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M5S su convenzione suore Casa di Riposo

06 novembre 2013 – Il Movimento 5 Stelle si inserisce nel dibattito avviato da Arese al Centro sul rinnovo della convenzione tra il Comune di Arese e la congregazione delle suore che prestano il proprio servizio all’interno della Casa di Riposo Gallazzi-Vismara. E se Arese al Centro con la sua interrogazione sollecitava il rinnovo dell’accordo (leggi qui), il M5S manifesta, invece, qualche perplessità circa la scelta della congregazione e il trattamento economico complessivo riconosciuto alle suore. “Arese al Centro – dicono dal M5S – riguardo alla convenzione aveva scritto nella sua interrogazione ci auspichiamo che venga stipulata al più presto. Noi, invece, vorremmo prima avere risposta alle due domande che poste nell’interrogazione che abbiamo a nostra volta protocollato in Comune in vista del prossimo consiglio comunale”.

Per comprendere da dove nascono le perplessità del Movimento 5 Stelle, è utile ripercorrere la storia della convenzione, che fu sottoscritta nel 2001 dall’allora sindaco Gino Perferi con la congregazione delle suore di carità del principe di Palagonìa, che ha sede a Palermo. La convenzione iniziale prevedeva la corresponsione di un contributo annuale di 9 milioni di lire (circa 4.650 euro) a favore della congregazione per la messa a disposizione delle suore e di complessivi 53,5 milioni di lire (circa 27.630 euro) all’anno alle suore che prestavano il loro servizio alla Gallazzi-Vismara (circa 750 mila lire a testa al mese). Oltre a questo nella convenzione l’amministrazione comunale si impegnava a fornire loro a titolo gratuito un alloggio ammobiliato e il vitto. L’ultimo rinnovo triennale della convenzione, quello scaduto nel 2012, risale al 2010 e prevede, oltre agli stipendi e ai benefit per le due suore che prestano servizio all’interno della Gallazzi-Vismara, la corresponsione da parte dell’Amministrazione di un contributo forfettario annuale di 18.000 euro.

“Quello che vorremmo sapere – spiega il consigliere comunale del M5S Laura Antimiani – è come mai si sente la necessità di valutare il rinnovo della stipula della convenzione con una congregazione avente sede a Palermo, quando questa stessa attività è ampiamente praticata da numerosi organizzazioni religiose nella zona. Sul piano economico vorremmo poi anche sapere come mai si sente la necessità di retribuire le religiose convenzionate e contemporaneamente garantire loro anche l’alloggio”.

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