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Le opposizioni compatte per il voto

12 ottobre 2011 – “Oggi questo è uno spazio neutrale e tutti noi mettiamo da parte le nostre appartenenze politiche perché si discute di qualcosa di più importante. Oggi si discute di democrazia, di rispetto per i cittadini di Arese e dell’illegittimità a proseguire nel mandato di questa maggioranza”. Esordisce così Massimiliano Seregni che, nella sede della Lega Nord di Arese, introduce la conferenza stampa alla quale hanno aderito e partecipano tutte le opposizioni in consiglio comunale. C’è il PD, c’è Roberta Tellini della corrente ribelle del PDL aresino che raggruppa l’ex assessore Erika Seeber e il consigliere oggi indipendente Corrado Evangelista e c’è, anche se a causa di impegni di lavoro non fisicamente, l’altro consigliere indipendente ed ex leghista Carlo Delmonte. Pur se con qualche distinguo su alcuni argomenti di dettaglio, quello che emerge dagli interventi è una sostanziale coesione della minoranza nel delineare un percorso comune che porti alle elezioni anticipate. Un percorso che si snoderà in varie fasi la prima delle quali è l’adesione di tutte le opposizioni alla manifestazione “Tutti a casa” organizzata per il prossimo sabato 15 ottobre dal Comitato Spontaneo Genitori di Arese (CSGA).

La seconda fase si concretizzerà durante il consiglio comunale del 18 ottobre quando le opposizioni voteranno contro il passaggio delle deleghe dal sindaco al vicesindaco. Qualora nessuno del PDL votasse contro e il passaggio delle deleghe fosse approvato, come passo successivo le opposizioni presenterebbero una mozione di sfiducia. Gli ultimi due atti, comunque non sufficienti a rendere necessario il ricorso alle urne senza l’appoggio di qualche consigliere di maggioranza, prevedono la presentazione delle dimissioni di tutti i consiglieri comunali di opposizione e le dimissioni di tutti i membri delle commissioni comunali designati dalle opposizioni. Nel corso del suo intervento Seregni ha sintetizzato quelle che sono le posizioni della Lega Nord: “Come Lega abbiamo sempre messo in chiaro che non avevamo nulla da dire sulle vicende giudiziarie che hanno interessato il sindaco Fornaro, delle quali si sta occupando la magistratura alla quale spetta il compito di stabilire le eventuali responsabilità. Quello che noi solleviamo è un problema politico, quello di una maggioranza che, per come era stata votata dagli elettori, non esiste più. Gli aresini avevano scelto una coalizione Lega-PDL che oggi non c’è più; questo è il dato oggettivo e il resto sono solo chiacchiere”. Nel mirino di Seregni c’è ovviamente l’UDC: “L’UDC si era presentata alle elezioni con un suo candidato sindaco e un suo programma. E gli elettori aresini avevano bocciato sia il candidato che il programma. Quello che si sta verificando oggi è un vero e proprio ribaltone, con la città che si ritroverebbe come sindaco proprio quel candidato che gli aresini avevano detto con il loro voto di non volere. E’ per questa ragione che la Lega Nord il 15 ottobre sarà in piazza a fianco del CSGA e lo sarà senza bandiere perché il Tutti a casa è ormai la richiesta di tutta la cittadinanza di Arese e non di un partito politico”.

La capogruppo del PD Eleonora Gonnella, oltre a condividere quanto espresso da Seregni chiariva alcuni aspetti regolamentari affrontati ieri nel corso di una riunione dei capigruppo: “Abbiamo discusso di un punto fondamentale per determinare l’esito della votazione sul passaggio delle deleghe e cioè del tipo di maggioranza necessaria per approvarlo. Noi sosteniamo che per l’approvazione sia necessaria una maggioranza qualificata in consiglio comunale mentre la coalizione di governo sostiene che è sufficiente la maggioranza dei presenti. Purtroppo i regolamenti e la comunicazione del prefetto non sono espliciti in materia e naturalmente ha prevalso la posizione della maggioranza. Quello che è certo è che servirà la presenza di almeno undici consiglieri e non è escluso che da parte dell’attuale coalizione qualche sorpresa in questo senso potrebbe anche arrivare. Se si verificasse qualche assenza tra la maggioranza tutte le opposizioni sono pronte ad abbandonare il consiglio comunale impedendo così l’approvazione del passaggio delle deleghe”. Il segretario cittadino del PD Paola Pandolfi fa poi un distinguo con le posizioni della Lega: “Noi, a differenza della Lega, le dimissioni di Fornaro le chiediamo. Non lo facciamo per le vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto ma le chiediamo per le sue responsabilità politiche nella situazione che si è venuta a creare ad Arese”. Questo concetto viene ribadito anche da Giuseppe Augurusa che rincara la dose all’UDC: “Il disastro del centro sportivo è anche opera dell’UDC che di questo dovrà rispondere ai cittadini. Al ballottaggio elettorale, dopo avergli fatto campagna elettorale contro, l’UDC ha invitato i propri elettori a votare per Fornaro sostenendo che lo avrebbero controllato. Bel controllo che hanno fatto! Tra l’altro, guardando ai flussi dei voti mi sembra evidente che ben pochi dei loro elettori abbiano seguito l’indicazione di voto date dall’UDC”.

Roberta Tellini, uno dei “dissidenti” del PDL, precisa invece quello che è stato il percorso che ha portato al loro dissenso: “A differenza di quanto si vuole far credere, il nostro dissenso non è legato alla vicenda del gas, che rimane oggetto del lavoro dei magistrati, ma nasce da ben più lontano. Noi siamo stati tenuti fuori da tutte le scelte fatte dal sindaco Fornaro all’indomani delle elezioni, a partire da quelle riguardanti la composizione della giunta. La nostra emarginazione è stata totale, tanto che abbiamo dovuto apprendere dalla stampa i contenuti di scelte importanti come il piano per le opere pubbliche e le scelte fatte per il centro sportivo. Non abbiamo mai condiviso, e l’abbiamo detto in tutte le sedi, le procedure non conformi adottate per l’affidamento del CSDA. Il fatto di avere poi manifestato il nostro dissenso non ha portato ad altro se non a una nostra maggiore emarginazione. Il nostro tentativo di incidere sulle scelte dall’interno è quindi fallito. Inoltre, l’uscita della Lega dalla maggioranza, Lega con la quale abbiamo condiviso le posizioni sul CSDA, ci ha fatto prendere atto che la coalizione votata dagli aresini non esisteva più e ci siamo comportati di conseguenza. Voglio anche sottolineare che noi non usciamo dal PDL del quale continuiamo e continueremo a fare parte; noi ci dissociamo nettamente dal PDL di Arese e dalle scelte che questo ha fatto”.