalla legge a responsabilità personale e non collettiva; chi si candida ad amministrare una città una riflessione in merito dovrebbe sempre farla”.

E l’unica soluzione che Augurusa individua è quella del commissariamento di Facs: “In un contesto di insolvenza di tale portata non resta che commissariare la fondazione, cioè nominare un commissario ad acta, un professionista possibilmente esterno alle dinamiche locali che nel ruolo di liquidatore accerti debiti e crediti. In altri termini che certifichi o meno le condizioni di continuità aziendale. Ciò non ha nulla a che vedere con la continuità dell’offerta sportiva che, pro tempore, può proseguire attraverso le società sportive fino a nuova regolare assegnazione, a patto che le stesse siano disponibili a chiarire le proprie posizioni contributive. Ritengo che i poteri del Prefetto siano sufficienti a procedere in tal senso, anche in coerenza con le norme che regolano il rapporto tra amministrazioni pubbliche ed attività economiche. Sono anche convinto che questa fase di transizione potrebbe aprire uno spazio alle importanti realtà associative locali a condizione che, contrariamente a come si è fatto nell’agosto scorso, si chieda loro un contributo commisurato alla capacità delle medesime”.

Sistemati i carichi pendenti è però necessario garantire continuità al centro sportivo: “Il rilancio del Csda – dice il candidato del centrosinistra – può passare attraverso due strade non necessariamente alternative: la predisposizione di un regolare bando di gara sul profilo europeo per una nuova assegnazione degli ambiti, anche divisi e l’avvio di una seria interlocuzione con il Coni per verificare se è possibile accedere al credito sportivo, ovvero per le opportunità in termini di gestione secondo la normativa regionale. Una scelta che in relazione ai tempi disponibili più probabilmente dovrebbe riguardare la prossima amministrazione”. Una soluzione di questo tipo non può che prevedere la risoluzione del rapporto in essere con Intese, una risoluzione che però Augurusa anticipa che potrebbe non essere indolore: “Entrambe queste ipotesi richiedono ovviamente la risoluzione del rapporto con Intese, peraltro incredibilmente mai sottoscritto attraverso un accordo che ne definisse le reciproche obbligazioni, fatto quest’ultimo, che ha impedito fino ad oggi il ricorso al Tar.  Tanto lo statuto di Facs quanto la convenzione ancora in vigore, consentono di procedere in tal senso. Si tratta di procedere sapendo però che le inevitabili reazioni, ulteriore pesante eredità di un periodo avventuroso, dovranno essere affrontate”.

Non è però solo contro Intese che punta il dito Augurusa, secondo il quale la disgregazione del centro sportivo ha responsabilità ben più lontane nel tempo: “La struttura ha subito un lungo periodo di abbandono che va ben oltre la gestione Fornaro, già ampiamente certificata nei report inascoltati degli addetti ai lavori sulle condizioni del centro. A questo punto per risolvere la situazione sarà necessario un impegno straordinario. Ritengo cioè che il prossimo piano triennale delle opere pubbliche debba contemplare, oltre alla priorità non più rinviabile della manutenzione scolastica drammaticamente emersa con la scuola di Col di Lana, il ripristino del centro sportivo, questione ineludibile per pensare concretamente al suo rilancio. Il momento di riconsegnare alla città il Csda non è più rinviabile. Il ruolo sociale che ha sempre avuto per la città , il nostro “oratorio” laico, lo ha reso per anni il cuore della comunità, un cuore che però oggi, per dirla con il linguaggio forse più consono ad uno dei miei concorrenti, ha bisogno velocemente di un defibrillatore prima che sia troppo tardi”.