Home Politica

Le opposizioni interrogano su Facs

09 luglio 2014 – Si torna a discutere di Facs e delle dimissioni dei suoi organi statutari. Tre gruppi consiliari di opposizione, Arese in Testa, Forza Italia e Arese al Centro, hanno infatti depositato un’interrogazione congiunta in merito alla mancata ricostituzione degli organi di Facs, già oggetto di un parere della Corte dei Conti e di un recente pronunciamento del Tar della Lombardia (leggi qui). I firmatari dell’interrogazione, Luigi Muratori (nella foto), Andrea Miragoli, Giuseppe Bettinardi e Carlo Giudici, riprendono in premessa una mozione presentata nel settembre 2013 dallo stesso Muratori, con la quale si chiedeva che l’amministrazione provvedesse rapidamente a nominare presidente e consiglio di indirizzo di Facs “in quanto – scrivono i firmatari dell’interrogazione – gli organi di Fondazione si erano già a quel tempo dimessi da oltre un anno e che al Comune di Arese, in persona del Suo Sindaco, spettava la prerogativa esclusiva della nomina della maggioranza del consiglio di indirizzo e del Presidente, quale unico socio fondatore dell’ente, così come previsto dal suo statuto”.

Nella mozione delle scorso settembre, ripresa in premessa a questa interrogazione, Muratori sosteneva anche che “tale situazione di paralisi di Fondazione, stante l’assenza del consiglio di indirizzo, era fonte di grave rischi e danni per il Centro Sportivo, per Fondazione e per i creditori sociali di Fondazione”. La mozione, ricordano i firmatari del documento protocollato nei giorni scorsi, “veniva respinta con il voto di 11 membri della maggioranza, con l’astensione del consigliere Turconi e il voto favorevole degli altri 5 membri dell’opposizione”. I sottoscrittori dell’interrogazione riprendono poi la sentenza del Tar dove, dicono, “a pagina 4 nelle motivazioni si legge che le dimissioni degli organi di fondazione non avevano necessità di ratifica per implicita esecutività immediata delle dimissioni presentate. Tesi questa che sarebbe stata sostenuta anche direttamente dalla difesa del Comune di Arese (pagina 3)”. La premessa si conclude con la citazione di quanto evidenziato dalla Corte dei Conti nel suo accertamento depositato in Comune lo scorso mese di dicembre, nella parte dove i magistrati contabili scrivono che il sindaco “a fronte della ricezione delle dimissioni, si sarebbe dovuto attivare immediatamente per la ricostituzione dell’organo, al fine di garantire il necessario funzionamento della Fondazione”.

Partendo da queste premesse, i firmatari dell’interrogazione pongono tre domande all’amministrazione. La prima, sintetica, è in quale data sindaco e giunta ritengono, anche alla luce della sentenza del Tar, esecutive le dimissioni degli organi di Fondazione Arese Cultura e Sport. Con il secondo quesito viene chiesto all’amministrazione “in base a quale principio giuridico non in contrasto con quanto sopra evidenziato ed espresso dalle autorità sopra richiamate, stante l’evidente efficacia immediata di quelle dimissioni, si è affermato nel corso del 2013, anche in Consiglio Comunale ed agli organi di stampa, che il ricorso avverso al decreto ingiuntivo di Intese contro Facs doveva essere opposto dal sig. Stefano Carli in veste di Presidente di Fondazione, visto e ribadito che questo Comune ha affermato innanzi al Tar che le dimissioni dell’ultimo Presidente di fondazione (ossia del sig. Carli) unitamente a quelle dei consiglieri di indirizzo erano ad efficacia immediata senza bisogno di alcuna ratifica a partire dalla loro presentazione avvenuta nel febbraio 2012”.

Più articolata la terza domanda, con i firmatari dell’interrogazione che chiedono se l’amministrazione intende attivarsi urgentemente per ogni azione in autotutela per individuare le responsabilità e valutare gli eventuali danni causati a tre possibili soggetti: il primo sarebbe Facs “privata volontariamente – si dice nell’interrogazione – di ogni rappresentante e di ogni organo in grado di agire a tutela dei propri interessi ed a tutela dei propri diritti”. Il secondo è lo stesso Comune, per, recita il documento, “la mancanza di opposizione anche tardiva ad un decreto ingiuntivo, al pignoramento di una parte del centro sportivo”, perché, sostengono coloro che hanno presentato l’interrogazione citando la Corte dei Conti, “l’assenza, da fine 2011, di un organo di amministrazione della Fondazione, dovuta all’inerzia da parte del Comune nella relativa ricostituzione, ha impedito l’instaurazione da parte di Fondazione di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo”. Il terzo soggetto sono i creditori di Facs, in particolare quelli partecipati dal Comune come Smg e Facs, “privati – si sostiene nell’interrogazione – di ogni garanzia derivante dall’assenza di ogni controllo gestionale di Facs per mancata ricostituzione dei suoi organi e conseguente mancata approvazione dei bilanci”.

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese