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M5S: “Se commissioni inutili noi usciamo”

23 febbraio 2016 – La rilevanza e l’effettiva utilità delle commissioni comunali è un tema che periodicamente torna d’attualità, con le minoranze su posizioni generalmente critiche. Come in questo caso il Movimento 5 Stelle che, come annuncia, da qualche tempo sta considerano di abbandonarle tutte. Le critiche dei pentastellati partono dall’analisi di alcuni articoli del Regolamento del consiglio comunale, ovvero quelli appunto relativi al funzionamento delle commissioni. In particolare il M5S fa riferimento all’articolo 9.5, che stabilisce che il peso di ogni forza politica in commissione è proporzionale a quelle dei consiglieri comunali rappresentati, all’articolo 12, sulle funzioni delle commissioni e all’articolo 10.8 che determina che la commissione è convocata solo dal suo presidente (o in caso di assenza dal vicepresidente) e che solo questo determina quali argomenti accettare all’ordine del giorno.

In sostanza il Regolamento lascerebbe pochissimo spazio alle opposizioni, in particolar modo quando la scelta della maggioranza è di assegnare, come nel caso di Arese, la loro presidenza a persone indicate dalla maggioranza stessa. Cosa questa che, a parere del Movimento 5 Stelle, le renderebbe di fatto inutili. Visto quanto stabilisce il Regolamento del consiglio comunale – sostiene il Movimento 5 Stelle – e considerato che le presidenze delle commissioni sono state tutte assegnate a consiglieri di maggioranza, risulta evidente che le sorti delle commissioni sono saldamente nelle mani della maggioranza stessa. Non riusciamo pertanto a comprendere come mai con il recente Dup (Documento Unico di Programmazione) propongano di ‘restituire importanza alle commissioni alle quali viene riconosciuta capacità propositiva, progettuale e (addirittura!) di controllo”. Che abbiano improvvisamente realizzato che le commissioni da quando istituite non hanno prodotto alcunché, che servono solamente a far perdere tempo ai partecipanti, tanto che il M5S da qualche tempo stava valutando di disertarle in massa?”.

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