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Muratori: “Ecco cosa dirò questa sera”

12 aprile 2012 – Luigi Muratori, candidato sindaco di Arese in testa alle prossime elezioni amministrative, gioca d’anticipo e preannuncia a QuiArese quelli che saranno i contenuti del suo intervento nell’assemblea pubblica sul Csda organizzata questa sera dalla Lega Nord (leggi qui). E come ormai ci ha abituati, esprime il suo punto di vista in maniera molto diretta e senza peli sulla lingua. “Innanzitutto – dice Muratori – voglio fare una doverosa premessa in merito alla revoca della convenzione in essere tra il Comune di Arese e Facs a cui dovrebbe conseguire la riconsegna, entro 90 giorni, del centro sportivo al Comune. E’ una bugia sostenere che l’annullamento della convenzione tra Facs e Comune permetterà il recupero del centro sportivo a giugno; non voglio entrare in tecnicismi giuridici, gradirei solo un po’ di decoro e non vorrei assistere al pessimo spettacolo di chi prima manda in malora il centro sportivo e poi ne diventa il paladino per pura speculazione elettorale. Purtroppo il Csda è stato consegnato ad Intese Srl da Facs in presenza di un contratto ricognitivo che non è stato firmato, che di fatto però giustifica il possesso del centro sportivo da parte di Intese Srl. In altre parole scordiamoci che il comune si riprenda il Csda a giugno”.

Una necessità che Muratori individua è quella di accertare le responsabilità politiche per la situazione che si è venuta a creare con il Csda: “Le vicende del centro sportivo si potrebbero sintetizzare in due parole, prima il silenzio poi la confusione. Quello che fa specie su questo argomento, è che nessuno parli dell’aspetto essenziale, cioè delle responsabilità. Senza fare una analisi sulle responsabilità e sugli errori commessi, infatti, non solo non è possibile individuare la soluzione giusta per il centro sportivo e non incorrere negli stessi errori, ma si rischia addirittura di dare ragione a un candidato che è stato lui stesso responsabile del disastro. Per esempio, bisognerebbe parlare delle responsabilità di chi ha consegnato il Centro Sportivo ad Intese Srl senza la firma di un contratto e non continuare a criminalizzare esclusivamente Intese Srl come se fosse l’unica fonte dei nostri guai”. Sempre a proposito di responsabilità, Muratori sostiene che oggi è fin troppo comodo e facile addossare tutte le responsabilità all’ex sindaco Gianluigi Fornaro e a Intese e si domanda come sia possibile che alcuni candidati, dopo avere detto no a Intese, propongano comunque come soluzione una società privata: “Su questa falsariga si è volutamente cercato di attribuire sommariamente la responsabilità esclusivamente all’ex sindaco Fornaro e alla società Intese Srl che oggi ha il possesso del Csda, come se fosse logico chiedere ad una società privata di perseguire un fine diverso da quello di lucro. Sono rimasto, quindi, stupito quando ho sentito alcuni candidati proporre come soluzione per il Csda di darlo in gestione ad una società privata. Intese Srl cos’è? Gradirei che qualcuno mi spiegasse perché dovremmo far causa e spendere dei soldi comunali per mandare via Intese Srl, per poi mettere un’altra società che ha gli stessi scopi. La mia impressione è che molti sparino soluzioni senza valutare né gli effetti economici né gli scopi che effettivamente si vogliono perseguire”.

Quale è quindi la proposta del candidato di Arese in testa? “Di certo se diventerò sindaco – spiega Muratori – non accadrà mai che il Csda venga consegnato esclusivamente a un privato. Questo perché ritengo che chi dovrà gestire il centro sportivo non dovrà perseguire esclusivamente i propri interessi e il lucro, ma dovrà perseguire principalmente uno scopo sociale, con una particolare attenzione al valore educativo e non solo competitivo dello sport. In altre parole, per comprendere quale è la soluzione migliore per il Csda, prima bisognerebbe individuare qual è l’indirizzo che si vuole dare alla sua gestione. Fatta questa analisi se il fine prevalente è quello sociale, lo stesso Projet Financing con Facs o tramite un associazione sportiva come è accaduto con il Ccsa, possono risultare comunque validi”. La conclusione è ancora sul tema delle responsabilità, che Muratori individua chiaramente: “Quello che in passato non ha funzionato con il Csda non sono stati i progetti adottati, ma come la politica ha gestito tali progetti. In altre parole, oggi il problema per il Csda, non è di ricette ma di credibilità; non è di nuove formule ma di scopi e di etica; non è d’Intese Srl o di Facs, ma della carenza di regole e di mancata assunzione delle responsabilità da parte della politica che l’ha gestito da incompetente”.

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