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M5S: “Aresini venduti a 450 euro l’uno”!

08 ottobre 2012 – 450 euro, è questo, secondo il Movimento 5 Stelle, il prezzo al quale è stato “svenduto” ogni singolo residente aresino per l’Adp. “Nell’assordante silenzio delle istituzioni, dei politici coinvolti, dei media – spiega un comunicato del M5S – abbiamo scoperto sul sito della Regione, in un link non troppo facile da trovare (clicca qui), che i destini di una parte della zona ex Alfa Romeo – 77.000 mq per il centro commerciale più grande d’Europa e 15.000 mq di terziario e artigianato – potrebbero essere stati decisi e definiti da qualcuno in maniera molto precisa e in gran segreto evitando accuratamente qualsiasi fuga di notizie. Dopo la messa sul lastrico di migliaia di famiglie dei dipendenti Alfa Romeo, la tratta degli schiavi continua con noi aresini; la nostra pelle è stata venduta all’offerente al modico prezzo di 450 euro per ognuno dei 19.506 abitanti. Il fatto che la maggioranza dei cittadini abbia votato contro questo accordo si dimostra veramente carta straccia; dell’incremento esponenziale del traffico e delle polveri sottili quella gente se ne frega, quello che conta sono le redditizie speculazioni edilizie che gonfieranno le tasche dei soliti noti”.

Ma come è arrivato il Movimento 5 Stelle a determinare il costo di un aresino? “Il conteggio è semplice – spiegano i Grillini – e si ricava dal Piano Attuativo Ambito di Trasformazione, datato aprile 2012 (clicca qui): ad Arese per la firma dell’Adp arriverà un contributo integrativo di 3.940.000 euro, destinato alla nuova biblioteca comunale, alla ristrutturazione vecchia biblioteca da adibire a nuova sede del consiglio comunale e di alcune associazioni e a interventi manutentivi su immobili del centro sportivo. Oltre a questo, è previsto un contributo opere di mitigazione pari a 1.520.000 euro, da destinare alla realizzazione di una nuova sede per alcune associazioni, alla nuova sede per la Misericordia di Arese e alla messa a disposizione di uno spazio commerciale di circa 200 metri quadrati”. Oltre a questo, c’è il capitolo degli oneri di urbanizzazione: “Tenendo conto – dicono dal M5S – che a fronte di una licenza rilasciata alla società Tea per la realizzazione di nuovi magazzini costruiti solo in parte, il Comune di Arese ha già ricevuto 3.381.110 euro, questi vengono detratti dall’importo degli oneri di urbanizzazione; dell’importo residuo di 5.531.531 euro riteniamo che circa il 60 per cento (3.320.000 euro) spetti al Comune di Arese”. Sommando le entrate si arriva quindi alla cifra di 8.780.000 che, divisa per i 19.506 abitanti di Arese, fa, appunto, 450 euro ad aresino.

Questi i dati che il Movimento 5 Stelle ha ricavato dal Piano Attuativo Ambito di Trasformazione. E questo il commento dei Grillini alla vicenda e alla teorica destinazione dei fondi che dovrebbe incassare il Comune di Arese: “Qualcuno ha mai interpellato i cittadini in merito alla necessità di realizzare queste opere? In questo periodo di crisi profonda, quando molti precari o senza lavoro faticano a sopravvivere, può il nostro Comune permettersi questi lussi? Non è un affronto anche nei confronti dei pensionati e lavoratori dipendenti che versano allo Stato fior di tasse per vederle poi dilapidate o disperse in mille rivoli al momento superflui? E quanti di questi soldi ritenete andranno effettivamente alle opere sopra menzionate? Certamente il nostro Comune è la perla rara nel marasma della corruzione che dilaga su tutto il paese, ma non potrebbe fare gola a qualche malintenzionato?”.

La chiusura è dedicata a quanto riportato in un articolo di un giornale locale nel quale si dice che il commissario potrebbe firmare questo Accordo di Programma, che prevede il mega centro commerciale, soprattutto per evitare richieste di danni al Comune: “Riteniamo – dicono i Grillini – che la dottoressa Pavone si riferisca all’eventuale richiesta di rimborso di quota parte dei 3.381.110 euro degli oneri di urbanizzazione relativa ai capannoni non costruiti, già frettolosamente e incautamente spesi dall’amministrazione. E spesi in alcuni casi anche malamente, come per il rifacimento della piazza, o utilizzati per la gestione ordinaria, come i 2.600.000 euro destinati alla nuova biblioteca. Alcuni tribunali hanno sentenziato che gli oneri di urbanizzazione devono essere restituiti nel caso le opere non vengano eseguite. Ci assale però un altro atroce dubbio, e cioè che anche questo sia un marchingegno escogitato a suo tempo dalle solite menti per poter fare pressioni sul Comune e mettere l’attuale amministratore con le spalle al muro costringendolo a firmare l’AdP. In questo sciagurato evento cosa possono fare i cittadini?”.

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