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M5S: modifica referendum entro 30 giorni

17 ottobre 2013 – Nel prossimo consiglio comunale si parlerà ancora di consultazione dei cittadini sulle questioni più rilevanti per la città. Il Movimento 5 Stelle ha, infatti, protocollato una mozione che sarà portata al voto dell’assemblea e che, se approvata, impegnerebbe la giunta a modificare l’articolo 56 dello Statuto Comunale, con l’estensione del campo di applicabilità dei referendum comunali. Nell’introduzione alla sua mozione il Movimento 5 Stelle, ricordando che lo stesso Forum che oggi è in maggioranza nel luglio 2012 aveva promosso la modifica dell’articolo 56 dello Statuto, sostiene anche l’urgenza di intervenire rapidamente “in considerazione degli imminenti interventi sulla viabilità che la Giunta Comunale si appresta a varare”.  La proposta del Movimento 5 Stelle sulla quale il consiglio comunale sarà quindi chiamato a esprimersi è che sindaco, giunta e commissione affari istituzionali “si impegnino a presentare al consiglio comunale, entro 30 giorni dalla data di approvazione della presente, una proposta di modifica all’art.56 dello Statuto del Comune di Arese, al fine di prevedere i referendum comunali abrogativi, consultivi e propositivi”.

Qui di seguito riportiamo a titolo informativo il testo integrale dell’articolo 56 dello Statuto Comunale, così come è nella sua estensione attuale:

Art. 56 – Referendum comunali
1. Nelle materie di competenza del Consiglio comunale, ad eccezione di quelle attinenti alla revisione dello statuto del Comune e di quelli delle aziende speciali, al regolamento del Consiglio comunale, alla finanza comunale, ai tributi ed alle tariffe, al personale ed all’organizzazione degli uffici e dei servizi, alle nomine ed alle designazioni, ai piani urbanistici e ai piani attuativi e alle relative variazioni che prevedano altre forme di partecipazione dei cittadini al procedimento formativo, possono essere indetti referendum consultivi, allo scopo di acquisire il preventivo parere della popolazione o referendum per l’abrogazione in tutto od in parte di provvedimenti, compresi gli atti amministrativi, già adottati dal Consiglio.
2. I referendum sono indetti dal Sindaco su iniziativa del Consiglio comunale, assunta a maggioranza di almeno due terzi dei componenti, o su richiesta presentata, con firme autenticate nelle forme di legge, da almeno il 10% in caso di referendum consultivo e da almeno il 30%, in caso di referendum abrogativo, degli elettori iscritti nelle 50 liste del Comune alla data del 1° gennaio dell’anno nel quale viene presentata la richiesta.
3. Il quesito da sottoporre agli elettori deve essere di immediata comprensione e tale da non ingenerare
equivoci.
4. Le consultazioni referendarie potranno tenersi non più di una volta ogni anno, in giorni compresi tra il 15 aprile ed il 15 giugno.
5. I referendum possono avere luogo anche in coincidenza con altre operazioni di voto, con esclusione delle tornate elettorali comunali e provinciali.
6. Il referendum è valido se vi partecipa almeno la metà dei cittadini aventi diritto al voto. S’intende approvata la risposta che abbia conseguito la maggioranza dei consensi validamente espressi.
7. Nei referendum abrogativi, l’approvazione della proposta referendaria determina la caducazione dell’atto o delle parti di esso sottoposte a referendum, con effetto dal centottantesimo giorno successivo dalla proclamazione dell’esito del voto. Entro tale data il Consiglio comunale è tenuto ad assumere gli eventuali provvedimenti necessari per regolamentare gli effetti del referendum ed eventualmente adottare la disciplina sostitutiva degli atti abrogati, in conformità all’orientamento scaturito dalla consultazione.
8. Nei referendum consultivi, il Consiglio comunale adotta entro quattro mesi dalla proclamazione dell’esito della consultazione le determinazioni conseguenti, coerentemente alle indicazioni espresse dagli elettori.
9. Il mancato recepimento delle indicazioni referendarie dovrà essere adeguatamente motivato ed adottato a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.
10.Le modalità di presentazione dei quesiti referendari e di raccolta delle firme, le procedure di ammissibilità ed i termini per l’indizione della consultazione referendaria sono disciplinate, secondo i principi dello statuto, nell’apposito regolamento.

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