Home Politica

Le reazioni Pd a bocciatura anagrafe eletti

02 agosto 2012 – La crisi di maggioranza ha catalizzato l’attenzione generale, facendo passare in secondo piano alcune decisioni prese nel corso dell’ultimo consiglio comunale. Una di queste, cosa che ha fatto andare su tutte le furie il Pd, è stata la bocciatura, alla 1,30 di notte, di una sua mozione sull’anagrafe degli eletti. Nella sua proposta il Partito Democratico sostanzialmente chiedeva di integrare la mozione già parzialmente approvato dalla giunta Fornaro con tre ulteriori punti che prevedevano l’obbligo per gli eletti di pubblicazione dei propri redditi e del proprio casellario giudiziale e la registrazione video dei consigli comunali a cura del Comune e la sua pubblicazione sul sito istituzionale. Oltre a questo il Pd, con Eleonora Gonnella (nella foto), proponeva un emendamento che impegnasse sindaco e giunta a sottoscrivere il Codice Europeo di Comportamento per gli Eletti Locali e Regionali elaborato dal Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d’Europa, un impegno già preso da Ravelli in campagna elettorale. La maggioranza di Aresefuturo ha però bocciato la mozione del gruppo consiliare del Pd, adducendo, per voce del suo capogruppo Manuel Foglio, principalmente due motivazioni: la prima legata alla tutela della privacy degli eletti e la seconda, con conseguente richiesta di rinvio della discussione, motivata dalla mancanza di tempo per approfondire il contenuto della mozione.

Motivazioni queste che il Pd rigetta decisamente: “Siamo rimasti increduli – commenta il capogruppo dei Democratici Enrico Ioli – di fronte alla dichiarazione di voto contrario alla mozione. Riguardo alla prima osservazione di Manuel Foglio crediamo che gli eletti, in nome della trasparenza, e in quanto ricoprono un ruolo pubblico, non dovrebbero appellarsi alla privacy se veramente vogliono ricostruire quel rapporto di fiducia spezzato con gli elettori. Siamo ancora più stupefatti di fronte alla seconda motivazione del capogruppo di Aresefuturo perché la non conoscenza dell’atto presentato e della materia non può essere una giustificazione, visto che lo stesso era stato depositato il 27 giugno e cioè un mese prima del consiglio comunale. Inoltre, la proposta dell’anagrafe degli eletti era contenuta nel programma elettorale di Ravelli, pertanto prima di scriverne avrebbero dovuto capire di che si trattasse”. Caustica la conclusione di Ioli: “Se i consiglieri della mino-maggioranza non hanno avuto tempo di approfondire la mozione prima di presentarsi in consiglio comunale questo è un problema loro e forse la prossima volta che si candideranno potranno riflettere più lungamente se il tempo a loro disposizione è sufficiente per prepararsi degnamente alla discussione dei punti all’ordine del giorno del consiglio”.

Altrettanto caustica è la lettura di Eleonora Gonnella, che ipotizza che la mozione sia stata bocciata proprio a causa dell’emendamento dal lei presentato: “Non riesco a farmi convincere da motivazioni tanto futili e mi domando se il cambio di atteggiamento non sia piuttosto da rintracciare nella mia richiesta di emendamento che prevede la sottoscrizione del Codice Europeo di Comportamento per gli Eletti Locali e Regionali”. Il consigliere del Pd fa riferimento in particolare agli articoli 7 e 16 del codice e cioè quelli che affrontano le Regole in materia di campagna elettorale e la Limitazione e dichiarazione delle spese elettorali: “A tutti i presenti al consiglio comunale aperto – sostiene la Gonnella – non è sfuggito che il conflitto che mina la maggioranza sia in gran parte originato proprio dentro e durante la campagna elettorale, con accuse del tipo paga i tuoi debiti volate dal pubblico. E per quanto riguarda l’art. 7, mi risulta che l’intelligence e l’avvantaggiarsi di informazioni sottratte al concorrente tramite sotterfugi non siano contemplati tra i mezzi citati per ottenere i suffragi”.

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese.