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L’Udc attacca Aresefuturo e “chiama” Ravelli

31 luglio 2012 – Sulla vicenda delle dimissioni di Pietro Ravelli interviene anche l’Udc che, in un lungo comunicato, sostanzialmente scagiona la persona dalle responsabilità per la situazione che si è venuta a creare e punta decisamente il dito contro Aresefuturo, la lista civica che lo ha sostenuto e che viene indicata come la principale responsabile della crisi interna alla maggioranza: “La segreteria Udc di Arese – si legge nel comunicato – da sempre rispettosa della persona del dottor Pietro Ravelli e vicina in questo momento alla famiglia, lo ringrazia per l’atto di onestà esercitato con le sue dichiarazioni puntuali ed oneste; amaro è stato per tutti noi leggere e sapere che era sottoposto dalla propria maggioranza a pressioni di ogni genere e a rischio di condizionamenti di ogni sorta. Dopo aver constatato che la crisi era profonda ed irreparabile è stato capace di un atto dignitoso come il rassegnare le proprie dimissioni, garantendo continuità amministrativa alla nostra città”.

Meno tenero, come dicevamo, il giudizio su Aresefuturo: “Il 27 luglio – sostiene l’Udc – il sindaco con il suo gesto ha cancellato con un solo colpo di spugna sulla grande lavagna dei sogni elettorali tutti gli obbiettivi, i compiti, le analisi e le promesse fatte ai cittadini. Dalle dichiarazioni del sindaco e dai pietosi interventi in consiglio comunale degli aderenti ad Aresefuturo è emerso in modo ineccepibile che era una crisi nata tutta all’interno della stessa maggioranza senza nessuna via di uscita: è una fine ingloriosa di un progetto nato sulla sabbia e l’improvvisazione, nella quale Ravelli è stata la vittima perché non si era accorto che nella sua compagine innovativa erano presenti persone che rappresentavano un vecchio gruppo di politicanti della prima repubblica, consulenti serpenti animati solo dall’odio personale dell’avversario”.

L’Udc ritiene anche che la nuova maggioranza abbia impattato negativamente sulla macchina amministrativa, intesa come quel personale che, indipendentemente dalle maggioranze che si alternano alla guida di Arese, è quello che effettivamente svolge i compiti amministrativi: “Ad Arese serve un’amministrazione che sia in grado di motivare le persone della struttura comunale, che in due soli mesi hanno perso il sorriso, la professionalità e la voglia di fare, perché terrorizzate dall’arroganza e dall’arrivismo dei nuovi assessori. Una conferma di ciò se ce ne era bisogno, l’abbiamo avuta durante il consiglio comunale del 25 luglio durante il quale alcuni assessori hanno fortemente criticato l’operato di funzionari che fino a tre mesi prima erano con dignità e competenza invitati a sedere e rappresentare gli interessi di tutta la cittadinanza nei tavoli istituzionali sovraccomunali, a differenza dei criticandi mai invitati neppure come uditori”.

Inevitabile poi che l’Udc, alla luce degli avvenimenti, si tolga qualche sassolino dalle scarpe: “Non desideriamo fare i saccenti e pronunciare frasi del tipo l’avevamo detto e ipotizzata questa fine. Desideriamo solo dire agli aresini e a coloro che in campagna elettorale ci hanno definito il male, gli affaristi, i palazzinari, perché appartenenti a un partito che ha amministrato per oltre dieci anni la nostra città in modo esemplare che siamo pronti a riprogettare un nuovo futuro di impegno per Arese, perché la nostra città torni allo splendore del decennio 1999-2009, periodo nel quale la nostra Arese aveva diritto di parola e di decisione su tutti i tavoli sovraccomunali, periodo nel quale la struttura comunale era motivata e solerte, periodo nel quale i servizi funzionavano e gli appalti di opere pubbliche non andavano deserti per vizio di forma o altro. Expo, Città Metropolitana, Centro Sportivo e Adp Alfa Romeo, sono alcuni punti che dovranno essere affrontati dal commissario e dalla prossima maggioranza con determinazione, ma prima di tutto bisogna riportare ad Arese un’immagine nuova pensando anche all’ordinario come la pulizia delle strade, la cura e la pulizia del verde, la sicurezza e le manutenzioni stradali perché sono cose da troppo tempo dimenticate e che hanno ridotto Arese una città irriconoscibile.

La chiusura dell’Udc è ancora dedicata a Ravelli e ad Aresefuturo: “Al dottor Ravelli rinnoviamo tutta la nostra amicizia e stima; all’ex sindaco Ravelli diciamo che i partiti e soprattutto le persone che ne fanno parte devono essere persone preparate e non improvvisate perché la Politica è una cosa seria e noi ci crediamo. Soli contro i Partiti era lo slogan della campagna elettorale di Aresefuturo. Peccato dottor Ravelli che non ha messo la stessa determinazione per allontanare coloro che volevano (e l’hanno ottenuto) il suo male. Ci auguriamo che la sua decisione non sia quella di fare il nonno a tempo pieno ma di impegnarsi con forze politiche serie per creare un futuro migliore anche per i suoi nipoti”. Di tutt’altro tenore il pensiero conclusivo per Aresefuturo e le liste civiche: “Dal 2004 in poi a ogni turno elettorale le cosiddette liste civiche dovevano essere la panacea per una nuova politica: hanno tutte miseramente fallito nei loro obiettivi e qualche componente di Aresefuturo ne è stato l’artefice. I cittadini riflettano su queste persone che del sottobosco della politica si nutrono, che non rispettano nessuno e se non ottengono risultati personali o per i propri accoliti dissotterrano l’ascia di guerra”.

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